IL VALLE E I VALLETTI - NEL GIORNO DELLO SGOMBERO PROVANO A TENERE UN PIEDE DENTRO: “NON SI PUÒ CHIUDERE IN UN GIORNO” - MA IL COMUNE è INFLESSIBILE - GLAUCO MAURI: “DA LORO SOLO ARROGANZA, DOPO 3 ANNI BASTA! PROGETTO CULTURALE? FANTASIE”

1. TEATRO VALLE, SE NE VANNO GLI ULTIMI IRRIDUCIBILI

Maria Rosaria Spadaccino per il “Corriere della Sera

 

teatro valleteatro valle

Al termine dell’ultima giornata del teatro Valle occupato gli attivisti consegnano le chiavi del foyer alla guardiania del Teatro di Roma mettendo fine a un’occupazione durata tre anni. È un gesto sofferto. E in serata quasi si rischia la rottura delle trattative con il Comune. A bassa voce gli occupanti confermano, «stasera andremo via», ma nell’aria si respira voglia di resistere e malumore all’arrivo dei rappresentanti del Comune.

 

L’ultima giornata inizia presto, in molti hanno gli occhi gonfi per una notte trascorsa in strada davanti al teatro, mentre attendono l’arrivo dei rappresentanti del Comune. E quando si preparano ad accoglierli, alle 10, viene staccata la luce. «Questo non è davvero bel segnale» commentano.

il valle verso il salvataggio 6il valle verso il salvataggio 6

 

Gabriella Acerbi, direttore di dipartimento dell’assessorato alla cultura, è il funzionario chiamato a compiere l’atto amministrativo della riconsegna dell’immobile. Potrebbe anche non visitare il teatro, ma gli occupanti desiderano mostrare le migliorie che sono state apportare, nonostante il buio.

 

«Ci dispiace non avere la luce, perché avete fatto questo? Vi avevamo assicurato che saremmo andati via». Acerbi e il suo staff dicono che non ne sanno nulla e che provvederanno. E infatti la corrente viene riallacciata nel giro di due ore.

 

eduardo de filippo  eduardo de filippo

«Guardi abbiamo ripristinato la buca dell’orchestra che era chiusa da anni, perché noi vorremmo che questo luogo tornasse alla sua vocazione naturale, quella per cui è stato costruito: la musica classica, l’opera. Anche perché con la sua prevalenza lignea ha un’ acustica perfetta che non deve essere sprecata», spiega Mauro, tecnico del teatro. Poi mostrano i camerini rimessi a nuovo da loro, durante la gestione Eti erano considerati dei ripostigli, «gli stessi dove alloggiava Eduardo De Filippo, in quei camerini dormiva la sua compagnia».

 

GIOVANNA MARINELLIGIOVANNA MARINELLI

Illustrano le motivazioni di alcune opere d’arte grafiche sulle scale, sulle pareti precisando, «è tutta roba che si toglie con facilità». I rappresentanti del Comune aspettano la consegna dell’immobile e invece ottengono solo la chiusura con i sigilli della parte teatro. «Noi ci trasferiamo nel foyer, perché vorremmo che restasse un luogo pubblico della città, in cui la Fondazione abbia un ruolo».

 

Marino Sinibaldi presenta Francesco Guccini Marino Sinibaldi presenta Francesco Guccini

Sigillano la porta d’ingresso alla platea con nastro adesivo e sopra ci scrivono «Custodito dai cittadini». Inizia l’assemblea Ileana Caleo, attivista e attrice, mostra tre mazzi di chiavi del teatro, «una resta a noi, una è per il Comune e l’altra per il teatro di Roma».

 

Si elencano i risultati ottenuti finora, si conferma la richiesta di lasciare aperto il foyer al pubblico, si parla delle performance che si terranno in serata all’aperto davanti al teatro. Ma sullo sgombero definitivo non si dice nulla chiaramente. «È un processo che ha i suoi tempi — spiega Sara, un’attivista — non si può chiudere un’esperienza così importante in un giorno». Lo sgombero sembra allontanarsi o comunque si prende tempo.

glauco mauriglauco mauri

 

C’è un’aria tesa, questo trasloco, l’abbandono della struttura non piace a nessuno. Vogliono restare ancora un giorno. Nel pomeriggio montano un palco aereo con tubi innocenti proprio sull’ingresso del teatro, «perché vogliamo continuare ad esserci, anche se fuori».

 

Ma il Comune vuole il rispetto degli accordi, vuole la restituzione completa. E così arriva il presidente del teatro di Roma Marino Sinibaldi, «il Valle dopo quest’esperienza non potrà più essere un teatro normale, è un teatro segnato da qualcosa che ha varcato i nostri confini. Il teatro Valle farà parte del nuovo teatro di Roma, come agorà ha bisogno del riconoscimento dei cittadini».

 

teatro valleteatro valle

Riceve il mazzo di chiavi simboliche dagli attivisti, ma rivuole tutto il teatro, ricorda il rispetto degli accordi. I sorrisi degli attivisti si spengono, «non facciamo paternalismi», dice Ileana. La delegazione comunale va via irritata, gli artisti salgono sul palco aereo per le perfomance e la festa musicale finale. Sono le ultime note del Valle occupato. «Non è stato facile, ma gli impegni reciproci sono stati mantenuti», commenta l’assessore Giovanna Marinelli.

 

2. «DA LORO SOLTANTO ARROGANZA. IL PROGETTO CULTURALE? FANTASIE»

Emilia Costantini per il “Corriere della Sera

 

ATTIVISTI TEATRO VALLE AGGREDITI ATTIVISTI TEATRO VALLE AGGREDITI

«Hanno tolto le tende? Io credevo che fosse ormai tutto risolto!», trasecola Glauco Mauri nell’apprendere che gli occupanti sono tuttora in agitazione. Stupito o sconcertato?

TEATRO VALLE OCCUPATOTEATRO VALLE OCCUPATO

«Direi proprio stizzito — replica l’attore e regista —. Una vicenda, questa, che ha dimostrato tutta la debolezza dell’autorità costituita. Uno scaricabarile persino ridicolo, in certi passaggi. Poi, finalmente, il neoassessore alla Cultura Giovanna Marinelli si è assunta la responsabilità di una posizione chiara e definita. E devo dire che l’ha fatto con fermezza ma anche con grande disponibilità, forse troppo disponibile, arrivo a dire... Sì, perché questa storia che gli occupanti adesso pretendono garanzie sulla futura gestione del Teatro Valle, che vogliono impegni precisi nei loro confronti da parte dello Stabile di Roma, che vorrebbero presenziare addirittura alla ristrutturazione. Mi pare tutto di una tale arroganza!» .

TEATRO VALLE TEATRO VALLE

 

Gli irriducibili del Valle, pur accordando «fiducia» agli interlocutori delle istituzioni capitoline, ovvero la Marinelli e il presidente del Teatro di Roma Marino Sinibaldi, reclamano un accordo «per un teatro partecipato», affermano che «per ora sospendiamo la nostra attività», lasciando intendere che non rinunciano a riprenderla, il loro slogan recita «Tre anni non si sgomberano».

 

TEATRO VALLE TEATRO VALLE

«Un comportamento assurdo! Una protervia insostenibile! Ed è vergognoso che le autorità non reagiscano nei modi e nei tempi giusti». Eppure lei, all’inizio della storia, tre anni fa, aveva guardato con una certa comprensione il movimento degli occupanti.

TEATRO VALLE PIENO TEATRO VALLE PIENO

 

«Dica pure con un moto di simpatia. Io sono contro l’illegalità, ma in un primo momento mi sembrava una ribellione, una rivolta, un’operazione direi quasi innovativa, la voglia di realizzare un progetto diverso dalla solita routine, il richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica anche sui tanti problemi del teatro, della cultura nel nostro Paese... Ma dopo tre anni basta!» .

 

il valle verso il salvataggio 9il valle verso il salvataggio 9

A quando risale l’ultima volta che ha calcato le tavole del prestigioso palcoscenico? «Alla stagione 2009-2010 quando portai in scena, con Roberto Sturno, “Il Vangelo secondo Pilato” di Eric-Emmanuel Schmitt: un testo fortemente evocativo, enigmatico e fortemente laico. E poi su quel palcoscenico si sono avvicendati molti altri testi contemporanei, una particolare attenzione alla drammaturgia italiana».

 

Conosce gli artisti, attori, registi, che in questi tre anni hanno presidiato il Valle? «Non li conosco, non ho mai visto loro spettacoli, quindi non posso giudicare. E in questi tre anni hanno invitato qualcuno a mettere in scena delle performance, tutto qui. Non mi sembra che abbiano veramente partorito un progetto condivisibile. Adesso però pretendono un teatro partecipato, impongono condizioni, dettano le tappe del nuovo corso... Che dire! — sbuffa Mauri indignato —. La fantasia al potere va bene, ma poi questa fantasia va organizzata e convogliata, altrimenti resta pura fantasia». 

teatro valleteatro valle

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