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IN VINILE VERITAS - LA NOVITA’ DISCOGRAFICA DEL 2015? I GRANDI CLASSICI VENDONO MEGLIO DELLE NUOVE STAR - ASSIEME AGLI ALBUM “VECCHI”, BOOM DEL VINILE E TORNANO LE CASSETTE - RITROVANO UN RUOLO ANCHE I “VECCHI” NEGOZI DI DISCHI

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Ernesto Assante per “la Repubblica”

 

LA vera novità discografica del 2015? Non è nuova. Quello appena concluso è stato l’anno della rivincita del “vecchio”, meglio se in vinile: per la prima volta nella storia, le vendite degli album di catalogo, realizzati anni fa e ristampati o ancora in circolazione, negli Usa hanno superato le vendite degli album nuovi.

 

Non di poco: gli album di catalogo hanno venduto 122,8 milioni di copie contro i 118,5 di quelli nuovi. Un sorpasso storico, un piccolo evento che racconta come stia cambiando il consumo della musica, dato curioso soprattutto se messo accanto a quello delle tracce digitali, dove ugualmente quelle vecchie hanno superato le nuove, e quello dei cd, dove il dato si ripete.

 

Nostalgia? No, perché il pubblico della musica registrata, quello che spende per acquistarne in ogni forma (cd, streaming, vinile, download) è fatto soprattutto di giovani, la fascia d’età dai 14 ai 35 anni, un pubblico che per motivi evidenti ha avuto un rapporto solo occasionale con quello che viene comunemente definito “classic rock” e invece è cresciuto con musica digitale, videoclip e internet.

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«Non è nostalgia» sottolinea Maurizio Blatto, che dirige un negozio indipendente di musica, Backdoor, a Torino, «i giovani si avvicinano al classic rock con curiosità, per loro ha un fascino enorme ed è fortemente evocativo, si accostano ai Led Zeppelin o ai Beatles per imparare e perché sanno di andare a colpo sicuro e trovare buona musica, mentre orientarsi nella gigantesca offerta musicale odierna è piuttosto difficile».

 

Vecchi e sicuri, è difficile che i dischi di catalogo deludano chi li compra. E mentre i più adulti hanno in casa le loro collezioni in vinile o in cd, sono i giovani e giovanissimi a riscoprire Dylan, gli Stones, Michael Jackson o gli Earth Wind and Fire, a preferire le certezze di dischi passati alla storia a album che tra quattro o cinque mesi saranno già dimenticati.

ALTA FEDELTA DISCHIALTA FEDELTA DISCHI

 

A leggere i dati resi noti dalla Nielsen nel suo 2015 Music Report è chiaro che a guidare la “resurrezione” della musica d’un tempo è il rock, che domina negli album, con il 33% delle vendite, alla pari con il pop anche nella vendita di singole tracce digitali. E mentre le vendite dei cd e degli album digitali diminuiscono, rispettivamente, del 10,8% e del 2,9%, a crescere quasi del 30% sono le vendite dei “vecchi” dischi in vinile, dove il rock domina incontrastato - 68% del totale.

 

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La cosa curiosa è che torna sul mercato anche la vecchia audiocassetta, non solo nei negozi più trendy (Urban Outfitter, per citare un marchio amato dai più giovani, vende solo dischi in vinile e cassette).

 

Il fenomeno è nato in America, nei circuiti indie e underground, ma ha anche un motivo pratico: molti teenager americani (in Usa la patente si prende a 16 anni) hanno acquistato la loro prima auto usata, spesso un modello che aveva ancora la vecchia autoradio con le cassette. E hanno dato vita a un mercato che prima era “vintage”, ora è fatto di cassette con gli ultimi successi fino alla Sub Pop che ora ristampa tutti gli album storici in cassetta.

 

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Assieme agli album “vecchi” ritrovano un ruolo anche i “vecchi” negozi di dischi, come Backdoor appunto: «Chi è sopravvissuto alla morìa degli anni scorsi non vive il proprio come un “punto vendita” ma come come un luogo di aggregazione», racconta Blatto, «una via di mezzo tra una bocciofila e una biblioteca.

 

ALTA FEDELTA DISCHIALTA FEDELTA DISCHI

Ci si diverte, si parla di musica, si incontrano appassionati. Quando si viene da me si acquista musica ma anche una mezzora di buon tempo. Come in Alta fedeltà di Nick Hornby: nascono amicizie, vado a pranzo con i clienti, e si ama la musica».

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