ilaria salis

"MI ADDORMENTO IN CONTINUAZIONE E VOMITO TUTTO" – GLI APPUNTI DI ILARIA SALIS SCRITTI SUBITO DOPO L’ARRESTO IN UNGHERIA: “SOGNO TANTO, MI SOGNO SEMPRE LIBERA E IN GIRO. NON HO MAI IDEA DI CHE ORE SIANO E ANCHE I GIORNI SONO TUTTI UGUALI. NON CAPISCO ASSOLUTAMENTE NIENTE DI CIÒ CHE MI SUCCEDE INTORNO. SONO SFINITA. GUARDO GLI OCCHI, IL VOLTO DI CHI SI TROVA A VARCARE L’INFAUSTA SOGLIA AL MIO FIANCO: SONO LO SPECCHIO DELLA MIA INQUIETUDINE. OGNI PASSO È UN..."

Estratto dell’articolo di Valentina Santarpia per www.corriere.it

 

ILARIA SALIS

L'arrivo nel «mondo infero e dimenticato», gli sguardi «persi e vuoti» dei detenuti, lo sfinimento e il vomito dei primi giorni. È straziante il racconto che Ilaria Salis fa, in una raccolta di appunti raccontata dal Tg3, delle sue prime giornate in carcere, nel febbraio dello scorso anno, dopo essere stata arrestata perché sospettata di aver partecipato ad un'aggressione contro due neofascisti.

 

Ed è così che l'hanno apostrofata, all'ingresso del carcere, l'11 febbraio scorso: «“Antifa? Duce! Mussolini!” - questa è l’accoglienza che ricevo nell’atrio e sono anche le ultime parole che riesco a comprendere prima di essere travolta dalla Babele ugro-finnica- scrive la maestra italiana 39 enne che abbiamo visto in catene in tribunale qualche giorno fa - (...). Tre giorni di fermo e spostamenti ripetuti: Cegléd e poi di nuovo Budapest. Il tribunale e mi mandano in galera. Davvero, galera». 

ILARIA SALIS

 

Quando fa il suo ingresso in carcere, la «invade un vuoto prepotente e il tempo inizia a dilatarsi»: «I colori tetri e stinti, la penombra, l’aria viziata, latrati dei carcerieri, i rituali di ingresso: tutto questo spettacolo rimarrà impresso con tinte sinistre dentro di me. Guardo gli occhi, il volto di chi si trova a varcare l’infausta soglia al mio fianco: sono lo specchio della mia inquietudine, del mio smarrimento, delle mie paure». Il rituale di consegna degli oggetti personali, la consegna del materasso arrotolato e legato con un lenzuolo, gli spostamenti continui a cui verrà sottoposta: «Ogni passo, che mi spinge più in profondità in questo tartaro, è un passo che non vorrei compiere mai».  […]

ILARIA SALIS

 

«Per giorni non capisco assolutamente niente di ciò che mi succede intorno. Sono talmente sfinita che mi addormento in continuazione e quando cerco di metter qualcosa sotto i denti vomito tutto all’istante. Sogno tanto e sono sogni davvero coinvolgenti: mi sogno sempre libera e in giro per monti, mari e città. Ogni volta al risveglio, nella branda, mi guardo intorno e mi ritrovo mestamente a fare i conti con la realtà: purtroppo era solo un sogno!». Abituarsi ai rituali da detenuta non è semplice: come la donna che ogni mattina batte le sbarre con un martello per assicurarsi che siano intatte, o la necessità di fermarsi di fianco alla cella e farsi perquisire prima di andare da qualche parte. […]

ROBERTO SALIS - PADRE DI ILARIA SALIS

 

La percezione del tempo è completamente falsata. «Il tempo scorre in modo molto strano: le giornate non passano più, ma i giorni si susseguono veloci. Non ho mai idea di che ore siano e anche i giorni sono tutti uguali, per cui si rischia di confondersi. Non avendo una matita, nei primissimi giorni faccio un piccolo strappo su foglio di carta tutte le mattine. 

ILARIA SALIS LETTERA

 

Mi guardo in quello che probabilmente dovrebbe avere una funzione di specchio, ma, più che riflettere le immagini, in realtà le deforma, e mi dico: “Coraggio, Ila! Sempre a testa alta e con il sorriso. E quando uscirai di qui sarai più forte di prima”». […]  «Dopo un anno provo a leggere, scrivere, scomporre e ricucire questi materiali», gli appunti di quando «è iniziata la mia discesa in questo mondo infero». 

MURALE DEDICATO A ILARIA SALIS DAVANTI ALL AMBASCIATA DELL UNGHERIA A ROMAILARIA SALISilaria salisILARIA SALISilaria salis 2ILARIA SALISilaria salis 3ilaria salis 1ilaria salis 4ILARIA SALIS

 

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