lilli gruber giorgia meloni andrea giambruno

“IL CIRCO SPETTACOLO IN TV NON È FARE GIORNALISMO” - MENO MALE CHE C’È LILLI “BOTOX” GRUBER A INSEGNARE COME FARE IL MESTIERE AI COLLEGHI! – DA DOMANI TORNA A INDOSSARE LA MASCHERA DI CERA SU LA7, INTANTO SPARA A ZERO: “LA MELONI? NON È UNDERDOG. VIVE COSTANTEMENTE SULLE BARRICATE, NON RIESCE A TOGLIERSI L’ABITO DELLA COMIZIANTE D’OPPOSIZIONE. GIAMBRUNO? LEI DOVEVA AVVERTIRE IL SUO COMPAGNO DI EVITARE COMMENTI INUTILI CHE L’AVREBBERO MESSA IN IMBARAZZO” - “LA RAI? IRRIFORMABILE. ABBIAMO DI NUOVO IL GOVERNO CHE, GRAZIE A RENZI, LA CONTROLLA...”

Estratto dell'articolo di Aldo Cazzullo per il "Corriere della Sera"

 

[...]

lilli gruber alla festa del fatto quotidiano

Un anno fa la Meloni vinceva le elezioni e diventava la prima donna presidente del Consiglio. Lei in passato l’ha avuta ospite più volte, e talora vi siete un po’ scontrate. Che tipo è? Umanamente come la trova?

«Di sicuro non è una underdog, ma una politica abile che ha costruito la sua carriera in anni di militanza e Parlamento. Ora è presidente del Consiglio, ma ugualmente vive costantemente sulle barricate: in tempi così critici avremmo bisogno di non dividere il Paese in amici e nemici. Sembra le risulti difficile togliersi l’abito della comiziante d’opposizione per mettersi quello istituzionale di premier».

 

GIORGIA MELONI E ANDREA GIAMBRUNO MEME

Ma qual è finora il suo bilancio politico?

«[...] su politica internazionale, Nato e conti pubblici ha le mani legate, e quindi si muove in continuità con i precedenti governi, come in sostanza anche nei rapporti con l’Europa. Siamo lontani dalla propaganda sovranista di quando stava all’opposizione. Sul fronte interno invece cavalca i temi identitari di una destra reazionaria»

 

Le si rimproverano sia il familismo, sia la difficoltà a prendere le distanze dalla storia missina.

«[...] Forse teme di perdere consensi o di rinnegare la sua storia di militanza nel Movimento sociale, un partito apertamente neofascista. Quanto al familiare, è sempre un segnale di debolezza quello di privilegiare la fedeltà alla competenza».

 

Lei Gruber è stata molto critica con Giambruno, ma la Meloni cosa poteva fare?

«La politica è anche capacità di prevenire i problemi. Giorgia Meloni doveva avvertire il suo compagno di evitare commenti inutili che l’avrebbero messa inevitabilmente in imbarazzo, vista la rilevanza del suo nuovo ruolo istituzionale».

lilli gruber

 

Non è che il compagno giornalista rischia di diventare una mina vagante per la premier?

«Non è una questione di libertà di stampa, come ha detto la Meloni, ma di gestione del potere politico, in tutti gli ambiti. Compreso quello familiare e personale. Una necessità, quando si è sotto i riflettori in permanenza».

[...]

Andrea Giambruno Giorgia Meloni

 

Siamo stati un po’ ingrati con Draghi? La sua esperienza di governo si è chiusa bruscamente, lui forse sperava nel Quirinale... Che ruolo vede per lui in futuro?

«Ci dimentichiamo che alla fine Mario Draghi è stato sfiduciato da tutti i partiti del Parlamento, esclusi Pd e centristi. Dopo averlo sostenuto per risolvere i suoi problemi, la politica lo ha rigettato. Come dimostra la mancata elezione al Quirinale. Ma il suo governo ha gestito bene una fase delicatissima nella vita del Paese, dal Covid alla guerra. Il futuro di Draghi lo conosce solo Draghi».

 

[...]

LILLI GRUBER ORECCHINI

Parliamo di tv. In Rai la destra ha fatto né più né meno quel che faceva la sinistra? O ha fatto peggio?

«La Rai è irriformabile e la politica insaziabile. E leggo che Giorgia Meloni avrebbe stretto un patto con Marina Berlusconi per tutelare le aziende di famiglia. I cittadini che pagano il canone meriterebbero uno spettacolo più decoroso. E finalmente una legge sul conflitto di interessi».

 

Rai 3 in particolare cambia pelle. Se ne sono andati volti storici come Fazio, Berlinguer, Gramellini, Annunziata. Si rischia il crollo? Era giusto o no che ci fosse una rete apertamente di sinistra?

mario draghi

«Rai 3 viene istituita da una riforma del 1975, parliamo di un’era geologica fa, e oggi abbiamo di nuovo il governo che — grazie a Renzi — controlla la Rai. Comunque, molti dei volti che ha citato saranno in onda anche questa stagione: sarà il pubblico a dare il suo verdetto».

 

Anche di lei dicono che sia un po’ troppo di sinistra, o comunque anti-governativa. C’è del vero?

«Più che l’etichetta di destra o sinistra, di un giornalista credo vada evidenziato se fa o no tutte le domande, se si attiene ai fatti o cerca di manipolare il racconto, se fa da grancassa alla propaganda o se cerca di smontarla. Questo conta alla fine, se parliamo di giornalismo».

lilli gruber

 

E Mediaset senza Berlusconi che futuro ha?

«Leggo che il figlio Pier Silvio ha saldamente le redini dell’azienda in mano. Più complicato mi sembra il discorso sul futuro di Forza Italia senza Berlusconi».

 

Posso chiederle come mai va al Bilderberg? Cosa succede in quelle riunioni di potenti?

«Succede che si decidono i destini del mondo, anche del suo Aldo (Lilli Gruber ride). Cospirazionismo a parte, per un giornalista è un’occasione unica di incontrare figure come Henry Kissinger, Jeff Bezos, Emmanuel Macron, Jens Stoltenberg e altri grandi protagonisti del nostro tempo».

LILLI GRUBER 1

 

Lei due anni fa disse al Corriere, a proposito dei No Vax, «non credo sia giusto dare voce a chi propaga fake news». Non tutti hanno fatto la sua scelta. Era giusto far parlare i No Vax, o no?

«Rivendico la mia scelta. Le ricette per affrontare un’emergenza possono essere diverse. Negare le emergenze o propagare tesi antiscientifiche è un’altra cosa».

 

Questo però in teoria potrebbe valere anche per altri argomenti. Ad esempio per chi nega il cambiamento climatico. A volte sono le stesse persone.

«Dire che nei vaccini c’era il grafene o i feti morti è una bestialità. Lo è anche negare il cambiamento climatico, dove però c’è un dibattito scientifico su cause, conseguenze e possibili rimedi che va approfondito».

massimo cacciari lilli gruber otto e mezzo 1

[...]

Anche i suoi critici le riconoscono di saper tenere la trasmissione in mano. Qual è la tecnica? Come si frenano, ad esempio, le furie di Cacciari?

«Massimo Cacciari è uno dei più grandi intellettuali del nostro Paese. Non esiste una tecnica, c’è bisogno di disciplina intellettuale ed estetica, di duro lavoro e di sangue freddo. Un giornalista e conduttore non deve deliberatamente mettere in scena un circo-spettacolo».

lilli gruber conduce otto e mezzo da casaAndrea Giambruno Giorgia Melonililli gruberLILLI GRUBER. lilli gruber 3lilli gruber infastidita da contelilli gruber 1 LILLI GRUBER

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO