nicola gratteri jole santelli giovanni minoli

NON VA COMMISSARIATA LA SANITÀ MA LA CALABRIA! – GRATTERI A “TG2POST: “GINO STRADA? NON SIAMO L’AFGHANISTAN, IL COVID È UNO SPICCHIO DEI PROBLEMI. IL SOGGETTO ATTUATORE È L’ASP CHE È STATA SCIOLTA PER MAFIA, DOVE ALL’INTERNO CI SONO GLI STESSI QUADRI DI TRE ANNI FA. ALLORA A CHE SERVE IL COMMISSARIO?” - MINOLI STA ESAMINANDO LA VECCHIA GESTIONE DELLA "CALABRIA FILM COMMISSION" E SONO EMERSE ANOMALIE SULLE RICCHE PARCELLE PER 500MILA EURO ALLO STUDIO LEGALE “GALLO&GALLO”

NICOLA GRATTERI A TG2POST - GINO STRADA? NON SIAMO L'AFGHANISTAN, IL COVID E' SOLO UNO SPICCHIO DEI PROBLEMI.

 

Trascrizione dell’intervento di Nicola Gratteri a “Tg2Post”

nicola gratteri ospite di tg2 post 3

La Calabria non è l’Afghanistan in tempo di guerra, il problema non è il pronto soccorso, non è l’emergenza, il covid per la sanità in Calabria è uno spicchio, è uno dei problemi. Il commissario si deve interessare di questa voragine, di questo pozzo senza fondo (…)

 

Il commissario dispone, il soggetto attuatore sarebbe l’Asp che è stata sciolta per mafia, dove all’interno ci sono gli stessi quadri che c’erano tre anni fa. Se i funzionari, gli impiegati e i dirigenti sono gli stessi di tre anni fa, allora a che serve il commissario? Io penso che il senso di un commissario sia quello che le Asp non devono toccare palla.

 

I concorsi devono essere fatti alla fiera di Roma, con commissari che hanno un cognome tedesco che sono di Pordenone, che conoscono la Calabria dalla carta geografica, altrimenti non ne usciamo. Questa è una cura da febbre da cavallo, snenò la sanità la potete commissariare altri 50 anni, non cambierà nulla

calabria posti letto

 

 

Calabria Film Commission, quando  piovevano parcelle sul  “re dei legali”

Pablo Petrasso per www.corrieredellacalabria.it

 

«I progetti della Film Commission andranno avanti, se sono regolari. Io non ho mai annullato nulla, mi sono fermata solo quando, vedendo le carte, ho trovato qualcosa che non funzionava». E il giorno in cui Jole Santelli e Giovanni Minoli presentano la loro “fabbrica dei sogni”, un nuovo progetto per  l’audiovisivo in Calabria.

GINO STRADA

 

La presidente scomparsa lo scorso 15 ottobre risponde alle domande dei cronisti: non e detto che si riferisca a «carte» trovate spulciando gli atti della “vecchia” Fondazione. La frase resta sospesa, come i progetti che la governatrice non potra realizzare assieme al giornalista che ha scelto perche «e il migliore e ha fatto la storia della televisione».

jole santelli giovanni minoli

 

Neppure Minoli, meno di un mese dopo, crede di poter continuare quel percorso senza chi lo aveva ispirato. Saluta la Calabria e si dimette – le dimissioni saranno respinte dal governatore reggente Nino Spirli – in una lettera nella quale racconta di non essere riuscito neanche a farsi rispondere al telefono dallo stesso Spirli.

 

In quelle righe di commiato, c’e un’altra frase che resta sospesa. Minoli afferma di «aver chiesto una due diligence sul passato per essere certo – come credo – che tutto il lavoro fatto sia stato chiaro e trasparente e, quindi, si possa agire speditamente». La due diligence, una verifica dei dati di bilancio di una societa, e un atto quasi dovuto quando si materializza un passaggio di consegne.

 

CONTROLLI SUGLI ATTI DELLA FONDAZIONE

pasquale gallo

Da due frasi sospese a una certezza: uno studio indipendente della Capitale sta analizzando i conti e gli atti prodotti dalla Fondazione.  Di certezza ce n’e anche un’altra: oltre alla due diligence, che e per sua natura indipendente, la stessa Film Commission ha iniziato una revisione degli atti, partendo da consulenze e spese legali.

 

Secondo i documenti consultati dal Corriere della Calabria, alcune delle pratiche in esame riguardano i pagamenti incassati dall’avvocato Pasquale Gallo, Lello per gli amici, e dallo studio Gallo&Gallo che, negli ultimi anni, ha gravitato nell’orbita dell’ente che si e occupato di rilanciare il cinema in Calabria. Dal passato, com’e ovvio che sia in questi casi, continuano ad arrivare richieste di pagamento. Il nuovo management della  Fondazione ha deciso di verificarne la provenienza. E sulle scrivanie sono niti incarichi, nomine, consulenze, progetti avviati da tempo.

 

TRE ANNI DI SPESE

Soprattutto – con riferimento al ruolo del legale e del suo studio – negli anni in cui la presidenza e stata affidata a Giuseppe Citrigno (tra il 2016 e il 2020, prima della nomina di Minoli come commissario), che oggi guida la sezione Cinema di Unindustria Calabria.

giovanni minoli jole santelli

 

In quel periodo, infatti, il ruolo di Pasquale Gallo all’interno della Fondazione sarebbe diventato preminente. Un fatto che emerge sia dalle comunicazioni ufciali (il «legale della Film Commission» ha presentato al Festival di Venezia la legge regionale per il cinema) che dalle delibere messe in la nella verica interna.

 

Nel 2017, Gallo avrebbe ricevuto dalla Film Commission oltre 80mila euro tra compensi, partecipazioni a eventi di settore, spese legali, spese di funzionamento, rimborsi e altro. Nel 2018 sarebbero arrivati servizi di consulenza, rimborsi e spese legali per provvedimenti pregressi per un totale di quasi 73mila euro. Nel 2019, il quadro delle collaborazioni si allarga anche a Fabrizio Gallo, fondatore dello studio Gallo&Gallo.

 

giuseppe citrigno

E dalle casse della Film Commission escono in un anno circa 180mila euro. Quasi tutti per il legale “storico” della Fondazione (al fratello vanno 4mila euro per l’assistenza legale dei progetti “Creativita talentuosa” e “Ostelli accoglienti”): si va dai rimborsi per le spese di missione al contenzioso contro Creative Movie, dalle opposizioni a precetti e pignoramenti ad altri rimborsi per la partecipazione ai Festival di Cannes e Venezia.

 

Nel 2020, tra gennaio e giugno – dall’insediamento della nuova giunta regionale all’arrivo del commissario Minoli – Lello Gallo resta seduto sul “trono” della Film Commission (lo spunto e offerto da una foto sui social in cui l’avvocato posa effettivamente su un trono) e riceve 79mila euro.

jole santelli giovanni minoli

 

Oltre ai soliti rimborsi (tra i quali quello per la partecipazione allo European Film Market di Berlino), l’avvocato riceve compensi per le proprie consulenze legali: si occupa, infatti, del Modello per la privacy e del Piano Triennale per la Prevenzione della corruzione e per la Trasparenza. Negli anni 2019 e 2020, inoltre, nei conti della Fondazione comparirebbe un altro avvocato legato sempre allo studio Gallo&Gallo, al quale sarebbero andati complessivamente poco piu di 44mila euro.

nicola gratteri ospite di tg2 post 2

 

«STANNO EMERGENDO ANOMALIE»

Dal 2017 a meta 2020, dunque, la galassia legale che fa capo a Pasquale Gallo, avrebbe ricevuto dalla Fondazione Calabria Film Commission una cifra compresa tra i 450 e i 500mila euro. Il centro della questione non e (soltanto) la cifra, ma il sistema utilizzato.

 

Che prevedeva, per il legale, diversi canali di pagamento e una nuova parcella per ogni causa assunta per conto della Film Commission. Pagamenti parcellizzati, dunque, non una convenzione (che avrebbe, forse, permesso di realizzare risparmi: e proprio questo uno dei temi della verica interna).

 

 

DANIELE ROMEO

L’avvocato Daniele Romeo, scelto da Minoli per entrare nella squadra della “sua” Fondazione, spiega cosi al Corriere della Calabria gli approfondimenti in corso: «Stiamo cercando di fare chiarezza sul metodo che e stato utilizzato prima, per capire se sia stato penalizzante per le casse della Fondazione».

 

Ci tiene a evidenziare un passaggio nel nuovo corso: «Non e vero che Minoli ha aumentato i costi delle consulenze e dell’area legale – dice –. E il contrario: li ha contenuti. Perche non accadra mai piu che in due anni un consulente costi piu di 450mila euro. Il metodo Minoli e un metodo basato sulla chiarezza e, soprattutto, e un metodo moderno, che premia il merito. Le aziende moderne si pongono degli obiettivi, e quelli bravi vengono pagati perche raggiungono gli obiettivi.

 

calabria

L’obiettivo di una Fondazione non puo essere quello di fare piu cause possibili per poi, tra l’altro, perderle in maniera disastrosa. Deve essere quello di contenere i costi pubblici». Il lavoro iniziato da settimane servira proprio a capire se l’obiettivo sia stato quello. Romeo ha qualche dubbio: «Stanno emergendo diverse anomalie che hanno portato a un dispendio di risorse».

 

GALLO&GALLO CONTRO LA FILM COMMISSION

Quante e quali siano le cause affrontate dalla Film Commission e materia di cui ora si occupano i tecnici. Certo il contenzioso e sempre stato uno dei tasti dolenti. Anche in passato. Al Tribunale civile di Catanzaro, ad esempio, e stato afdato il ricorso per decreto ingiuntivo avanzato dal direttore organizzativo, per conto della Fondazione del “Festival della Calabria”.

calabria posti letto

 

La vicenda si lega a un contratto che risale al 2013, mentre la causa e stata intentata dall’interessato nel 2014. Il professionista si e rivolto al Tribunale per reclamare una consistente quota di retribuzione mai corrisposta. E ha ottenuto, secondo i documenti in possesso del Corriere della Calabria, un decreto ingiuntivo per la somma complessiva di 32.546 euro. L’atto e stato depositato in cancelleria il 16 settembre 2014. Chi ha difeso il direttore organizzativo del festival? Pasquale e Fabrizio Gallo, tempo prima che “Lello” diventasse il “re” dei legali della Film Commission

nicola gratteri ospite di tg2 post 1

il corto di gabriele muccino sulla calabria 4calabria proteste

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