riaperture

IN ITALIA MORTI STABILI “FINO A LUGLIO” - ECCO LO STUDIO SEGRETO DELLA FONDAZIONE KESSLER PER FRENARE LE RIAPERTURE CHIESTE DAL LEADER DELLA LEGA MATTEO SALVINI – IL RAPPORTO PRESENTATO AL CTS E’ STATO DETERMINANTE PER RESPINGERE IL “LIBERI TUTTI” - IL TIMORE È CHE ESSENDO ELEVATA, LA CURVA DEI CONTAGI POSSA RICRESCERE IN FRETTA, COSTRINGENDO A NUOVE CHIUSURE…

Simona Ravizza per corriere.it

 

Che cosa può succedere di qui al 15 luglio con le prime riaperture di ieri è contenuto in un modello statistico elaborato da Stefano Merler, il matematico-epidemiologo della Fondazione Bruno Kessler che fa i conti per l’Istituto superiore di Sanità e il ministero della Salute da febbraio 2020 (e li ha azzeccati tutti).

 

riaperture

Lo studio mai reso pubblico dal governo, ma che il Corriere ha potuto analizzare nei dettagli, è stato presentato il 16 aprile al Cts ed è stato determinante — dicono da Palazzo Chigi — per frenare le riaperture considerate troppo rischiose chieste dal leader della Lega Matteo Salvini.

 

L’ultimo Rt rilevato sui casi sintomatici, riferito al periodo tra il 31 marzo e il 13 aprile, è di 0,81. È la base di partenza. Nelle proiezioni ci sono solo calcoli, nulla viene detto su cosa riaprire e cosa no. Scelte che spettano al governo guidato da Mario Draghi. Sul tavolo ci sono delle ipotesi. Se l’Rt ricresce a 1, cosa più che probabile a seguito delle riaperture, di qui al 15 luglio — secondo le previsioni di Merler — dovremmo continuare a fare i conti con 200/300 morti circa al giorno. Se sale a 1,1 il rischio è di un aumento costante dei decessi fino ad arrivare a metà luglio a 600 al giorno (300 al 24 giugno). A 1,25 il disastro: fino a 1.200/1.300 vittime al giorno. Ovviamente tutto ciò vale senza misure di restrizioni aggiuntive. Per semplificare in uno scenario di «liberi tutti».

riaperture

 

 

Altra simulazione illustrata da Merler. Se il riavvio fosse stato rimandato al 12 maggio i decessi giornalieri avrebbero potuto essere la metà: 100. Il motivo? Ritardare di due settimane la ripartenza avrebbe voluto dire aprire con un numero di casi giornalieri decisamente inferiore a quello attuale. È la cosiddetta incidenza, che trascina con sé inevitabilmente una percentuale di morti. L’ultimo report del Cts, aggiornato al 18 aprile, conta 157 casi a settimana ogni 100 mila abitanti. Perché l’epidemia sia sotto controllo bisogna arrivare a 50. Senza riaperture, che incidono sull’innalzamento della curva di infezioni, tra 15 giorni avremmo potuto scendere un bel po’. In questo caso, sempre con un Rt a 1, cioè con un infetto che ne contagia un altro, avremmo avuto un numero di partenza di contagi più basso. Con l’ovvia conseguenza di un minor numero di morti in prospettiva. Sempre al 15 luglio, con un Rt all’1,1, sarebbero stati 200. Mentre con un Rt a 1,25 sarebbero stati comunque diverse centinaia.

 

zona gialla ristoranti aperti

Adesso c’è un po’ di margine. Ma è minimo. Non possiamo fare crescere l’Rt sopra l’1 e partiamo già da 0,81. Dunque, il tesoretto che abbiamo, secondo l’analisi di Merler, è di 0,2. E un po’ ce lo siamo già giocati, come mostrano le slide mostrate al Cts, con il riavvio della scuola in presenza.

 

Certo proprio sulla scorta dei calcoli di Merler, l’alternativa — che non sarebbe dispiaciuta ad alcuni esponenti del Cts — avrebbe potuto essere quella di riaprire a maggio con un’incidenza più bassa. Il timore è che essendo elevata, la curva dei contagi possa ricrescere in fretta, costringendo a nuove chiusure. Ma qui sono entrate in campo le scelte politiche. Il «rischio calcolato» invocato da Mario Draghi.

 

riaprono ristoranti anche la sera

I conti di Merler tengono conto dell’abbassamento della letalità del virus indotto dalle vaccinazioni. Grazie ai vaccini il Covid sta già uccidendo meno e a un certo punto diventerà paragonabile all’influenza stagionale, passando cioè dagli undici decessi su mille infetti, a uno. Una prima data ipotizzata dall’Ispi in questo senso è stata il 25 giugno. Ma tutto è legato al ritmo con cui procede la campagna vaccinale e, soprattutto, a chi viene immunizzato: vanno protetti prima i fragili. Palazzo Chigi, con il generale Francesco Figliuolo, conta di accelerare ancora sulle vaccinazioni, arrivando a proteggere al 25 maggio l’80% dei fragili. E le riaperture saranno graduali. Al di là dei conti, la consapevolezza del Cts è che adesso molto dipenderà dai comportamenti individuali. Altrimenti non resterà che richiudere....

 

sravizza@corriere.it

FRANCESCO PAOLO FIGLIUOLODRAGHI 8

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