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QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DEGLI AUTOVELOX – IL GOVERNO HA INVIATO A BRUXELLES LA BOZZA DI DECRETO SULL’OMOLOGAZIONE DEI RILEVATORI DI VELOCITÀ: SOLO POCO PIÙ DI MILLE SU QUASI 4.000 RISULTANO CONFORMI, GLI ALTRI RISCHIANO LO SPEGNIMENTO – ADESSO GIURISTI E ASSOCIAZIONI PREVEDONO VALANGHE DI RICORSI CONTRO LE MULTE PER ECCESSO DI VELOCITÀ PERCHÉ…

Estratto dell’articolo di Alessio Ribaudo per il "Corriere della Sera"

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Era atteso da oltre 33 anni. Ieri il governo ha notificato a Bruxelles la bozza di decreto del ministero dei Trasporti sull’omologazione degli autovelox. In realtà un testo era già stato trasmesso nel marzo scorso, ma venne ritirato, dopo le polemiche, per «ulteriori approfondimenti». Ora — come è in grado di anticipare il Corriere — è stato inviato con poche modifiche rispetto a quello precedente. Il Mit punta su un impianto tecnico-regolatorio che in modo auto-matico «sana» modelli già approvati.

 

«Sono 15, mentre tutti gli altri andranno spenti», dice il comandante della Polizia locale di Verona, Luigi Altamura. La bozza ha un corposo allegato tecnico. […] Per il Mit, sui 3.873 autovelox oggi censiti sulla sua piattaforma digitale, rispettano i criteri del decreto «poco più di mille».

 

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 In pratica, dovranno essere disattivati tre misuratori su quattro. Bruxelles ora ha tempo fino al 4 maggio per verificare la compatibilità con il diritto dell’Ue e formulare eventuali osservazioni. Solo dopo il decreto potrà arrivare in Gazzetta.

 

Il testo, però, fa già discutere. Mario Gatto di Globoconsumatori, avverte: «Prevedo valanghe di ricorsi, perché va contro un principio del Codice ribadito dalla Cassazione: l’omologazione deve avere natura tecnico-pratica e non solo “cartolare”, come avviene pure in questa bozza, perché deve certificare che il prototipo soddisfi requisiti metrologici e normativi».

 

Il nodo giuridico lo inquadra Leonardo Ferrara professore di diritto amministrativo all’Università di Firenze: «Un decreto non può discostarsi dal Codice della strada: farlo significherebbe violare il principio di legalità e quello, connesso, della prevalenza delle fonti di rango primario sui regolamenti e sugli atti amministrativi».

 

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Sul contenzioso, aggiunge, «non cambierebbe molto rispetto a oggi: le sanzioni resterebbero illegittime e i giudici potrebbero continuare ad annullarle, applicando l’indirizzo della Cassazione». L’unica differenza sarebbe procedurale: «I guidatori dovrebbero impugnare, insieme al verbale, pure la disposizione del decreto ministeriale. Una questione di tecnica processuale che non incide sulla sostanza». […]

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