hong kong donald trump xi jinping

“CALA IL SIPARIO SULLA STORIA DI HONG KONG COME CENTRO FINANZIARIO GLOBALE” – IAN BREMMER: “L’ESCALATION SI È TRASFORMATA IN UN CIRCOLO VIZIOSO E DISTRUGGE L’ACCORDO DEL 1997. MA LA POPOLARITÀ DI XI AUMENTA, I CINESI NON AMANO I CITTADINI DI HONG KONG. LI CONSIDERANO VIZIATI E INGRATI” – “SIAMO NEL MEZZO DI UNA GUERRA FREDDA TECNOLOGICA. NESSUNO VINCE, TUTTI PERDONO. MA CON BIDEN ALLA CASA BIANCA…”

 

 

Francesco Bechis per www.formiche.net

 

xi jinping vota la nuova legge sulla sicurezza nazionale di hong kong

Serviva un’ultima goccia per far traboccare il vaso della crisi nei rapporti fra Cina e Stati Uniti. È a Hong Kong, nel Porto Profumato, che la Cina ha deciso di innescare definitivamente la nuova Guerra Fredda. Ne è convinto Ian Bremmer, presidente di Eurasia Group, professore alla New York University. Certo, le cose possono cambiare con le presidenziali di novembre. Dovesse consigliare la Città Proibita, Bremmer direbbe di puntare su Joe Biden. Ma a Pechino non tutti la pensano così.

 

Bremmer, ora la Cina fa sul serio.

scontri a hong kong 24 maggio 2020 19

L’escalation si è trasformata in un circolo vizioso. L’approvazione della legge è una mossa che avrà un grande impatto sulle relazioni fra Cina e Usa, già in caduta libera. Distrugge di fatto l’accordo per “Un Paese, due sistemi” del 1997. Danneggia gravemente l’economia di Hong Kong.

donald trump xi jinping

 

Ora è il turno degli Stati Uniti. Cosa aspettarsi?

IAN BREMMER

Risponderanno con le sanzioni. Comprese quelle contro singoli ufficiali del Pcc accusati di violazione dei diritti umani. Ci saranno nuove tariffe all’export verso la Cina. Si arriverà a uno status speciale per il commercio con Hong Kong? No, perché la verità è che metterebbe in difficoltà molte delle aziende americane presenti.

 

Cioè Hong Kong sarà abbandonata dalle aziende americane?

proteste a hong kong per la legge sulla sicurezza nazionale 8scontri a hong kong 24 maggio 2020 18

Questo è il punto centrale. La nuova legge cala il sipario sulla storia di Hong Kong come centro finanziario globale. Già da anni non ha più l’importanza strategica per il governo cinese che aveva un tempo. Oggi Shenzen, Shanghai hanno raggiunto se non soppiantato il suo ruolo, e Hong Kong è solo un tassello di un’area economica più ampia. Le aziende occidentali che fanno affidamento sullo stato di diritto sanno che nel giro di un anno o due le regole cambieranno. E a quel punto potrebbero decidere di spostarsi, in Europa, negli Usa, perfino in Cina.

DONALD TRUMP XI JINPINGIAN BREMMER

 

Per Xi Jinping è una vittoria?

La verità è che in Cina aumenta notevolmente la popolarità di Xi. I cinesi non amano i cittadini di Hong Kong. Li considerano viziati, ingrati. Gran parte di loro approva la decisione di restringere la sua autonomia politica.

congresso del partito comunista cinese su hong kong

 

Adesso cosa cambia?

Sarà più difficile organizzare manifestazioni. Sarà più facile arrestare, sorvegliare, sopprimere chi ci prova. Tutto questo in una terribile congiuntura economica. E alla vigilia di una nuova Guerra fredda fra Cina e Usa. Ho parlato di recente con ufficiali del governo americano e cinese. L’atmosfera non è buona.

 

scontri a hong kong 24 maggio 2020 2

Un bilancio a metà: chi sta vincendo la Guerra Fredda?

huawei

Nessuno vince, tutti perdono. Da una parte la Cina sta vincendo perché è riuscita a sopprimere il virus in casa, a dare sfoggio delle sue capacità tecnologiche e a riavviare in tempi rapidi la catena produttiva. Dall’altra sta perdendo, perché il mondo si è convinto che il virus è arrivato dalla Cina, che il governo cinese ha insabbiato le prove. In definitiva, tra i due è la Cina che ha più da perdere da una Guerra Fredda, dal decoupling, dal trasferimento delle catene di fornitura in altre parti del mondo come il Giappone o gli Usa.

 

Una catena, quella di Huawei, è stata spezzata da una decisione dell’amministrazione Trump.

proteste a hong kong per la legge sulla sicurezza nazionale 1scontri a hong kong 24 maggio 2020 3

Avrà un impatto enorme. Siamo nel mezzo di una Guerra fredda tecnologica, ed è solo l’inizio. Personalmente non sono contrario all’idea che gli Stati Uniti regolino severamente l’accesso al mercato delle aziende cinesi, in Cina succede lo stesso a parti inverse. Si chiama reciprocità. Mi preoccupa che il governo americano lo faccia in solitaria, senza coordinarsi con gli alleati. Questo è un problema.

 

Intanto si scalda la campagna per le presidenziali Usa. Quanto conta il fattore Cina?

proteste a hong kong per la legge sulla sicurezza nazionale 3HUAWEI

Molto, più di quanto immaginassimo. A ridosso del voto entrambi i candidati cercheranno di massimizzare i guadagni politici dalla sfida cinese. Negli Usa ci sono più di 100mia morti, 14 milioni di disoccupati. Dare la colpa alla Cina può essere una via d’uscita, sul piano elettorale. Che vinca Trump o Biden, le tensioni continueranno ad aumentare.

huawei 2

 

Fosse Xi, su chi punterebbe?

Se dovessi consigliare il governo cinese, gli direi di puntare su Biden. Con lui alla Casa Bianca ci sono più chance di costruire insieme un ordine mondiale post-americano. Ma quando parlo con alti ufficiali cinesi, molti mi rispondono di preferire Trump. Nel breve periodo è più duro, ma insiste a non lavorare con gli alleati e questo crea spazi in cui la Cina sa inserirsi.

xi jinping con il ceo di huawei ren zhengfeiIAN BREMMER scontri a hong kong 24 maggio 2020 13huaweimike pompeohuaweiscontri a hong kong 24 maggio 2020 5scontri a hong kong 24 maggio 2020 11scontri a hong kong 24 maggio 2020 16scontri a hong kongscontri a hong kong 24 maggio 2020 17scontri a hong kong 24 maggio 2020 12scontri a hong kong 24 maggio 2020 7hong kong gas lacrimogeno sui manifestantiscontri a hong kong 24 maggio 2020 10scontri a hong kong 24 maggio 2020 9scontri a hong kong 24 maggio 2020 8scontri a hong kong 24 maggio 2020 6scontri a hong kong 24 maggio 2020 4scontri a hong kong 24 maggio 2020 1

Ultimi Dagoreport

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…