“QUESTA RIFORMA ERA UN ATTO DI ARROGANZA PER PUNIRE I MAGISTRATI, I CITTADINI HANNO DIFESO LA COSTITUZIONE” - IL PROCURATORE DI NAPOLI NICOLA GRATTERI PARLA DOPO IL TRIONFO DEL NO AL REFERENDUM E LE STILETTATE DI TAJANI (CHE GLI HA DATO DELL’IRRESPONSABILE) E DI SALVINI (CHE GLI HA DATO DEL BULLO): “È STATA UNA CAMPAGNA REFERENDARIA FEROCE E BRUTALE, E SONO STATO SPESSO ESPOSTO ALLA GOGNA MEDIATICA. NON HO MAI PENSATO CHE TUTTI I SOSTENITORI DEL SÌ FOSSERO MAFIOSI O MASSONI DEVIATI, NÉ L’HO DETTO” - "IL PASSO INDIETRO DELLA BARTOLOZZI CHE CONFIDAVA DI 'TOGLIERSI DI MEZZO LA MAGISTRATURA CHE È UN PLOTONE DI ESECUZIONE'? OGNUNO RISPONDE DELLE PROPRIE AZIONI. CREDO PERÒ CHE…”
Giuseppe Legato per la Stampa - Estratti
nicola gratteri a piazzapulita
«Questa riforma era un atto di arroganza concepita per punire i magistrati ma i cittadini hanno percepito che toccava principi di fondo e non solo aspetti procedurali: per questo hanno scelto di difendere la Costituzione».
Si è preso 24 ore di tempo Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, colui che più di tutti gli altri magistrati dirigenti si è calato nell’agone referendario.
Prestando volto e contenuti, incassando bordate per mesi su social e tv con richiami - spesso imprecisi - ad asserite sfortune processuali delle sue inchieste come se c’entrassero qualcosa coi quesiti del referendum. Un repertorio superato dall’esito del voto sul quale oggi parla invitando tutti «a riportare il confronto su toni più seri e costruttivi».
nicola gratteri e carlo nordio
Dottor Gratteri, dica la verità: cosa ha pensato quando ha sentito Meloni sostenere che con la riforma non ci sarebbero stati più casi Garlasco e famiglia nel bosco?
«Che quelle vicende non c’entrassero nulla con la riforma e che fosse un modo per strumentalizzare casi complessi e dolorosi per finalità prettamente politiche. Paragoni di questo tipo hanno contribuito a creare confusione».
(...) Sembrava più uno slogan elettorale?
«Sono stati collegati fatti specifici e controversi, che richiedono uno studio accurato dei casi, a un cambiamento normativo che aveva natura e obiettivi diversi, alimentando una percezione poco chiara del contenuto della riforma».
carlo nordio e nicola gratteri
(...)
Ha detto: «Era una vendetta per Tangentopoli». Quindi una riforma concepita per punire i magistrati. Lo pensa ancora?
«La percezione che ho avuto era quella per cui le finalità della riforma erano altre, rispetto all’intendimento di migliorare il servizio giustizia».
È il momento di mettere un punto e guardare avanti?
«Adesso devono prevalere il dialogo e il confronto e credo sia necessario riportare la discussione su un piano istituzionale, fatto di rispetto reciproco e attenzione ai contenuti, nell’interesse del Paese e dell’equilibrio tra i poteri».
La dottoressa Bartolozzi, capa di gabinetto del ministro della Giustizia, colei che confidava di «togliersi di mezzo la magistratura che è un plotone di esecuzione», ha fatto un passo indietro e si è dimessa.
nicola gratteri a piazzapulita
«Non sta a me dire cosa avrebbe dovuto fare. Ognuno risponde delle proprie azioni. Credo però che chi ricopre incarichi istituzionali debba sempre mantenere equilibrio, senso delle istituzioni e rispetto verso gli altri poteri dello Stato, perché da questo dipende anche la fiducia dei cittadini».
Dire a un magistrato con la sua storia che appartiene a una categoria in cui sarebbe gemmato un sistema para-mafioso sembra lunare. E pure il ministro Nordio ha parlato in questi termini del Csm. Certo se lei - presidente emerito della Corte Costituzionale Barbera dixit - diventa anche un «eversivo», non si capisce cosa ci faccia in magistratura. Cosa ci fa - mi passi l’ironia - dottor Gratteri?
«Ho sempre risposto con i fatti, con la coerenza e con il lavoro. È stata una campagna referendaria feroce e brutale, e sono stato spesso esposto alla gogna mediatica. Ho spalle larghe e penso che oggi sia giusto guardare avanti: il passato è passato, e ora serve riportare il confronto su toni più seri e costruttivi, nell’interesse delle istituzioni e dei cittadini, che più di tutti, chiedono una giustizia effettivamente efficiente».
Dicono che anche voi abbiate politicizzato il voto. Vero? Falso?
«Da parte mia c’è stata l’esigenza di contribuire al dibattito pubblico con trasparenza, nel rispetto del ruolo e senza alcuna finalità politica. Non l’ho fatto certo per convenzione, ma con convinzione».
Ha detto: «le mie frasi su mafiosi e massoni sono state strumentalizzate». Pensa che avrebbe potuto formulare meglio il suo pensiero?
«Non ho mai pensato che tutti i sostenitori del Sì fossero mafiosi o massoni deviati, né l’ho detto. Ho semplicemente affermato che massoni deviati e mafiosi avrebbero votato Sì. Questo però non significa generalizzare o delegittimare chi ha fatto una scelta diversa, ma sottolineare un rischio».
Il vicepremier Tajani le ha dato dell’irresponsabile. Salvini addirittura del bullo.
«Ho incontrato tanta gente che mi ha manifestato solidarietà e affetto. Molti giovani mi hanno fatto sentire la loro vicinanza. È la risposta migliore che si potesse dare ad attacchi ingiustificati e discutibili».
emilio carelli nicola gratteri
nicola gratteri (2)
nicola gratteri 1
nicola gratteri
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NICOLA GRATTERI A OTTO E MEZZO
