giuseppe conte lashki mittal arcelormittal ilva

AVRÒ PROCURA DI TE – ARCELORMITTAL PORTAVA GLI UTILI DELL’ACCIAIO FUORI DALL’ITALIA TRAMITE LA SOCIETÀ DEL GRUPPO IN LUSSEMBURGO? I SOSPETTI DELLA PROCURA SULLA POSSIBILE COMPRAVENDITA DI MATERIA PRIMA A PREZZI SUPERIORI A QUELLI DEL MERCATO – IL PIANO ESUBERI CHE PER CONTE È “INACCETTABILE” E I PROGETTI DEL GOVERNO: CASSA INTEGRAZIONE E INGRESSO DELLO STATO – VIDEO

 

1 – I SOSPETTI DELLE PROCURE "GLI UTILI DELL'ACCIAIO PORTATI FUORI

DALL'ITALIA"

Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

ILVA DI TARANTO

È possibile mettere un primo punto venti giorni dopo l' avvio delle due inchieste - quella della Procura di Milano e quella di Taranto - sulla gestione dell' ex Ilva da parte di ArcelorMittal. L' azienda secondo la magistratura - ha utilizzato politiche, perlomeno spregiudicate, di "transfer pricing". Servendosi di società del gruppo con sede in Lussemburgo per comprare e vendere materia prima e acciaio a prezzi, probabilmente, superiori a quelli del mercato.

 

GIUSEPPE CONTE CON LAKSHMI MITTAL

Al momento non sono invece emerse evidenze per poter ipotizzare, come era stato fatto intravedere in un primo momento, che ArcelorMittal sia arrivata a Taranto con l' intenzione di chiudere. C' è stato, è vero, un drastico crollo di acquisti di materia prima in estate. Ma per spiegarlo l' azienda ha indicato tre motivi che sembrano avere un fondamento: la chiusura o comunque la riduzione di marcia degli altoforni; la chiusura del molo del porto di Taranto dopo un incidente mortale e la crisi del settore che ha effettivamente costretto l' azienda a ridimensionare il piano industriale.

arcelor mittal

 

Le indagini sono comunque appena cominciate, specie sull' acquisto di materiale. La procura di Milano ha chiesto ai finanzieri di verificare i rapporti tra Ilva e il «il fornitore brasiliano Cia Italo Brasileira de Peltizacao Ita-Brasco, nonché con gli altri fornitori e soggetti rilevanti in ordine all' acquisizione di materie prime e altri beni da parte di Ilva». In particolare è interessante il rapporto con la società Ams sourcing, la controllata del gruppo con sede in Lussemburgo: le materie prime vengono comprate da questa società e poi smistate a tutte le acciaierie europee.

 

lucia morselli 1

In questa maniera ArcelorMittal riesce a ottenere prezzi molto vantaggiosi dai fornitori, facendo acquisti su larga scala. Eppure Ilva sembra non essersi avvantaggiata troppo di questi buoni prezzi. Ci potrebbe però essere una spiegazione: innanzitutto è complicato standardizzare un prezzo delle materie prime. E soprattutto sul costo incidono una serie di fattori: tenere, per esempio, le navi in rada per giorni, come è accaduto a Taranto, è una spesa che poi può incidere sul prezzo finale.

 

Per questo la Guardia di finanza sta incrociando fatture, date e bolle di accompagnamento. Anche per accertare che, a ogni singolo pagamento, corrisponda effettivamente un carico ricevuto. Parallelamente ci si muove sulle vendite. Dove, però, qualche anomalia sembra sorgere: per quanto il prezzo dell' acciaio oscilli esistono delle variazioni importanti del valore dell' acciaio finito nel passaggio da Taranto al Lussemburgo, sino all' utente finale. Si parla di un ricarico di almeno il 30 per cento.

ILVA E TUMORI

 

Non è un caso che la Procura di Milano indaghi per reati di tipo fiscale: il sospetto è che Arcelor abbia scelto di caricare di utili non la società italiana ma quelle che si trovano in paradisi fiscali. Accanto alla questione economica c' è poi quella ambientale e la sicurezza sul lavoro. In queste ore si conoscerà il futuro dell' Afo2: i commissari hanno chiesto una proroga, giudice e procura leggeranno oggi il parere della custode Bar bara Valenzano e prenderanno una decisione finale.

 

Intanto i carabinieri del Nas e del Noe lavorano sul tema sicurezza ed emissioni. A proposito di ambiente: procede, seppur con tempi da pachiderma, il maxi processo ai Riva e alla loro stagione. La maggior parte dei reati - non il disastro ambientale ma tutti quelli di pubblica amministrazione - si prescriveranno probabilmente prima della sentenza di primo grado.

lakshmi mittal ospite del party di blair

 

2 –ILVA, IL PIANO DEL GOVERNO: CIG E INGRESSO DELLO STATO

Roberta Amoruso e Alberto Gentili per “il Messaggero”

 

arcelor mittal

Il nuovo progetto di ArcelorMittal per l'ex-Ilva «è da respingere». La durezza del premier, Giuseppe Conte, conferma quanto il governo sia deciso a dare battaglia pur di spingere la multinazionale a trattare e a dare un futuro all'acciaieria di Taranto. A patto che si trovi una strada possibile, viste le distanze tra i 1.000-1.500 esuberi accettabili per il governo e i 4.700 esuberi chiesti da Arcelor-Mittal. Ora i franco-indiani aspettano le contro-mosse di Palazzo Chigi, un piano nero su bianco, non solo annunci.

 

OPERAIO ILVA

E dunque è un piano con quattro punti centrali, secondo quanto ricostruito dal Messaggero, quello che presenterà entro lunedì il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Il primo obiettivo è arrivare a 8 milioni di tonnellate di produzione a fine piano contro le 4,5 previste per il prossimo anno, tra Afo a carbone, forni elettrici e preridotto a gas, una tecnologia pulita che riduce fortemente le emissioni.

STEFANO PATUANELLI GIUSEPPE CONTE ROBERTO GUALTIERI CON LAKSHMI E ADITYA MITTAL

 

Il secondo punto prevede una schema di tutela occupazionale con vari strumenti di accompagnamento da utilizzare nei 4-5 anni di piano. Sarebbe poi garantito l'ingresso dello Stato, con modalità al vaglio del Mef. A partire dall'opzione Invitalia. Infine - e questo è il quarto punto - l'ex-Ilva avrebbe un futuro nel segno dell'idrogeno. È su questi punti che Palazzo Chigi intende impostare d'ora in poi la trattativa.

 

I DETTAGLI

ilva taranto 10

Una volta scoperte le carte del governo, il gruppo franco-olandese non potrà non trattare, si dice dalle parti di Palazzo Chigi. Ieri Arcelor-Mittal ha chiesto la terza proroga per 13 settimane dell'intervento di Cassa integrazione ordinaria (Cigo) a Taranto» per un numero massimo di 1.273 dipendenti (900 operai, 104 intermedi e 269 impiegati e quadri) a partire dal 30 dicembre prossimo.

 

giuseppe conte patuanelli

Dopo un mese di trattative dietro le quinte e di contatti con il governo per imboccare una via d'uscita dopo la brusca frenata di inizio novembre, tornare al punto di partenza e alla stessa richiesta inaccettabile di esuberi, è stato un modo per il gruppo franco-indiano di spingere il governo ad alzare il velo sulle carte ufficiali. È un po' questo il clima che si respirava negli ambienti di Mittal, sorpresi dallo stupore con il quale il premier Conte, e il ministro Patuanelli hanno accolto il nuovo piano 2020-2024, ora nero su bianco della multinazionale.

 

paola de micheli parla fitto fitto con stefano patuanelli

«Il progetto» di ArcelorMittal «che ci è stato anticipato non va assolutamente bene, è molto simile a quello originario, lo respingiamo». ha detto ieri il premier: «Lavoreremo durante questo negoziato - ha assicurato - agli obiettivi prefissati con il signor Mittal e che il signor Mittal si è impegnato con me personalmente a raggiungere. E ci riusciremo». Un modo per lasciare aperto il negoziato, evidentemente. e centrare l'obiettivo di realizzare a Taranto uno stabilimento siderurgico all'avanguardia in Europa.

 

incendio all'ilva di taranto 2

Tra gli impegni chiesti dal governo ci sarebbe poi anche la garanzia per il risanamento ambientale e la riqualifica di Taranto. Quanto alla partecipazione dello Stato, le valutazioni in corso non escludono un ruolo seppure indiretto della Cassa depositi e prestiti, visto che non può intervenire per statuto in aziende in perdita. Di qui l'ipotesi di una newco attraverso un'operazione di una certa complessità, che vedrebbe scendere in campo un commissario straordinario.

ilva

 

Il nodo del lavoro rimane quello più difficile da sciogliere. Si può immaginare un ricorso alla cassa integrazione ordinaria e agli incentivi all'esodo, per tamponare una fase di transizione, prima di entrare a regime.

patuanelli conte

 

Ma potrebbero scendere in campo anche altre controllate dello Stato nell'ottica di ridurre al massimo gli esuberi, non più di 1.500, e salvaguardare i livelli occupazionali. A spingere ArcelorMittal a trattare rimane la minaccia di pagare il conto salato che spetta a chi non mantiene i patti. Sarà meglio riavviare la trattativa entro il 20 dicembre, data in cui il Tribunale di Milano tornerà a esaminare il contenzioso tra i commissari straordinari e il gruppo franco-indiano sulla richiesta di recesso. Patuanelli è convinto che se il giudizio andrà avanti (ora è sospeso in attesa degli sviluppi della trattativa) e se si arriverà a sentenza, ArcelorMittal avrà la peggio.

ALTOFORNO CREMATORIO - LA CRISI DELL'ILVA BY MANNELLI

 

IL CONTRATTO STRAPPATO

Sulla stessa linea sono i sindacati. che ricordano l'impegno della multinazionale a mantenere, indipendentemente dalla situazione del mercato, 10 mila posti di lavoro fino al 2023 con una penale prevista di 150 mila euro su ogni lavoratore messo alla porta sotto quella cifra. Si «pensi a far pagare all'azienda il mancato rispetto dell'accordo», dice la Uilm. Di sicuro dalle ore 23 di lunedì 9 a Taranto inizierà lo sciopero - indetto dai metalmeccanici di Fiom, Fim e Uilm - che si concluderà alle ore 7 dell'11 dicembre.

 

di maio ilva

Tutto contro »un ridimensionamento non solo sull'area a caldo ma anche su buona parte dell'area laminazione e tubifici, determinando di fatto oltre 6.000 esuberi», dicono. A sostegno dei lavoratori c'è chi invoca lo sciopero di tutta la città. Ma la vicenda non può che toccare tutta Italia. Ne è consapevole Federmeccanica: «Ci preoccupano gli scenari relativi all'ex Ilva, perché le sue sorti sono determinanti per la metalmeccanica, per l'industria e più in generale per il Paese».

 

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