LASCIATE CHE I RICCHI VENGANO A NOI – LA SANITÀ PUBBLICA FRANCESE SI PREPARA A TRASFORMARSI IN HOTEL A CINQUE STELLE PER CURARE GLI STRANIERI DANAROSI – PREVISTE ANCHE FILIALI ALL’ESTERO

Leonardo Martinelli per “la Stampa”

 

Una delle strade per rilanciare l’economia francese? Passerà attraverso gli ospedali pubblici. Parigi ha l’intenzione di valorizzare una delle sue eccellenze, quella sanitaria. Significa attirare ricchi pazienti stranieri nei centri ospedalieri. Ma anche esportare all’estero un certo know-how, da quello accumulato nella cura di malattie rare fino alla capacità di gestire i pronto soccorso. L’ostacolo maggiore per sfruttare appieno il nuovo business (come capita spesso da queste parti) è la burocrazia. Ma il governo di Manuel Valls è ben intenzionato a cambiare le regole.

Gli obiettivi
Primo obiettivo: attrarre «pazienti stranieri molto solvibili». Così vengono definiti in un rapporto stilato dall’economista Jean de Kervasdoué, voluto dall’esecutivo e ora all’esame dei ministeri della Sanità e degli Esteri. Secondo lui, sfruttando questo nuovo filone, anche con afflussi relativamente ridotti, lo stato francese potrebbe incassare due miliardi di euro da qui a cinque anni e nel frattempo creare da 25 a 35mila nuovi posti di lavoro. Il problema è, innanzitutto, superare le riserve di chi ritiene che lo sviluppo del nuovo business avvenga a scapito dei cittadini francesi.
 

hollande in kazakistanhollande in kazakistan

Nel maggio 2014 un primo tentativo venne fatto nell’ospedale di Boulogne-Billancourt, alle porte di Parigi: arrivò lì a curarsi un emiro del Medio Oriente e per ospitare lui e la numerosa famiglia al seguito furono «requisite» nove camere per sei giorni. Non mancarono critiche feroci da parte dei sindacati. «In realtà il solo vero scandalo – ha dichiarato nei giorni scorsi de Kervasdoué al quotidiano Le Monde – è stato aver fatto pagare a quell’emiro appena il 30% in più rispetto alle tariffe fissate dalla sicurezza sociale per un normale cittadino francese».

 

Secondo l’economista bisogna aumentare il costo delle prestazioni e favorire i flussi: sarà un vantaggio per tutti. Ecco alcune delle piste consigliate nel suo rapporto: rendere più facile l’ottenimento dei visti per i pazienti e le loro famiglie; creare un’agenzia (Médical-France) per promuovere, organizzare e controllare l’arrivo degli stranieri, anche attraverso un sito internet in sei lingue; rendere disponibili camere del tipo albergo di lusso. Il governo sarebbe disponibile a recepire questi consigli.
Il nemico? È la burocrazia
 

hollande e la bella indigena 4hollande e la bella indigena 4

L’altro grosso problema da risolvere: come consentire agli ospedali francesi di «vendere» il loro know how oltrefrontiera. Nel 2012, in vista dei mondiali di calcio in Brasile, quello di Parigi vinse una gara d’appalto indetta dall’ospedale di Belo Horizonte per la riorganizzazione del suo pronto soccorso.

 

Alla fine i brasiliani chiesero ai francesi di fornire un conto bancario nel proprio paese per il pagamento delle prestazioni. Ma l’ospedale di Parigi non poteva aprirlo, perché la legge francese non lo permette. Incassare quei soldi è stato un grosso problema, risolto con un sotterfugio dopo svariati mesi. È solo un esempio degli ostacoli amministrativi che gli operatori sanitari pubblici francesi incontrano ad agire all’estero. Anche qui le cose dovrebbero cambiare.

 

emmanuel macronemmanuel macron

E molto presto: un progetto di legge, ora all’esame dell’Assemblea nazionale, darà la possibilità agli ospedali pubblici di creare filiali all’estero. Si tratta della legge Macron, che punta a portare nell’economia francese una forte iniezione di deregulation. Il giovane ministro dell’Economia, Emmanuel Macron, è all’origine del testo, a suo modo rivoluzionario per un paese malato di «burocratite». I deputati dovrebbero approvarlo in prima lettura entro venerdì. Ma le resistenze, come al solito, non mancano.

 

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