LA TERRA DEI CACHI - CON TUTTI I FURBETTI DEL QUARTIERINO CHE ABBIAMO, IN ITALIA I DETENUTI PER REATI ECONOMICI COME AGGIOTAGGIO, TRUFFA FISCALE, INSIDER TRADING O BANCAROTTA FRAUDOLENTA SONO SOLO 230!

Gian Antonio Stella per il “Corriere della Sera”

 

detenuti carceridetenuti carceri

I dati che ci inchiodano come un Paese eccessivamente permissivo nei confronti dei corsari dell’aggiotaggio, della truffa fiscale, delle insider trading, della bancarotta fraudolenta e di tutti gli altri reati legati alla criminalità finanziaria ed economica sono contenuti nel rapporto 2014 del Consiglio d’Europa, appena pubblicato, sulla popolazione carceraria nel nostro continente e in alcuni Paesi dell’area come l’Azerbaijan o l’Armenia. Rapporto curato da Marcelo F. Aebi e Natalia Delgrande, dell’Università di Losanna.

 

C’è di tutto, nel dossier. Sappiamo che i detenuti di tutte le prigioni europee messi insieme sono 1.679.217, pari a una media di 140 ogni centomila abitanti, che le celle sono per quasi la metà sovraffollate, che gli stranieri sono mediamente uno su quattro e arrivano in Svizzera al 74% della popolazione carceraria, che la loro età media è di 35 anni, che tutto compreso (dal cibo alla manutenzione dei penitenziari allo stipendio degli agenti di custodia) costano 97 euro al giorno pro capite, che ogni anno si uccidono in 5 ogni 10.000…

detenuti carceridetenuti carceri

 

I dati più interessanti, però, sono quelli sul tipo di detenuti. Perché è lì che emerge nettamente la scelta delle priorità che ogni Paese assegna alle diverse emergenze. Puoi scoprire così che in Italia (ultimi dati disponibili: 2013) su 39.571 condannati con sentenza definitiva il 16,3% era dentro per omicidio o tentato omicidio, il 5,1% per stupro, il 14,7% per rapina, il 5,2% per furti più o meno aggravati e addirittura il 37,9%, cioè la maggioranza relativa, per reati legati alla droga. Una percentuale immensa rispetto ai «colletti bianchi». Basti dire che, in numeri assoluti, gli spacciatori in cella sono 14.994 contro 230 condannati per reati economici e finanziari.

insider-tradinginsider-trading

 

Ora, è ovvio che l’eroina, la cocaina e le altre droghe sono un problema. Ma è un’emergenza che vale per tutta l’Europa. Ed è impressionante, invece, lo squilibrio tra i diversi Paesi. Se da noi è in carcere un «colletto bianco» ogni 65 spacciatori, in Irlanda ce n’è uno ogni 23, in Spagna uno ogni 9, in Inghilterra uno ogni 7, in Danimarca uno ogni 6, in Olanda e in Svezia uno ogni 4, in Finlandia, in Croazia e in Francia uno ogni due.

 

Per non dire di Paesi come la Germania dove i delinquenti in giacca e cravatta condannati per avere maneggiato il denaro sporco della mala-economia sono perfino più dei pusher: 7.986 contro 7.555. Il che significa una cosa sola. Che un Paese serio, se vuole tenere in ordine la propria economia, la propria libertà di concorrenza, le proprie regole commerciali in modo che chi investe si senta davvero tutelato non ha alternative: deve colpire gli spacciatori di mala-economia con la stessa fermezza con cui colpisce gli spacciatori di coca.

SPACCIO DI DROGA SPACCIO DI DROGA

 

Ma è così, da noi? Dicono le cronache che la settimana scorsa un giovane straniero è stato condannato a 5 anni per un grammo di droga. Sarà stato recidivo, ma è impossibile non notare la sproporzione con sentenze di condanna in Cassazione emesse per grandi finanzieri e banchieri dei quali non ricordiamo un solo giorno di carcere. Per non dire della fine di altre vertenze.

 

Prendiamo un’ Ansa di pochi giorni fa: «L’azione di responsabilità contro gli ex amministratori di Seat Pagine Gialle non ci sarà più. L’assemblea degli azionisti, riunita a Torino, ha accettato a maggioranza la proposta degli ex manager: 30 milioni di euro per chiudere con il passato e voltare pagina.

 

Una cifra molto distante dai 2,4 miliardi ipotizzati dall’azione di responsabilità nei confronti di alcuni amministratori della società, tra i quali l’ex ad Luca Majocchi e l’ex presidente Enrico Giliberti, deliberata dall’assemblea a marzo 2014, ma il segnale della volontà di chiudere definitivamente una pagina buia. Venti milioni saranno pagati da due compagnie di assicurazione, gli altri 10 dai fondi che erano azionisti di riferimento della società dal 2003 al 2012. L’accordo chiude ogni possibilità di rivalsa da parte della società nei confronti degli ex amministratori…». Per carità: tutto certamente in ordine. Ma una transazione da 2,4 miliardi a 30 milioni di euro di cui 20 coperti dall’assicurazione…

 

SPACCIO DI DROGASPACCIO DI DROGA

Fatto sta che con la sua miserabile quota dello 0,6% di detenuti per reati economici e finanziari anche nell’anno di Mario Monti ed Enrico Letta, a dispetto di tutti i proclami loro e dei governi precedenti, l’Italia sta in coda. Con un decimo della media europea, salita al 5,9%. Un decimo!

 

La verità, dimostra una mappatura delle riforme dal 2000 a oggi condotta da Grazia Mannozzi dell’ateneo dell’Insubria, è che gli inasprimenti dichiarati sono stati tanti ma «curiosamente a queste dinamiche di inasprimenti sanzionatori su singole fattispecie o su gruppi di illeciti si sottraggono solo i reati economici».

 

Mettetevi ora nei panni di un investitore straniero: vi incoraggerebbero a venire qui numeri e fatti come quelli ricordati e la prospettiva che se un socio vi tirasse un bidone non avreste manco la soddisfazione, magari dopo anni e anni, di vederlo finire in galera?

 

Il World investment report 2014 ricorda che l’Italia, per capacità di attrazione di investimenti diretti esteri, è oggi dietro l’Olanda, il Cile, l’Indonesia o la Colombia dopo aver perso negli anni della crisi, dice il Censis, il 58% del precedente bottino… E l’ultima tabella elaborata dalla Cgia di Mestre su dati Ocse vede il nostro Paese contare sui flussi di investimento stranieri per lo 0,8% del Pil. Un dato che corrisponde a poco più della metà (1,4%) della media Ocse ed è lontano da quelli di Ungheria, Repubblica Ceca, Messico, Austria, Spagna, Paesi Bassi…

 

Arriveremo un giorno o l’altro a prendere atto, finalmente, che la guerra alla cattiva economia, alla finanza di rapina, all’evasione, alla corruzione, non è solo un dovere morale ma anche un’opportunità di sviluppo economico e civile? Se poi si cominciano a vedere i segnali della ripresa…

 

 

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