stupro violenza sessuale

“IO, STUPRATA DA UN NORDAFRICANO DAVANTI AL VIMINALE”, LA DENUNCIA DI UNA BADANTE ITALIANA 54ENNE - POCO CHIARE LE RIPRESE VIDEO - LA DONNA HA CENATO CON L'UOMO: “SEMBRAVA GENTILE. DOPO E’ COME IMPAZZITO. QUANDO IL LOCALE HA CHIUSO LUI MI HA SPINTA CONTRO I TAVOLINI DEL BAR E …”

Alessia Marani per il Messaggero

viminale

 

 

 «Quell' uomo, nordafricano, prima mi ha chiesto di cenare insieme, dopo siamo rimasti a parlare un po', ma all' improvviso mi ha spinto contro i tavolini del ristobar nascosti sotto un grosso ombrellone e mi ha violentata. Il locale era chiuso ormai, non c' era più nessuno. È stato un incubo, mi ha portato via anche 70 euro. Non riuscivo a liberarmi dalla sua presa, ero impietrita, forse sono svenuta».

 

 Il racconto choc è di V. S., una badante italiana di 54 anni, che alle tre della notte tra mercoledì e giovedì si è materializzata come un fantasma, sanguinante, davanti alla rampa che conduce all' ingresso del Viminale, il palazzo sede del Ministero dell' Interno nel cuore di Roma, chiedendo aiuto all' agente di guardia. Il poliziotto ha chiamato il 118, la donna è stata trasportata all' ospedale San Giovanni in codice giallo, aveva un' emorragia e contusioni sulle gambe. In pronto soccorso è stato attivato per lei il cosiddetto protocollo rosa, i medici le hanno riscontrato una lacerazione vaginale e i segni di un rapporto sessuale consumato.

 

La denuncia di stupro ora è al vaglio degli agenti della Squadra Mobile capitolina, diretti da Luigi Silipo, e del Commissariato Viminale. Ci sono punti nel racconto reso dalla signora che agli investigatori appaiono «poco coerenti» e su cui sono in corso approfondimenti: le conclusioni convoglieranno insieme con gli altri atti sul tavolo del pm Stefano Pizza, del pool reati sessuali della Procura. In particolare la polizia sta visionando le immagini delle numerose telecamere della zona e, soprattutto, i frame della videocamera del ristorante ai piedi del Viminale, posizionata proprio al centro degli ombrelloni, che riprenderebbe, almeno parzialmente, i due. Non sembrerebbero emergere scene di particolare violenza, ma la donna sembrava pietrificata, come se fosse bloccata dalla paura.

 

stupro

CENA E BEVUTE La badante ha tentato di fornire un identikit del suo aguzzino, di origine nordafricana, descrivendolo dapprima sui trent' anni d' età, salvo poi indicarlo successivamente come più grande, quasi coetaneo.

 

Ha raccontato di averlo conosciuto martedì nella zona della stazione Termini e di aver accettato un appuntamento per il tardo pomeriggio di mercoledì nei pressi del Viminale. «Quando ci siamo rivisti mi ha detto di avere fame e mi ha chiesto di mangiare qualcosa insieme. Sembrava gentile, ma dopo è come impazzito». La donna ha pagato la cena, tutto sembrava scorrere tranquillamente. I due hanno bevuto abbastanza, lui le rabboccava il bicchiere.

 

stupro

La violenza si sarebbe consumata intorno alla mezzanotte. Nessuno, né i residenti del palazzo, né automobilisti e passanti avrebbero udito urla o richieste di aiuto. Il ristorante, però, si trova in una posizione arretrata rispetto alla strada principale, via Agostino Depretis, e gli ombrelloni accostati tra loro ben custodiscono alla vista esterna chi è seduto ai tavoli posizionati proprio ai piedi della cancellata del Viminale. L' sos è arrivato dopo tre ore.

 

S.V. ha denunciato anche di essere stata rapinata: «Mi ha sfilato 70 euro dal portafogli». La donna era terrorizzata e molto confusa quando è arrivata in ospedale. La polizia ha raccolto la denuncia alle sei del mattino. Il suo profilo - dicono gli investigatori - appare fragile.

 

Molti anni fa la famiglia ne denunciò la scomparsa da casa, ma poi fu ritrovata. Da un po' di tempo aveva trovato lavoro come badante nella zona dell' Esquilino. Non distante da qui, nell' ottobre del 2016 una turista australiana di 49 anni venne abbordata in un bar vicino a Termini, poi rapinata e violentata da un romeno in un angolo del Colle Oppio. Lo stupratore venne arrestato e condannato a 12 anni di carcere. Ieri è successo ancora, sempre in pieno centro di Roma.

stupro 4

 

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)