vladimir putin alexei navalny

SCAMBIO DI PRIGIONIERI O AVVELENAMENTO? “MORTE IMPROVVISA” O TROMBOSI? LE IPOTESI SULLA MORTE DI ALEXEI NAVALNY SI MOLTIPLICANO E IL CREMLINO, CHE DICE DI AVER APERTO “UN’INCHIESTA”, GIOCA AD ALIMENTARE IL MISTERO: IL CORPO NON È ACCESSIBILE ALLA FAMIGLIA ED EVIDENTEMENTE C’È QUALCOSA DA NASCONDERE – NAVALNY DA TEMPO TEMEVA DI ESSERE SOTTOPOSTO A UN LENTO AVVELENAMENTO E AVEVA COMINCIATO A DIRE AI SUOI ASSOCIATI CHE GLI VENIVANO FATTE DELLE INIEZIONI – IL VIDEO DELLA MOGLIE YLIA: “CONTINUERO’ IL SUO LAVORO”

 

manifestazioni dopo la morte di alexei navalny 5

CREMLINO, 'INCHIESTA SULLA MORTE DI NAVALNY IN CORSO'

(ANSA) - L'inchiesta sulla morte di Alexei Navalny è ancora in corso e per il momento non ci sono risultati. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalle agenzie russe.

 

CREMLINO RESPINGE 'DICHIARAZIONI ROZZE' SU MORTE NAVALNY

(ANSA) - Il Cremlino ritiene inammissibile le dichiarazioni "rozze" da parte dei Paesi occidentali sulla morte di Alexei Navalny fino a quando i risultati delle indagini non saranno resi pubblici. Lo ha detto il portavoce, Dmitry Peskov, citato dalle agenzie russe.

 

alexei navalny

CREMLINO, NON C'ENTRIAMO CON L'ACCESSO AL CORPO DI NAVALNY

(ANSA) - Il Cremlino non ha competenza in merito all'accesso dei parenti alla salma di Alexei Navalny. Lo ha affermato il portavoce, Dmitry Peskov. "Non siamo coinvolti in questa questione, questa non è una funzione dell'amministrazione presidenziale", ha detto il portavoce, citato dall'agenzia Tass.

 

GERMANIA, SANZIONI UE TERRANNO CONTO DELLA MORTE DI NAVALNY

manifestazioni dopo la morte di alexei navalny 3

(ANSA) - "Stiamo adottando il tredicesimo pacchetto di sanzioni" contro la Russia, che terrà conto anche delle conseguenze della morte del dissidente russo Alexei Navalny. Così la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, arrivando al Consiglio Affari Esteri a Bruxelles. "Siamo alle battute finali, speriamo di portarlo a termine presto" ha aggiunto, specificando che le misure sanzionatorie riguarderanno anche i droni.

alexei navalny vladimir putin

 

"Il presidente russo - ha aggiunto - sta agendo contro la libertà, la libertà dell'Ucraina, ma anche contro la libertà del suo stesso Paese. Alexei Navalny ha dovuto pagare con la vita questa brutalità contro la libertà in Russia. I nostri pensieri non sono solo con la sua famiglia, con le tante, tantissime persone coraggiose intorno ad Alexei Navalny che si battono per la libertà in Russia, ma saremo anche qui oggi con Yulia Navalnaya qui a Bruxelles, perché lo spirito di libertà non può mai essere messo a tacere per sempre".

 

UNGHERIA, SANZIONI CONTRO MOSCA UNA SOLUZIONE DI FACCIATA

ultimo video di alexei navalny dal carcere 2

(ANSA) - "L'Unione europea, affetta da psicosi bellica, intende solo obbedire a Washington, ai media liberal e alle Ong varando l'ennesimo pacchetto di sanzioni" contro la Russia "certamente del tutto inutile, che serve solo come una soluzione di facciata" in concomitanza con il secondo anniversario della guerra in Ucraina. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, presente al Consiglio Affari Esteri a Bruxelles. Budapest ha bloccato finora l'approvazione del tredicesimo pacchetto di sanzioni Ue. Silenzio sulla morte di Alexei Navalny, su cui non v'è stata alcuna reazione da parte del governo di Orban.

alexei navalny vladimir putin

 

IL CALVARIO DI NAVALNY

Estratto dell’articolo di Jacopo Iacoboni per “La Stampa”

 

Il corpo di Navalny presentava lividi che «suggeriscono che sia stato trattenuto giù durante forti convulsioni e poi sottoposto a compressioni toraciche». Lo sostengono con Novaya Gazeta diversi testimoni locali di Salekhard, la piccola città vicino alla colonia penale Ik-3, il terrificante "Lupo polare", dove era rinchiuso il dissidente più temuto da Putin. Tra loro anche una fonte nel servizio ambulanze.

alexei navalny

 

[…] Quel tipo di lividi si attaglierebbe benissimo a convulsioni dovute a un agente della classe novichok, a cui se ne aggiunge uno in particolare, compatibile con un massaggio cardiaco praticatogli nel tentativo di rianimarlo.

 

Bisogna usare il condizionale, naturalmente, perché il corpo di Navalny non c'è, e non ci sarà a breve. Perché aspettare ancora […]? Segni di eventuali torture, o pressioni, o compressioni fisiche, non sparirebbero, quello che invece degrada e sparisce - di solito dal quarto quinto giorno in poi - sono le tracce di un veleno derivato dal novichok, nell'ipotesi che Navalny sia stato avvelenato una seconda volta. Questa volta fino ad ammazzarlo.

 

L'ipotesi non è accademica, ma ogni giorno si aggiungono tasselli coerenti con questa possibilità. […] hanno cominciato a parlare diverse fonti a Salekhard, la città vicino alla colonia penale dov'era rinchiuso Navalny.

vladimir putin

 

Secondo loro, il corpo non è stato portato all'obitorio standard per i prigionieri morti nel "Lupo polare". I coroner locali hanno rifiutato di eseguire l'autopsia, cosa che può avere due spiegazioni: o Mosca ha ordinato di aspettare, o loro temevamo quello che avrebbero trovato, e che sarebbero stati puniti per aver rivelato la vera causa della morte.

 

Molto meglio non sapere. Fino a che sarà possibile (fino a che le tracce di un veleno possano scomparire?). Due voli non programmati sono atterrati a Salekhard, probabilmente con a bordo otto funzionari dei servizi segreti e del Servizio penitenziario che si sarebbero occupati dell'esame. Ossia dell'occultamento delle prove. Spesso in Russia chi assassina e chi fa gli esami sono la mano destra e la mano sinistra.

alexei navalny

 

[…]  la sera prima del giorno in cui ufficialmente Navalny è morto, c'è stato grande trambusto alla colonia penale, come se qualcosa stesse accadendo. Erano già arrivate almeno tre macchine. Il Times scrive che funzionari del Fsb sono stati in visita al "Lupo polare" due giorni prima della morte ufficiale, e hanno «proceduto a scollegare e smantellare alcune telecamere di sicurezza e dispositivi di ascolto».

 

IL TE' DI VLADIMIR PUTIN

[…] Possibili capri espiatori sono al momento due. Uno è il responsabile medico della colonia, Alexei Lysyuk. Il medico 39enne che già è stato più volte oggetto di attenzione da parte delle forze dell'ordine. Secondo ex detenuti del "Lupo polare", nel centro medico diretto da Lysyuk c'erano solo analgesici, e lui per usare un eufemismo, «non brillava per talento medico», sostiene il canale telegram Cheka-Ogpu.

 

MANIFESTAZIONE PER Alexei Navalny

Il secondo capro espiatorio ha un profilo più interessante: si chiama Vadim Kalinin, è lui a capo dell'IK-3 dal 2021, già condannato per abuso di potere. Il reato però fu amnistiato. Suo figlio, Danil Kalinin, si vanta di essere un ufficiale del Fso, il servizio di sicurezza presidenziale del Cremlino.

 

Ieri Bild ha scritto che prima della morte di Navalny si era ipotizzato che Mosca potesse puntare - con la Germania e gli Stati Uniti - a scambiare Navalny con Vadim Krasikov (un membro dei servizi russi autore dell'assassinio di un ribelle ceceno georgiano a Berlino).

VLADIMIR PUTIN VI OFFRE UNA TAZZA DI TE'

 

Ma la cosa appare improbabile: Putin nella recentissima intervista con Tucker Carlson aveva menzionato Krasikov in risposta a una domanda sulla possibile liberazione di Evan Gershkovich, del Wall Street Journal, e appariva frustrato dal non riuscire a riaverlo.

Quello che è certo è che Navalny temeva di essere sottoposto a un lento avvelenamento. Una morte in slow motion. A un certo punto aveva cominciato a dire ai suoi associati che gli venivano fatte delle iniezioni, ma gli veniva impedito di scoprire cosa c'era nelle siringhe. Il suo team temeva che fosse di nuovo avvelenato.

alexei navalny in carcere alexei navalnyalexei navalny in carcereAlexei Navalny

Ultimi Dagoreport

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”