violenze narcos

DA GRANDE VOGLIO FARE IL KILLER DELLA DROGA. IN MESSICO S’AMMAZZA PER 2 MILA DOLLARI – L’ARRESTO DEL CHAPO HA SCATENATO LA GUERRA FRA BANDE – SOLO IN SIRIA CI SONO STATI PIU’ MORTI NEL 2016: MOLTIPLICATI I CARTELLI – CADAVERI APPESI AI PALI DELLA LUCE E TESTE MOZZATE SONO LA NORMA

 

Paolo Manzo per “Occhi della Guerra” – Il Giornale

 

violenze narcosviolenze narcos

Siamo a Ciudad Juárez, la città messicana separata dal sogno americano di El Paso, in Texas, appena da un ponte sul Rio Bravo – o, come lo chiamano negli Usa, il Rio Grande – e dove negli ultimi 15 anni sono state massacrate e volatilizzate nel nulla migliaia di donne, ispirando decine di libri e persino un film.

 

Qui come nel resto del Paese del tequila i cadaveri appesi ai cavalcavia veri non come i macabri manichini degli pseudo-tifosi della Roma sono all’ordine del giorno, al pari delle teste mozzate e del sicariato, che con la pistola rappresenta il modo più spiccio per eliminare nemici che, sovente sono ex amici, perché nel mondo dei narcos non c’è accordo che duri a lungo.

violenze narcos1violenze narcos1

 

Pablo – lo chiamiamo così per ovvi motivi – è sposato, ha quattro figli e crede nella Vergine Maria ma non ha paura di andare all’inferno perché tanto «non può essere peggio di quanto non sia questo mondo». Di professione Pablo fa il killer, un lavoro che «rende bene, a seconda della difficoltà del lavoro, tra i 2mila ed i 15mila dollari, anche se si lamenta – da un paio di anni pagano peggio ed è diventato più pericoloso».

 

Padre Goyo con giubbotto antiproiettilePadre Goyo con giubbotto antiproiettile

Benvenuti in Messico dove si stima che 150mila persone siano state ammazzate nella «guerra alla droga» iniziata nel 2006 dall’allora presidente Felipe Calderón e dove nessuno viene risparmiato. Anche grazie al «lavoro» delle migliaia di Pablo disposti ad uccidere per 2mila dollari per conto dei cartelli.

 

«In questo Paese i bambini delle elementari, quando li incontro nelle scuole ti dicono che da grandi vogliono fare i sicari, al soldo dei narcos. E se non facciamo qualcosa subito, la prossima generazione sarà per metà composta da killer». A lanciare l’allarme è Padre Goyo, diminutivo di Gregorio, di cognome fa López Jerónimo ed è parroco nella parrocchia San José Obrero in quel di Apatzingán, una delle città più violente dello stato di Michoacán, anche se per motivi di sicurezza lo hanno richiamato prima a Roma e poi mandato a Città del Messico, la capitale.

 

tunnel narcos california messico 1tunnel narcos california messico 1

Un «prete coraggio» che quando è ad Apatzingán celebra messa con il giubbotto anti-proiettile e va nelle scuole per convincere i bambini a non diventare sicari. Purtroppo è uno dei pochi e a guardare i numeri – oggi si stima che siano oltre 50mila i ragazzini al soldo dei narcos il rischio di una generazione composta per metà da sicari come Pablo oggi in Messico c’è tutta, anche perché i baby killer sono più facili da addestrare, meno cari e in caso di arresto le pene, quando possono essere applicate, sono meno severe che per gli adulti.

 

«Nessuno viene risparmiato dalla violenza in Messico» denuncia l’Iiss di Londra, acronimo che sta per Istituto internazionale di studi strategici e che l’8 maggio scorso ha presentato un rapporto secondo il quale, nel 2016, solo la Siria con le sue 50mila vittime ha pianto più morti del Paese latinoamericano, sempre più dilaniato da una guerra contro il narcotraffico che non accenna a diminuire.

 

el chapoel chapo

«23mila a voler essere precisi spiega John Chipman, il direttore dell’Iiss : questo il tragico bilancio da noi contabilizzato lo scorso anno in Messico, più di Afghanistan e Somalia messe assieme». Il governo del presidente Enrique Peña Nieto si è affrettato a negare ci sia una guerra ma i numeri e le cronache – che negli ultimi due mesi hanno visto assassinati anche quattro coraggiosi giornalisti che indagavano sui legami tra politica, cartelli e polizie locali – smentiscono la versione ufficiale.

 

Per spiegare l’aumento del 10% rispetto al 2015 degli omicidi in Messico e il perché lo scorso anno sia stato il più sanguinoso dal 2012 nel paese del tequila – è in atto da qualche anno quella che l’agenzia statunitense di analisi Statfor ha ribattezzato «la balcanizzazione dei cartelli», ovvero una frammentazione sempre maggiore dei gruppi criminali che si dedicano al narcotraffico.

 

Regina di IgualaRegina di Iguala

Un fenomeno aumentato dopo l’arresto e la successiva estradizione di Joaquím el Chapo Guzmán a New York, lo scorso gennaio, e che ha fatto scorrere sangue a fiumi per il controllo del traffico in città strategiche. Su tutte Ciudad Juárez ma anche Tijuana, Mexicali e Chihuahua, con da un lato (e sulla difensiva) il Cartello di Sinaloa rimasto orfano del suo líder máximo, e dall’altro l’emergente cartello Jalisco Nueva Generación.

studenti desaparecidos igualastudenti desaparecidos iguala

 

Ma ancora più cruenta (e confusa) è la guerra per il controllo delle piazze di Monterrey e di Guadalajara, contese tra Los Zetas, il Cartello del Golfo, la Familia Michoacana, i Cavalieri Templari e le due già citate organizzazioni criminali di Sinaloa e Jalisco Nueva Generación, dove la guerra senza esclusione di colpi sarebbe appena agli inizi.

 

E che dire dello stato di Guerrero, dove l’orrore ha attirato l’attenzione dei media di tutto il mondo dopo la scomparsa di 43 studenti che il 26 settembre di due anni fa si stavano recando ad Iguala, una città dove sparizioni, morte e occultamento di cadaveri in fosse comuni sono purtroppo all’ordine del giorno?

arresto della regina di Igualaarresto della regina di Iguala

 

Gli universitari – ufficialmente ancora desaparecidos – sono stati tutti uccisi su ordine del sindaco per evitare che rovinassero con le loro proteste un comizio della di lui moglie, soprannominata la «Regina di Iguala» che gestiva la cassa dei servizi sociali del Comune ed era in lizza per prendere il posto del marito alle elezioni amministrative del 2015. La moglie del sindaco di Iguala – affiliata al cartello narcos di Guerreros Unidos, ma con contatti anche con il clan dei Beltran Leyva – avrebbe ordinato alla «sua» polizia comunale di «risolvere il problema».

poliziotti di Iguala arrestati dai reparti specialipoliziotti di Iguala arrestati dai reparti speciali

 

Proprio come in molte altre zone del Messico, compresa Ciudad Juárez, dove polizia, politici locali e boss della droga formano una cupola unica che, da anni, compie sequestri e massacri nella più totale impunità e nell’indifferenza del governo centrale.

 

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…