I NUMERI DI "MANI PULITE" - FACCI: "IN QUEL PERIODO PER CONDANNARE CHICCHESSIA ERA SUFFICIENTE ESTRARRE VERBALI D'INTERROGATORIO OTTENUTI IN GALERA (DA GENTE DISPOSTA A TUTTO PUR DI USCIRNE) E RIVERSARLI IN PROCESSI RIDOTTI A CERTIFICAZIONI DELLE CARTE IN MANO ALL'ACCUSA - CI FU UN ALTO NUMERO DI RITI ABBREVIATI E SOPRATTUTTO DI PATTEGGIAMENTI TRA I QUALI SI NASCOSERO COLPEVOLI MA ANCHE INNOCENTI CHE VOLLERO SOLO USCIRE DI SCENA E DI GALERA PREVENTIVA, PENA LA ROVINA ECONOMICA E DELL'AZIENDA E DELLA FAMIGLIA COI CONTI BLOCCATI. C'È GENTE CHE HA SUBITO CONDANNE SENZA AVER MAI VISTO IN FACCIA IL PROPRIO ACCUSATORE…"

Filippo Facci per “Libero quotidiano”

 

FILIPPO FACCI

Cominciamo coi numeri, quelli delle dita di Marco Travaglio: perché l'altra sera, in uno dei suoi monologhi, ha detto che gli innocenti di Mani pulite si possono contare «sulle dita di una mano o forse due», il che solleva interrogativi su quante dita abbia Travaglio per ciascuna mano: pur già consapevoli che trattasi di personaggio da baraccone.

 

La prendiamo alla larga: cominciamo col dire degli 88 parlamentari eletti nel 1992 - destinatari di richieste di autorizzazioni a procedere da parte di varie procure - i prosciolti o gli assolti furono 61. Cominciamo anche a notare che tra assoluzioni, proscioglimenti e prescrizioni, restando invece alla Milano cara a Travaglio, si arriva a circa il 46% delle posizioni considerate: su un piano razionale, prima che umano, sono tutte persone che a Palazzo di giustizia non avrebbero dovuto entrarci, e sono quasi la metà.

 

FILIPPO FACCI - 30 APRILE 1993

Siamo già a un Travaglio con 450 mani, considerando che le posizioni rilevate dalle statistiche ufficiali contemplano 4.520 soggetti. Ma prima di spiegare quello che le statistiche riportate cèlano, anticipiamo che nel suo libro eternamente rispolverato in cui cambia solo il packaging (Mani Pulite, si chiama, e in origine fu agevolato da un dischetto di computer elargito da un pm) risultano 469 persone prosciolte dal tribunale, di cui le «prescritte» sono solo 243; poi ci sono quelle persone prosciolte direttamente dal gup, giudice dell'udienza preliminare: e sono altre 480, di cui solo 179 per prescrizione. Tutti affari d'oro per il guantaio di Marco Travaglio.

 

PRESCRIZIONE

craxi le monetine all hotel raphael

Parentesi sulla prescrizione: non è che sia una maledizione scagliata dal cielo, è un'eventualità maturata quasi sempre dai pm durante le indagini preliminari: il 60% matura prima dell'udienza preliminare (ne sono responsabili i magistrati delle indagini) e un altro 15% matura prima della sentenza di primo grado (sempre determinata da magistrati).

 

Tenendo conto di quella notoria panzana che chiamano indiscrezionalità dell'azione penale, i pm di Mani pulite in pratica hanno accelerato i dibattimenti che parevano loro e lasciato ad ammuffire quelli che interessavano meno.

bettino craxi mario chiesa

 

Parziale dimostrazione: nel triennio 1992-1993-1994, tralasciando quindi la maggioranza dei rapidissimi dibattimenti riguardanti Silvio Berlusconi, che furono successivi - alcuni imputati sono stati condannati nei tre gradi di giudizio in soli 2 o 3 anni (citiamo solo Sergio Cusani, Walter Armanini e Paolo Pillitteri) mentre uno come Bettino Craxi, nonostante processare un parlamentare comportasse rallentamenti procedurali, ottenne la prima condanna definitiva il 12 novembre 1996 (era già ad Hammamet) in poco più di 3 anni.

 

Quando fu condannato a 3 anni per il processo Enimont, il 1° ottobre 1999, il giudice, oltre a leggere il dispositivo della sentenza, lesse in aula anche le motivazioni evidentemente già preparate nonostante in genere vengano elaborate nei due o tre mesi successivi, e sviluppate per centinaia di pagine: la primizia assoluta (mai vista prima) evitò ogni rischio di prescrizione.

 

antonio di pietro magistrato

Ultimo esempio: lo stesso Craxi, il 16 aprile 1996, venne condannato in primo grado a 8 anni e 3 mesi per le tangenti della Metropolitana Milanese, e il 5 giugno 1997 la corte d'Appello confermò, ma l'anno successivo, il 16 aprile 1998, la Cassazione annullò la condanna d'Appello: ma ecco che venti giorni dopo il presidente della Quarta sezione della corte d'appello di Milano (oggi defunto) con una procedura mai vista telefonò alla Cassazione per avere gli atti del processo e «assegnarselo» prima ancora che fossero scritte le motivazioni della sentenza, così da evitare rischi di prescrizione.

 

tangentopoli

La Cassazione trasmise gli atti in tre giorni e il 24 luglio 1998 Craxi venne di nuovo condannato in Appello, e in un baleno, il 20 aprile 1999, una diversa sezione della Cassazione confermò. Ministro Cartabia, impàri: nessuna Corte Europea si lamenterebbe dei nostri tempi della Giustizia, se fossero tutti così.

 

RITI ABBREVIATI

Ma veniamo al cuore del problema: l'alto numero di riti abbreviati e soprattutto di patteggiamenti tra i quali si nascosero colpevoli ma anche innocenti che vollero solo uscire di scena e di galera preventiva, pena la rovina economica e dell'azienda e della famiglia coi conti bloccati.

 

tribunale di milano mani pulite

Su 3.200 persone di cui la procura di Milano chiese il giudizio, 1300 sono risultati colpevoli, certo, ma il numero comprende 506 patteggiamenti e 103 riti abbreviati, cioè poco meno della metà. Il patteggiamento è un accordo tra accusa e difesa che implica un'ammissione di colpevolezza da parte dell'indagato, nonché un benestare del giudice: si patteggia solo la pena, reclusiva o pecuniaria o che sia.

 

Prima che il fondamentale articolo 530 fosse tardivamente ripristinato (senza il quale i processi erano solo vidimazioni notarili delle indagini, come non accadeva in nessun Paese occidentale) nel periodo di Mani pulite per condannare chicchessia era sufficiente estrarre verbali d'interrogatorio ottenuti in galera (da gente disposta a tutto pur di uscirne) e riversarli in processi ridotti a certificazioni delle carte in mano all'accusa.

tangenti pio ospizio trivulzio arrestato mario chiesa

 

La totale discrezionalità dei pm dipendeva perlopiù dalle trattative che l'indagato fosse disposto ad accettare pur di uscire dal procedimento o dalla galera preventiva: colpevole o innocente che si ritenesse.

 

La teoria base del nuovo Codice doveva essere che le prove e le confessioni, per essere avvalorate, fossero riproposte nell'aula del processo, nel corso del quale una testimonianza diventare una prova: non nel parlatorio di un carcere o in una caserma di polizia. Esattamente come si vede nei film americani, dove ciò che non avviene nel processo semplicemente non esiste.

mani pulite

 

PRATICA ROVESCIATA

La pratica, in Mani pulite, fu rovesciata. Ai pm fu sufficiente estrarre dal faldone alcuni verbali d'interrogatorio: se l'accusatore non ne dava conferma, o più spesso non c'era proprio, bastava sventolare il verbale, e se l'accusatore cambiava versione (dicendo che aveva detto certe cose solo per essere scarcerato) veniva incriminato per calunnia.

 

Un imputato, per capirci, poteva denunciare un altro cittadino, patteggiare una pena simbolica e quindi uscire dal processo senza presentarsi in aula e senza confrontarsi con la persona che aveva accusato: c'è gente, in Mani pulite, che ha subito condanne senza aver mai visto in faccia il proprio accusatore.

 

craxi mani pulite

Tutto questo ovviamente non avrebbe potuto accadere senza una contro-legislazione operata dall'alto: ma vi risparmiamo le sentenze della Cassazione in un periodo in cui tutta la magistratura remava nella stessa direzione.

 

Traduzione: a pochi interessava fare l'eroe e attendere in carcere un processo da celebrarsi chissà quando: gli interessava uscire dalla galera preventiva il prima possibile e vedere normalizzata la vita sua e della sua famiglia, ergo poter uscire dal procedimento (uscire di scena) colpevole o innocente che si ritenesse.

di pietro colombo davigo

 

Da qui, a primeggiare nelle statistiche dell'inchiesta, l'altissimo numero di patteggiamenti legati alla discrezionalità dei magistrati e alle concessioni che l'indagato fosse disposto ad accettare. I patteggiamenti o riti alternativi, in Mani pulite, sono stati circa i due terzi del totale.

 

 Il ricorso al patteggia mento, in altri termini, divenne una scorciatoia pagata a caro prezzo per chi voleva uscire dal tritacarne del rito ambrosiano: chi non accettava, restava ostaggio della macchina giudiziaria - se non parlava, e resisteva perché magari non aveva niente da dire - oppure la sua posizione veniva spedita per competenza ad altre procure, tutte dita che mancano dalle ormai mostrificate mani di Travaglio: è successo in ben 1320 casi, con percentuali di proscioglimento altissime.

 

GHERARDO COLOMBO E ANTONIO DI PIETRO NEL 1992

A memoria: Clelio Darida, Franco Nobili, Daniel Kraus, Generoso Buonanno, un sacco di gente che nelle statistiche di Mani pulite e mostruose (perché hanno le dita di Travaglio) non risultano: come se a Milano avessero teso a sbarazzarsi delle posizioni scomode e indisponibili alla confessione liberatoria.

 

Sui patteggiamenti, infine, un esempio simbolico: gli stilisti Mariuccia Mandelli (Krizia) e Gianfranco Ferrè e Santo Versace, più altri inquisiti con l'accusa di corruzione, furono assolti in Appello: ma altri stilisti come Giorgio Armani e Gimmo Etro, inquisiti nella stessa indagine e pur dicendosi innocenti, in precedenza avevano scelto di patteggiare e quindi di ammettere una colpa che pure reputavano di non avere, in cambio di una pena ridotta; ma è giusto pensare che, se non avessero scelto il patteggiamento, sarebbero risultati innocenti anche loro.

mani pulite

 

Invece Armani ed Etro, secondo le cifre ufficiali di Mani Pulite, risultano nel novero dei colpevoli. Qualcosa, e moltissimo altro, non quadra. Ne riparliamo in una prossima puntata, di numero inferiore - rassicuriamo - alle dita di Travaglio.

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...