badante anziano

FRATELLI D’OSPIZIO - ITALIA SEMPRE PIU’ ANZIANA E WELFARE INSUFFICIENTE: E’ BOOM DI BADANTI (+42%) - COLLABORATORI DOMESTICI A QUOTA 900MILA, IN VETTA CI SONO I RUMENI MA I NOSTRI CONNAZIONALI SONO IN AUMENTO (+10%) - A ROMA RECORD DI COLF: 118MILA

Claudio Marincola per il Messaggero

 

BADANTI ROMENEBADANTI ROMENE

C’è una zona grigia del mercato del lavoro. Un settore che mette insieme 886.125 lavoratori domestici, per lo più donne Un esercito di badanti che avanza, destinato nei prossimi 15 anni a toccare picchi sempre più alti. Un fenomeno in netta controtendenza rispetto ad altri dati sull’occupazione meno incoraggianti che va di pari passo con l’invecchiamento della popolazione e con il calo demografico. Ma prolifera e si alimenta grazie ai tagli alla spesa pubblica. Meno welfare, più colf e più badanti? L’Associazione nazionale delle famiglie datori di lavoro domestico, la Domina, ha presentato un dossier, riflettori su un mondo inesplorato, pieno di ombre e di lavoro nero, che solo dal 2013 è regolamento da un CCNL. Il quadro che ne esce descrive un cambiamento economico e sociale, poco meno di una mutazione antropologica.

 

BADANTIBADANTI

Basti dire che dal 2007 al 2015 il numero complessivo dei lavoratori domestici è cresciuto mediamente del 42%. I dati, incrociati ed elaborati con le banche dati Inps, rilevano che nel 2015 le famiglie italiane abbiano speso per i i loro collaboratori, 57,6% colf, 42,4% badanti, circa 7 miliardi di euro e di questi almeno 1 miliardo in contributi versati allo Stato. Il lavoro domestico è una prerogativa molto italiana, rappresenta il 3,5% di tutti gli occupati contro una media europea che si ferma all’1%. E’ un welfare fatto in casa che ha effetti positivi sia per la tutela dei lavoratori che per le casse dello Stato in un settore che per vocazione si rivolge prevalentemente alle donne.

 

 

colf e badanticolf e badanti

Fatto salvo che non tutte le famiglie possono permettersi una badante e che spesso l’unica assistenza consentita è un welfare fai da te, resta l’entità del fenomeno. Con l’altra faccia della medaglia: la possibilità economica per poco meno di un milione di datori di lavori di offrire un contratto a un collaboratore domestico. Come sarà il futuro? Un mondo di colf e badanti pronte a prendersi cura di noi. L’identikit delle nostre future frequentazioni non riserba particolari sorprese: il 20,5% proviene dalla Romania; 17,1 Italia; 9,1% Ucraina, 6,6% Filippine e 6,2% Moldavia. Restano escluse dunque le africane (solo il 3,3%) che pure rappresentano la nazionalità di provenienza delle quasi totalità dei flussi migratori. L’età media del datore di lavoro si aggira intorno ai 62 anni, e per il 52% dei casi si tratta di uomini.

 

COLF 2COLF 2

Fanno bene i nostri giovani insomma a super specializzarsi e a pluri-laurearsi. Ognuno deve seguire fino in fondo le proprie ambizioni. Sarà utile però sapere che, citiamo sempre il dossier realizzato da Domina, ipotizzando un saldo migratorio pari a zero, la popolazione over 65 nel 2030 aumenterebbe di 2,6 milioni, passando sdal 21,7% al 27,5%. Tradotto in badanti, vuol passare da 375 mila a 470 mila, un aumento del 25%. Se si pensa che all’ultimo concorso per 40 posti da infermiere al Policlinico Umberto I di Roma si sono presentati in 1.750 forse vale la pesa di farci un pensierino. L’assunzione nel 63% dei casi è molto informale, avviene per conoscenza diretta o passaparola, solo nel 36,1% dei casi ci si rivolge a istituzioni o enti locali. Il 15,2 delle “collaboratrici familiari” assunte ha meno di due anni di esperienza. Il 48,1% dai 3 ai 7 anni e solo il 36,7% oltre gli 8 anni. Dal 2008 al 2015 l’assunzione di “assistenti familiari” italiane è aumentato del 10% a discapito delle lavoratrici provenienti dall’Europa dell’Est.

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La ricerca è stata condotta analizzando un campione di 12 mila contratti di lavoro. Roma è rimasta un’osservata speciale: è la prima provincia per concentrazione di colf e badanti, ben 118 mila registrate all’Inps. «In Centro Italia, così come in Lombardia – analizza i dati il segretario di Domina Lorenzo Gasparrini – il numero dei lavoratori domestici in rapporto agli abitanti è molto al di sopra delle media nazionale, il 21%. Insieme alla Lombardia costituisce un campo di indagine prezioso per capire i cambiamenti in atto nel settore, una finestra sulle dimensioni futuro che ci consente di individuare le esigenze delle famiglie. E le grandi città come Roma rappresentano una cartina di tornasole fondamentale».

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