divorzio e affidamento degli animali

MOGLIE E MARITO DOVRANNO GESTIRE L'UCCELLO (MA ANCHE IL CANE E IL GATTO) - IN SPAGNA, DAL 5 GENNAIO GLI ANIMALI DOMESTICI NON SARANNO PIÙ CONSIDERATI "OGGETTI" MA ESSERI SENZIENTI E QUINDI NEI CASI DI DIVORZIO SI DOVRÀ RAGGIUNGERE UN ACCORDO SUL LORO AFFIDAMENTO - FINORA, I GIUDICI ASSEGNAVANO AUTOMATICAMENTE LA CUSTODIA A CHI AVEVA REGISTRATO L'ANIMALE, SENZA CONSIDERARE I LEGAMI AFFETTIVI NÉ LE NECESSITÀ FAMILIARI, MENTRE ADESSO...

divorzio e affidamento degli animali 1

Andrea Marinelli per il “Corriere della Sera”

 

In Spagna, dal 5 gennaio, gli animali domestici non sono più considerati oggetti con un proprietario, ma esseri senzienti: nei casi di divorzio i giudici dovranno quindi valutarne il benessere, come già avviene in Francia e Portogallo, una riforma del codice civile che farà aumentare gli affidamenti congiunti di cani e gatti. 

 

Già nel 2016, un articolo del País notava che i tribunali spagnoli si trovavano sempre più spesso alle prese con battaglie legali sulla custodia degli animali, scontri che potevano avere esiti «traumatici quasi paragonabili» ai casi che coinvolgono i figli. 

divorzio e affidamento degli animali 2

 

Finora, infatti, i giudici assegnavano quasi automaticamente la custodia a chi aveva registrato l'animale, senza considerare i legami affettivi né le necessità familiari: il codice civile spagnolo definiva gli animali «proprietà personali» e un avvocato che voleva ottenere l'affidamento doveva soltanto dimostrare che il proprio cliente ne era proprietario, dando così un vantaggio a chi aveva registrato il proprio cane o un gatto. 

CANE DIVORZIO

 

Nel 2010, però, una prima sentenza aveva spianato la strada alla riforma: una donna si era rivolta al tribunale per ottenere l'affidamento congiunto del cane di 9 anni, che l'ex compagno non le faceva più vedere dopo la rottura. Il giudice, stabilendo un precedente legale, glielo aveva garantito. 

 

«Gli animali sono parte della famiglia, e quando c'è una separazione il loro destino va regolato come quello degli altri membri», sostiene oggi l'avvocatessa Lola Garcia, che in ottobre, con il suo studio legale Rights&Animal, ha ottenuto una sentenza storica per i diritti degli animali in Spagna. 

 

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Una coppia non sposata di Madrid, dopo essersi lasciata, si era rivolta al tribunale per decidere chi avrebbe dovuto tenere il cane: il giudice ha stabilito che l'animale avrebbe dovuto alternarsi ogni mese, e che entrambi ne sarebbero stati legalmente responsabili. 

 

Una sentenza che ha fatto giurisprudenza: la norma approvata il 5 gennaio dal governo socialista di Pedro Sánchez con il sostegno di Podemos stabilisce infatti che il proprietario deve «garantire» il benessere del proprio animale e che se un membro della coppia ha avuto problemi di maltrattamenti ne perderà automaticamente la custodia. 

 

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Il giudice dovrà insomma stabilire con chi l'animale potrà vivere meglio, basandosi soprattutto sulle sue necessità: chi ha una situazione finanziaria migliore, o ha già ottenuto la custodia dei figli, avrà quindi maggiori possibilità di poter continuare a vivere con il proprio cane, gatto, tartaruga o pesce rosso.

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