norcia furti

GLI SCIACALLI DI NORCIA: DOPO IL SISMA, ECCO I PRIMI FURTI - RUBATO DIPINTO DEL SEICENTO NELLA CHIESA DI NOTTORIA - E NEI PROSSIMI GIORNI ARRIVA ANCHE L’ESERCITO

CHIESA SAN FRANCESCO A NORCIACHIESA SAN FRANCESCO A NORCIA

Corrado Zunino per la Repubblica

 

Del quadro seicentesco sono rimasti il telaio e la cornice, nella navata della chiesa di Nottoria, tredici chilometri da Norcia, quasi mille metri d’altezza. La chiesa è fortemente danneggiata, come ogni edificio religioso qui intorno. Il “Perdono di Assisi”, dipinto del 1631 del francese Jean Lhomme — un Gesù che ascolta severo le richieste di Francesco e la Madonna vicina pronta a intercedere per lui — da due giorni non c’è più. Almeno da due giorni.

 

L’allarme lo ha dato Alberto D’Atanasio, semiologo spoletino, docente d’arte, che sabato ha ricevuto una segnalazione da un vecchio studente e l’ha girata su Facebook: «Hanno rubato la tela di Nottoria, ci sono solo due esemplari in tutto il mondo. Il mio studente ha segnalato che non trovano le fotografie perché l’archivio è inagibile».

 

Il professor D’Atanasio, che nel 1989 lavorò anche a Nottoria per il restauro e la conservazione di diverse opere d’arte, ha recuperato rapidamente il libro giusto, messo le foto del “Perdono di Assisi” in rete e avvertito i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale.

 

La tela, si è scoperto al primo sopralluogo, è stata tagliuzzata dal telaio in alluminio progettato da Davide Manni. Il professore sul social ha voluto scrivere:

 

PERDONO DI ASSISI CHIESA DI NOTTORIA NORCIAPERDONO DI ASSISI CHIESA DI NOTTORIA NORCIA

«Divulgate le foto perché queste bestie non possano vendere un pezzo di noi, di noi tutti. Salviamo il nostro tesoro culturale, salviamo i segni della nostra appartenenza e identità. Riprendiamoci il senso del sacro».

 

C’è la remota possibilità che qualcuno abbia tolto l’opera per metterla al sicuro di fronte a nuove scosse, ma la pista del furto è, ovviamente, prioritaria. D’altronde, è questa la prima sottrazione segnalata in una chiesa. Nei prossimi giorni anche l’Esercito schiererà i suoi uomini nei pattugliamenti anti-sciacalli, sia per le civili abitazioni che per i cinquemila beni artistici colpiti, come da stima del ministero.

 

La pioggia ha iniziato a battere forte sull’Umbria e le Marche, ed è l’ultima insidia per il patrimonio artistico del Centro Italia. I vigili del fuoco hanno già collocato alcuni grandi teloni sopra i resti della basilica di San Benedetto, a Norcia, crollata otto giorni fa: servono a proteggere le opere d’arte rimaste all’interno e non recuperabili, almeno per il momento. Il sindaco di Visso, Giuliano Pazzaglini, teme per l’affresco della Madonna in Trono di Paolo di Giovanni Da Visso, nel Palazzo dei Priori, ora zona rossa.

 

«Si è salvato per miracolo dal terremoto perché le capriate della sala comunale sono crollate all’indietro — dice — ma il maltempo può distruggerlo». È un dipinto del XV secolo. «Per recuperarlo ci vorrebbe un elicottero, ma il movimento delle pale solleverebbe sabbia e detriti che potrebbero danneggiare l’opera ».

terremoto norciaterremoto norcia

 

Sono coperte da teloni anche le macerie della chiesetta di San Salvatore in Campi, sempre vicino a Norcia, gioiello romanico raso al suolo. Sabato scorso sono stati ritrovati, e messi in salvo nel deposito allestito a Spoleto, un crocifisso in legno e un affresco. Oggi s’imposterà il lavoro di recupero dei frammenti degli affreschi e di una preziosa iconostasi: sopra il perimetro della chiesa sarà costruita una tettoia di protezione.

APPARIZIONE DELLA MADONNA CHIESA SAN FILIPPO CAMERINOAPPARIZIONE DELLA MADONNA CHIESA SAN FILIPPO CAMERINO

 

Sono diverse le opere che carabinieri, guardie forestali e vigili del fuoco stanno recuperando nelle quattro regioni. Nella chiesa di San Francesco di Norcia, come segnalato nelle ore immediatamente successive al sisma dal vescovo Boccardo, c’era una grande pala cinquecentesca di Jacopo Siculo, “L’incoronazione della Vergine”. I vigili del fuoco sabato l’hanno imbracata, dopo essere entrati nella chiesa dal tetto sfondato, e tirata in salvo.

 

Due giorni di lavoro insieme ai carabinieri guidati dalla capitana Michelangela Stefano. Gli esperti dell’Arma hanno poi recuperato un Tintoretto nella Chiesa di Santa Maria delle Vergini di Macerata, spostandolo a Palazzo Buonaccorsi, e un Tiepolo a San Filippo di Camerino. Sabato sono stati ritrovati tutti i dipinti all’interno della Pieve di Ussita e una scultura in pietra del Mille che raffigura un Cristo. Ieri, ancora, un trittico del 1400 a Folignano. Il Corpo forestale si è dedicato alla piccola statua della Madonna con il corpo del Cristo crocifisso nella chiesa (distrutta) a Forca di Gualdo, il valico che a 1.550 metri d’altezza unisce Castelsantangelo sul Nera a Castelluccio di Norcia.

ADORAZIONE DEI MAGI MACERATAADORAZIONE DEI MAGI MACERATA

 

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