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CI HANNO CHIUSI IN CASA DICENDO CHE DOVEVAMO SALVARE IL NATALE. ARRIVA NATALE E TUTTI IN ZONA ROSSA - IL GOVERNO LITIGA SULLE MISURE PER LE FESTE- SI VA VERSO UN LOCKDOWN DAL 24 AL 27 E DAL 31 AL 3. MA CONTE VUOLE DELLE DEROGHE SUGLI SPOSTAMENTI PER VEDERE I PARENTI ANZIANI – IL FRONTE DEL RIGORE, FRANCESCHINI E SPERANZA, INSISTE SULLA ZONA ROSSSA DAL 24 DICEMBRE AL 6 GENNAIO – SI DISCUTE ANCHE SULLA SCUOLA….

Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini per corriere.it

 

conte speranza

A Natale l’Italia va in lockdown. Non sarà facile per Giuseppe Conte, che da mesi trova ogni occasione per escluderlo, spiegare agli italiani perché il governo giallorosso abbia deciso di inasprire le regole. E di scrivere in corsa un altro Dpcm sostenuto da un decreto legge. Il presidente del Consiglio aveva parlato di un «ritocchino», ma nel braccio di ferro che ha scandito i vertici con i capi delegazione l’asse rigorista l’ha (quasi) spuntata, grazie all’asse trasversale delle Regioni che temono di veder crollare le strutture sanitarie sotto il peso, a gennaio, di una terza ondata di contagi. Un dramma che Conte, intervistato sul Nove, prova ad allontanare: «Non c’è certezza, c’è una possibilità... Non abbiamo la palla di vetro».

 

ROBERTO SPERANZA E DARIO FRANCESCHINI

Conte in tv ammette che bisogna «rafforzare il piano natalizio già definito», perché «gli assembramenti dei giorni scorsi hanno destato preoccupazione». Ha ben chiaro che le tavolate familiari, i cenoni e i veglioni potrebbero spianare la via alla nuova ondata «a una velocità supersonica», ma è ancora tormentato dai dubbi, non vuole offrire un’immagine contraddittoria e ondivaga del governo e farà di tutto per convincere i ministri ad allentare almeno un poco la stretta. Alla fine di un confronto durissimo, la mediazione del premier punta a stabilire alcune deroghe per le messe e i ricongiungimenti familiari: consentire ai congiunti stretti di andare a trovare genitori o nonni anziani e fragili, stabilendo un numero massimo di persone che possano spostarsi, probabilmente due.

 

La decisione ufficiale è attesa per oggi. Se la linea sarà confermata, gli italiani dovranno rinunciare ai loro piani per le vacanze di Natale e affrontare un nuovo, pesante sacrificio. Otto giorni pressoché chiusi in casa. Anche i piccoli spostamenti per festeggiare con i parenti saranno (quasi) impossibili, perché l’Italia dal 24 dicembre al 3 gennaio — o forse fino al 6 — sarà tutta in fascia rossa.

NATALE SHOPPING

 

Nei giorni festivi e prefestivi, cioè la Vigilia, Natale, Santo Stefano, domenica 27 e mercoledì 31 dicembre, Capodanno, 2 e 3 gennaio, ristoranti e bar saranno chiusi tutto il giorno, le saracinesche dei negozi dovranno restare abbassate e la circolazione sarà bloccata anche dentro il proprio comune. Solo per tre giorni le misure saranno quelle delle zone gialle. Il 28, il 29 e il 30 dicembre si potrà uscire liberamente dalle 5 alle dieci della sera, i negozi saranno aperti e bar, ristoranti, pasticcerie e pub chiuderanno alle 18. Il coprifuoco dunque resta fissato alle 22, ma nel governo c’è chi chiede di anticiparlo alle 20.

 

Le deroghe

GIUSEPPE CONTE E IL REGALO DI NATALE

Quella delle eccezioni sarà la battaglia di oggi. Il presidente del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, è in sintonia con Conte sulla necessità di «concedere una deroga per vedere i familiari il giorno di Natale», questione di cui il governatore leghista ha parlato anche col ministro Speranza. E di certo sarà consentito partecipare alle messe.

 

Piccoli comuni

La deroga potrebbe esserci, ma non sarà quella che tanti italiani speravano. La mozione con cui i senatori del Pd volevano consentire gli spostamenti a Natale e Capodanno a chi vive in centri con meno di 10 mila abitanti è stata schivata, a favore di una ben più blanda mozione di maggioranza che invita a trovare una soluzione «equa».

 

Ipotesi lockdown

Il primo scenario, su cui Franceschini e Speranza pressano con forza, prevede di intervenire con misure rigorose dal 24 dicembre al 6 gennaio. Per tutto il periodo scatterebbe la zona rossa, un lockdown appena più morbido di quello di primavera, con divieto di spostamento anche nel proprio comune e chiusura di ristoranti, bar e negozi, ad esclusione di farmacie, tabaccai ed edicole. Resterebbero esclusi il 28, 29 e 30 dicembre, giorni in cui si applicherebbero le regole delle zone gialle.

NATALE DPCM

 

Cinque giorni rossi

Nel secondo scenario, quello perorato dal presidente Conte, l’Italia sarebbe in zona rossa solo il 24, 25, 26, 31 dicembre e l’1 gennaio. Nel resto dei giorni resterebbero le misure previste dalla fascia arancione. Una soluzione che i rigoristi ritengono non sufficientemente efficace per arrivare con un numero di contagiati accettabile ad affrontare quella terza ondata che gli scienziati sembrano dare ormai per scontata.

 

Le partenze

Il duro confronto sul prossimo fine settimana dovrebbe finire come Conte spera, senza chiusura di ristoranti e negozi. Per il premier far scattare le serrate già nell’ ultimo weekend di shopping, come chiede l’ala rigorista, suonerebbe come una clamorosa retromarcia rispetto alle regole introdotte con il Dpcm in vigore dal 4 dicembre. E metterebbe in grave difficoltà chi ha prenotato treni e aerei per spostarsi prima dei divieti del 21 dicembre.

natale dpcm

 

I controlli

A suggerire la stretta sono stati gli scienziati del Comitato tecnico scientifico, «molto preoccupati» per gli assembramenti e gli incontri nelle case. La paura di un’ondata incontrollabile di contagi è tale che il governo, nel chiuso di vertici molto tesi, ha valutato anche l’ipotesi (poi scartata) di controlli nelle abitazioni private.

 

Scuola

Far tornare in classe il7 gennaio il 75% dei ragazzi delle superiori è una promessa che il governo vorrebbe mantenere. Governatori e presidi hanno dubbi, ma la ministra Lucia Azzolina vuole che i «suoi» ragazzi tornino in presenza e il premier assicura che si farà di tutto per non deludere le attese: «C’è un grande lavoro in corso».

natale dpcmGIUSEPPE CONTE ROBERTO SPERANZAcenone natale

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