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IL GRANDE FRATELLO DEL FISCO! ORA POTRA’ ACCEDERE PURE NEI CONTI CORRENTI DI CHI NON PAGA LE TASSE - SE OGGI L'AGENZIA DELLE ENTRATE PUÒ ACCEDERE SOLO ALL'INTESTAZIONE DEL CONTO, DOMANI POTREBBE SAPERE ANCHE QUANTI SOLDI CI SONO DENTRO - LA RICETTA DELLA COMMISSIONE TECNICA PER RIDURRE I CREDITI NON RISCOSSI: "CONOSCERE LA DISPONIBILITÀ ECONOMICA VELOCIZZA I PIGNORAMENTI" – COSA FARA’ IL MINISTRO DELL’ECONOMIA GIORGETTI?

G.Col. per “la Repubblica” - Estratti

 

fisco

L'occhio del Fisco dentro i conti correnti degli italiani che hanno debiti con lo Stato. Se oggi l'Agenzia delle Entrate-Riscossione può accedere solo all'intestazione del conto, domani potrebbe sapere anche quanti soldi ci sono dentro. Un accesso più profondo che renderebbe più facile procedere con i pignoramenti. 

 

 

Spetterà al ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, decidere l'esito del cambio di passo che la commissione tecnica sulla riscossione indica tra le proposte per rendere più incisiva la riscossione coattiva, quella che scatta quando il debitore non paga o rateizza una cartella. È in quel momento che l'agente della riscossione può avviare le procedure di recupero che prevedono anche il pignoramento dei conti correnti, oltre al fermo amministrativo (le cosiddette ganasce fiscali) e altre azioni esecutive. 

 

La proposta indirizzata al titolare del Tesoro è contenuta nel documento di 39 pagine che mette in fila le azioni ritenute necessarie per smaltire il magazzino fiscale che al 31 gennaio è arrivato a quota 1.272,90 miliardi.

GIANCARLO GIORGETTI AL MEETING DI RIMINI

 

Dentro ci sono circa 173 milioni di cartelle, avvisi di addebito e di accertamento esecutivo che fanno riferimento a circa 21,8 milioni di contribuenti con un debito ancora da pagare. Per i tecnici non basta però un discarico di circa 408 miliardi di tasse non riscosse. Per evitare che il magazzino torni a riempirsi, la via d'uscita è «una profonda riflessione sulla complessiva politica di recupero fiscale di natura coattiva».

 

Ecco allora l'accesso alle informazioni sulle somme nei conti correnti: «Al fine di aumentare l'efficacia dell'attività di riscossione e la tempestività dell'azione di recupero, sarebbe opportuno prevedere, con le necessarie cautele procedimentali e a tutela della privacy, che la struttura procedente possa conoscere non solo l'esistenza del rapporto, ma anche la sua consistenza attuale». La proposta non è inedita. Il governo la conosce bene dato che una velocizzazione dei pignoramenti era contenuta anche in una bozza della manovra per il 2024. 

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