raffaele minichiello il marine

IL MARINE VENUTO DALL’IRPINIA – VERCESI NARRA LA STORIA DI RAFFAELE MINICHIELLO, REDUCE DEL VIETNAM, AUTORE DEL PIÙ LUNGO DIROTTAMENTO AEREO: DA LOS ANGELES A NEW YORK, E POI IN IRLANDA; INFINE L’ATTERRAGGIO A ROMA - IL GIOVANE ITALO-AMERICANO HA LA FACCIA DI UN JAMES DEAN DI PROVINCIA E UNA STORIA PIÙ SIMILE A FORREST GUMP CHE A RAMBO

Carlo Baroni per www.corriere.it

RAFFAELE MINICHIELLO IL MARINERAFFAELE MINICHIELLO IL MARINE

 

In quell’America era bello starci, ma anche scappare via. Poteva succedere di tutto o non muoversi niente. Era il tempo di scendere in piazza o di ascoltare musica per una settimana. L’America che andava sulla Luna e quella che sprofondava nel fango del Vietnam. La bandiera a stelle e strisce sventolava in entrambi i luoghi. Impregnata di orgoglio e di odio. L’America di Raffaele Minichiello: già nel nome il destino da emigrante. Un Paese per farsi accettare, magari indossando una divisa. La sua era più pesante. Macchiata di sangue e di una guerra che era difficile da far capire a un americano, figuriamoci a chi lo stava diventando.

 

Il marine di Pier Luigi Vercesi (Mondadori) è la storia di un ragazzo che, forse, non amava né i Beatles, né i Rolling Stones. E che è passato alla storia per essere stato il primo a dirottare un aereo, tre mesi dopo lo sbarco sulla Luna, quando niente sembrava impossibile. Anche se lui sostiene che qualcuno ci aveva provato prima di lui. Però è solo il suo nome che è rimasto. Anche perché il suo resta il più lungo dirottamento: da Los Angeles a Denver, da Denver a New York, da New York a Bangor, nel Maine; poi Shannon, Irlanda; infine l’atterraggio a Roma. Totale: 10.941 chilometri. 

RAFFAELE MINICHIELLO IL MARINERAFFAELE MINICHIELLO IL MARINE

 

Era venuto via da un paesino del Sud Italia, Melito Irpino. L’anno, il 1963, e lui un adolescente. Qualche giorno prima la terra aveva tremato ancora. Ci dovevi convivere con il terremoto. Oppure decidere di andare via. Lontano. Dall’altra parte del mondo. In un posto da dove non ti veniva voglia di tornare. Chi emigrava diventava un altro. Come se cominciasse una nuova vita. Una seconda possibilità.

 

Nella sua casa in Irpinia non c’era neanche l’elettricità. Quelli che se ne erano già andati descrivevano gli Stati Uniti come il Paese del Bengodi. E pensare che non erano andati oltre New York. Raffaele aveva scavalcato un continente per finire a Seattle. Prima di Bill Gates, prima che diventasse un posto trendy. Gli Usa dove bastavano qualche idea e tanta buona volontà per farsi una casa e vivere senza preoccupazioni.

 

Raffaele si fa la solita trafila di chi chiede di avere poco, che è già meglio del niente che si lascia dietro. L’America ti dà sempre una possibilità, ma attento a non farti fregare. Sbagli e torni ad essere un paisà, l’italiano che, se va bene, vuol dire spaghetti e mandolino, altrimenti è solo mafia.

RAFFAELE MINICHIELLO IL MARINERAFFAELE MINICHIELLO IL MARINE

 

Raffaele ha la faccia di un James Dean di provincia e magari anche lo stesso destino contorto. La guerra è un’opportunità. Lui non si chiede se sia giusta o sbagliata. È il suo grazie al Paese che l’ha ospitato. Quelli della sua età gli sputano addosso. Ma sono i figli di papà che possono permettersi l’università e i capelli lunghi. Tanto a difendere i loro privilegi ci saranno sempre i fessi come Raffaele. Che magari ci credono, pensano che per il salto sociale basti imbracciare un fucile.

 

Ma il Vietnam non è solo parate e gesti eroici. I berretti verdi di John Wayne e gli assalti con gli elicotteri. Ci sono le stragi di civili. Quelli che il giorno prima ti ballavano sui piedi e ridevano se provavi a mangiare il riso. Il nemico che, visto da vicino, non ti viene più voglia di sparargli e capisci che cosa significa propaganda. Magari diventi qualunquista, ma almeno cerchi di aprire gli occhi.

 

Quando torna Raffaele non è più lo stesso, ma ci crede ancora. Adesso fa l’addestratore per le future reclute. La svolta è un impiegato sgarbato. Di quelli che ti rispondono male e a te basterebbe una parola cortese. Duecento dollari che ballano nella sua paga. Duecento dollari in meno e a lui questo non va giù. Non è per i soldi. Ma l’idea di essere preso in giro, considerato meno che niente.

 

RAFFAELE MINICHIELLO IL MARINERAFFAELE MINICHIELLO IL MARINE

Così li ruba dallo spaccio. C’è la denuncia. E poi la possibile, probabile corte marziale. Fango sulla divisa che non viene via. Un errore e tutto il buono fatto prima non conta più niente. La vita è ingiusta, pensa Raffaele. E chissà forse i ragazzi di Woodstock, che a lui sembravano un po’ storditi, hanno capito tutto. Il mondo è dei furbi. Che non sono mai intelligenti.

 

Per questo le cose girano sempre nella maniera sbagliata. Quando sale sul volo Los Angeles-San Francisco, ha in mente tutto, ma non sa niente. Ha un fucile che mette paura e la sorpresa è così grande che si fatica a pensare al peggio. Dicono che persino una hostess, Tracey Coleman, si innamori di lui. Pensano sia un pazzo, un ex marine svalvolato. L’aereo torna a «casa».

IL MARINE VERCESIIL MARINE VERCESI

 

Sbarca a Roma, Raffaele chiede un’auto e fugge. Lo catturano nel santuario del Divino Amore, riconosciuto da un sacerdote. Ha la fortuna di incontrare un poliziotto sicuro di poterlo prendere senza andare per le spicce che vuol dire sparare, uccidere. Anni dopo diranno che è stato un gesto da Rambo, a Vercesi ricorda più Forrest Gump. L’ingenuità, il candore di chi cambia la storia con gesti lievi e dirompenti.

VERCESI VERCESI

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO A GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO