metro milano frenata

LA GIORNATA NERA DELLA METRO DI MILANO – IERI DUE INCIDENTI CAUSATI DA BRUSCHE FRENATE HANNO CAUSATO IN TOTALE 21 FERITI, CHE DIVENTANO 40 DALL’INIZIO DEL 2018 – I TRENI INCHIODANO PER UNA PROCEDURA DI SICUREZZA, MA LE ANOMALIE SONO MISTERIOSE: TRA ERRORI E “TRENI SCOMPARSI”, CRONACA DI UN GIALLO – VIDEO

 

Gianni Santucci per il “Corriere della Sera”

 

frenata improvvisa nella metro di milano 4

È come se in auto, di fronte a un pericolo, si pesta con tutta la forza il piede sul freno: solo che se tutto questo accade su un treno della metropolitana alle 8 del mattino, senza (ovviamente) alcun preavviso per le persone affollate sui vagoni, i passeggeri cadono, vengono sbalzati a terra, picchiano la testa sui sedili e i corrimano, urlano, si spaventano.

 

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E questa è stata la scena alle 8.06 di ieri mattina, su un treno della linea 1 del metrò di Milano, su un convoglio che si stava avvicinando alla fermata «Uruguay», periferia Ovest della città. Tredici feriti in ospedale, nessuno grave. Alle 14.30 è però accaduto di nuovo, stavolta in pieno centro, dintorni della fermata «Palestro», orario di minor calca, e forse anche per questo i passeggeri coinvolti sono stati quattro.  Che si sommano comunque ai circa 40 feriti del bilancio totale dell' anno, rimasti coinvolti nelle sei brusche frenate d' emergenza avvenute sul metrò milanese dall' inizio del 2018.

frenata improvvisa nella metro di milano 1

 

I treni «inchiodano» per una procedura di sicurezza. Ma quali sono le anomalie che provocano i blocchi improvvisi? Ieri una ragazza è scesa sui binari alla fermata «Loreto», e dunque la centrale dell' Atm (l' azienda che gestisce i trasporti) ha «spento» immediatamente l' elettricità su tutta la linea. Dopo una decina di minuti la circolazione è ripresa, ma ha quel punto il sistema di segnalamento (che gestisce in automatico i movimenti e le frequenze dei convogli) non ha più «agganciato» un treno.

 

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Il macchinista ha preso in mano la guida, ma ha sballato di 3 chilometri il limite massimo, che in quel punto è di 15 l' ora, e così è scattata la procedura che ha bloccato il convoglio.

Tra le sei frenate d' emergenza avvenute sul metrò milanese nel 2018, cinque si sono verificate sulla linea 1, la «rossa», che è un pezzo della storia della città. La prima tratta venne inaugurata nel 1964 e arrivava a Sesto San Giovanni, una sorta di spina dorsale degli anni dell' industrializzazione. Proprio la «rossa» è però diventata ancor più strategica in tempo recente, perché è stata il principale canale di collegamento con i padiglioni di Expo 2015.

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E proprio per questo è stato fatto un grande investimento per creare su un' infrastruttura antica un sistema di segnalamento all' avanguardia, che ha permesso di aumentare la frequenza dei treni e di farli circolare in maggior sicurezza. È quello il sistema che però, in questo 2018, ha in parte un ruolo nei blocchi anomali.

 

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Almeno in un paio di casi, oltre a ieri, s' è trattato di un errore dei macchinisti, mentre in un giorno della scorsa estate (27 luglio) tre treni si bloccarono in contemporanea (con 8 feriti) perché ci fu un black out e i «generatori» del metrò non entrarono in funzione. Negli ultimi tempi, a cornice di questi eventi, proprio il sistema che governa quella linea, storica e allo stesso tempo contemporanea, avrebbe però iniziato a «perdere» qualche treno.

 

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Di fatto, secondo informazioni ottenute dal Corriere , alcuni treni a intervalli variabili di tempo «scompaiono». Il cervellone informatico li «perde» dai propri «radar» e i tecnici non li vedono neppure più sui monitor. I motivi al momento sarebbero ancora imprecisati (secondo qualcuno la spiegazione potrebbe essere un periodico sovraccarico del sistema). E proprio il fatto che alcuni treni vengono «persi», in qualche caso, ha fatto scattare i blocchi automatici. Che provocano la cadute dei passeggeri ma, allo stesso tempo, garantiscono che non ci siano incidenti.

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