LA GUERRA IN IRAN STA DILANIANDO IL PARTITO REPUBBLICANO AMERICANO – IL VICEPRESIDENTE JD VANCE, RAPPRESENTANTE DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA” PROVA A RASSICURARE: “L’IRAN NON SARÀ UN NUOVO IRAQ O AFGHANISTAN”. MA IN MOLTI CREDONO CHE TRUMP ABBIA TRADITO L’IDEALE DELL’AMERICA FIRST PER ANDARE DIETRO A NETANYAHU (CHE, DICONO, LO RICATTEREBBE CON I FILE DI EPSTEIN, PRESUNTA SPIA DEL MOSSAD) – ANCHE IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO, NEOCON INTERVENTISTA, CHE HA SEMPRE SPONSORIZZATO UN RAID A TEHERAN, AMMETTE: “ABBIAMO COLPITO PERCHÉ ISRAELE AVEVA DECISO DI AGIRE, E NON POTEVAMO NON PARTECIPARE…”
Secretary Rubio finally admitted the truth: Israel decided to act and we went along with their timing. For weeks we’ve heard shifting stories about Iran, missiles, and our role. This isn’t what many voted for.
We were promised a peace president and no boots on the ground. Now… pic.twitter.com/ReqbiE0kSj
— Jessica Tarlov (@JessicaTarlov) March 2, 2026
VANCE, 'IRAN NON SARÀ UN NUOVO IRAQ O AFGHANISTAN
jd vance donald trump prima riunione del board of peace foto lapresse
(ANSA) - Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha respinto le critiche secondo cui Trump avrebbe infranto la promessa elettorale di evitare guerre straniere "infinite", e "ciò significa che non ci ritroveremo nei problemi che abbiamo avuto con Iraq e Afghanistan".
Lo ha detto a Fox News, come riporta Al Jazeera. "La differenza è che il presidente ha definito chiaramente ciò che vuole ottenere e non c'è modo che Trump permetta a questo Paese di entrare in un conflitto pluriennale senza una chiara conclusione in vista e senza un obiettivo chiaro", ha affermato, che è garantire che l'Iran non ottenga un'arma nucleare.
jd vance soldato nei primi anni duemila
PER I MAGA «LA GUERRA È UN TRADIMENTO»: TRUMP RISCHIA DI PERDERE IN CASA
Estratto dell’articolo di Luca Veronese per “Domani”
Dal Pentagono, avevano prospettato a Donald Trump «grandi rischi ma anche possibilità di ottenere risultati militari di prestigio ed enormi ritorni economici». Anche seguendo questi consigli il presidente americano ha deciso di iniziare a bombardare l’Iran, avviando la più complessa e infida operazione militare degli ultimi decenni.
The Donald ha scelto di intervenire, assieme a Israele, in una di quelle guerre che per lunghi anni ha definito «stupide e lontane». Ha [...] ignorato i segnali dalla sua base elettorale, della destra populista, del movimento Maga che lo ha spinto alla casa Bianca per riportate l’America ad essere grande, ma non accetta che gli Stati Uniti siano coinvolti in un conflitto che poco ha a che fare con gli interessi dell’americano medio: «È un tradimento», hanno gridato esponenti Maga come l’avversaria di Trump, Marjorie Taylor Greene; o come Blake Neff, produttore del popolare podcast del defunto attivista di destra Charlie Kirk.
BOMBARDAMENTI AMERICANI SU TEHERAN
«Liberare il popolo iraniano non è il motivo per cui ho votato per Trump», hanno postato gli Hodgetwins, un duo di podcast conservatori da milioni di follower. Trump viene attaccato dai democratici al Congresso, come dai leader progressissti in ascesa, dal governatore della California Gavin Newsom, al sindaco di New York, Zohran Mamdani.
I parlamentari repubblicani sono preoccupati guardando al voto di Midterm del prossimo novembre. Ma, a essere disorientata, è l’America che lo ha votato, non solo quella di sinistra e pacifista: appena il 27% degli americani sostiene gli attacchi delle forze militari statunitensi contro l’Iran, il 43% li disapprova.
BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP
Lo dice l’ultimo sondaggio Reuters-Ipsos realizzato dopo che i raid hanno ucciso a Teheran la guida suprema iraniana Ali Khamenei. «La maggior parte degli americani si è svegliata chiedendosi perché gli Stati Uniti sono in guerra con l’Iran, qual è l’obiettivo e perché le basi Usa in Medio Oriente sono sotto attacco», spiega Daniel Shapiro, ex funzionario del Pentagono, ambasciatore statunitense in Israele con Barack Obama alla Casa Bianca, e ora analista del think tank Atlantic Council a Washington.
usha e jd vance alla cerimonia d apertura delle olimpiadi invernali di milano cortina
[...] Circa il 56% degli americani ritiene che il presidente -[...] sia troppo disposto a usare la forza militare per promuovere gli interessi Usa: circa l’87% degli elettori democratici non condivide l’aggressività di Trump nel mondo, ma la disapprova anche il 23% dei repubblicani, così come il 60% degli americani - di centro e indecisi - che non si identificano con nessuno dei due partiti politici. «Ho fatto la cosa giusta, non credo ai sondaggi, c’è una maggioranza silenziosa di americani che sta con me»: così si è difeso Trump, spingendosi quasi oltre l’ultima linea rossa degli americani in guerra. [...]
I MAGA SI DIVIDONO SULL’INTERVENTO TRA «GRANDE AZIONE» E ACCUSE DI TRADIMENTO DELL’AMERICA FIRST
Estratto dell’articolo di V. Ma. per il “Corriere della Sera”
STEVE BANNON - SALUTO ROMANO ALLA CPAC
Una domanda cruciale è come reagirà il movimento Maga alla guerra in Iran e se questa danneggerà i repubblicani alle elezioni di midterm. Una risposta la dà a un piccolo gruppo di giornalisti tra cui il Corriere Ken Paxton, il procuratore generale del Texas che oggi spera di battere nelle primarie per il Senato il repubblicano Cornyn che accusa di aver tradito Trump.
Steve Bannon ha definito Paxton «il simbolo del cuore del movimento Maga». «Sono felice che l’abbia fatto — ci dice Paxton sull’attacco a Teheran in una sosta elettorale a Waco —, l’Iran è una grande minaccia per il nostro Paese e sembra che l’abbiano realizzato in modo molto efficace, è incredibile quello che le forze armate hanno fatto sotto questa leadership».
usa e israele attaccano l'iran 5
[...] «Non penso che sia nell’interesse degli Stati Uniti aprire un vaso di Pandora di caos e distruzione… non vedo come questo rispetti gli impegni del presidente, sono deluso», ha detto Erik Prince, finanziatore di Trump e fornitore di contractor in molte guerre. Ma dopo l’uccisione di Khamenei il presidente ha ora «l’opportunità di dichiarare vittoria e uscirne», evitando di legare il futuro dell’Iran «alle nostre truppe e al nostro sangue».
Prince parlava come ospite del programma di Bannon War Room nel quale l’ex stratega di Trump non si sbilancia e ha ospitato anche voci che definiscono la guerra necessaria o che dicono che non sarà breve. Bannon dopo la morte di Khamenei ha scritto su X: «Cambio di regime compiuto, tutti a casa».
Per un sondaggio di Politico , parte della «base» resta fedele a Trump: quasi metà dei suoi elettori appoggiano l’attacco. Ma molti sperano che non duri troppo. Blake Neff, produttore del programma di Charlie Kirk (l’attivista assassinato a settembre, contrario al regime change ), spiega che alcuni amici di destra trovano «molto deprimente» l’attacco in Iran, ma «se questa guerra è veloce e porta a una vittoria decisiva, la maggior parte supererà la cosa. Se va a finire diversamente, ci sarà molta rabbia».
Cresce la preoccupazione per il terrorismo. Una guerra prolungata? «Non credo sia l’idea di Trump: vuole distruggere il regime, e l’ha fatto, e ora sta distruggendo la loro capacità militare, vuole chiuderla là», ci dice Paxton .
usha e jd vance alla cerimonia d apertura delle olimpiadi invernali di milano cortina
RIFUGIO PER AEREI BOMBARDATO DA USA E ISRAELE IN IRAN
RADAR BOMBARDATO DA USA E ISRAELE IN IRAN
