GRAN PASTICCIO BIENNALE – SCOPPIA UN NUOVO CASO A VENEZIA: QUASI LA METÀ DEGLI ARTISTI DELLA MOSTRA PRINCIPALE (52 SU 111) HA FIRMATO UNA LETTERA IN CUI DICHIARA CHE NON ACCETTERA’ I “LEONI DEL PUBBLICO” PER LA PRIMA VOLTA VOTATI DAI VISITATORI, DA ASSEGNARSI A NOVEMBRE A CHIUSURA DELLA MANIFESTAZIONE – UNA MOSSA, QUELLA DEI RICONOSCIMENTI "POPOLARI" TIRATA FUORI DAL CAPPELLO DAL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE, PIETRANGELO BUTTAFUOCO, DOPO LE DIMISSIONI DELLA GIURIA CHE AVREBBE DOVUTO SCEGLIERE LEONI D'ORO AD APERTURA DI BIENNALE…
Biennale Arte: oltre 50 artisti dicono no ai 'Leoni dei visitatori'
(Adnkronos) - La crisi che attraversa la Biennale Arte di Venezia raggiunge un nuovo punto di rottura. Quasi la metà degli artisti presenti nella Mostra principale “In Minor Keys”, curata da Koyo Kouoh, ha deciso di rinunciare alla possibilità di concorrere ai tradizionali Leoni d’Oro, segnando uno degli episodi più controversi nella storia recente della manifestazione.
Sono 52 gli artisti su 111 che hanno sottoscritto una dichiarazione pubblicata da e-flux, spiegando di aver preso questa decisione “in solidarietà con le dimissioni della giuria selezionata da Koyo Kouoh”.
ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO
Tra i firmatari figurano nomi di rilievo della scena artistica internazionale come Alfredo Jaar, Otobong Nkanga, Walid Raad e Tuan Andrew Nguyen. Alla protesta si sono aggiunti anche gli artisti che rappresentano sedici padiglioni nazionali. Tra loro la francese Yto Barrada, la lituana Egle Budvytyte e l’olandese Dries Verhoeven.
Tradizionalmente i Leoni d’Oro vengono assegnati da una giuria internazionale sia agli artisti della mostra centrale sia ai padiglioni nazionali. Quest’anno però la cerimonia ufficiale non si è svolta: dopo le dimissioni collettive della giuria, la Biennale di Venezia ha deciso di sostituire i premi tradizionali con i cosiddetti "Leoni dei visitatori", riconoscimenti assegnati dal pubblico attraverso una votazione popolare e previsti per il 22 novembre, giorno di chiusura dell’esposizione.
PROTESTE DI FRONTE AL PADIGLIONE RUSSO ALLA BIENNALE DI VENEZIA
Le polemiche sono esplose già nelle settimane precedenti all’apertura della mostra. La giuria internazionale aveva infatti annunciato che non avrebbe preso in considerazione i padiglioni di Paesi accusati di crimini contro l’umanità davanti alla Corte Penale Internazionale.
Una posizione che avrebbe escluso di fatto Israele e Russia, due delle partecipazioni più contestate di questa edizione. Pochi giorni dopo quell’annuncio, il 30 aprile, i cinque membri della giuria si sono dimessi perchè l'artista israeliano Belu-Simion Fainaru aveva denunciando presunte discriminazioni razziali e accuse di antisemitismo, arrivando a ipotizzare un’azione legale contro la Biennale
PIETRANGELO BUTTAFUOCO - CONFERENZA STAMPA BIENNALE 2026
BIENNALE DEL DISSENSO - PROTESTA FILO UCRAINA CONTRO IL PADIGLIONE RUSSO ALLA BIENNALE DI VENEZIA
