SHADAT HOSSAIN, RICERCATO DALLA POLIZIA PER AVER MASSACRATO A COLPI DI MANNAIA UNA FAMIGLIA DI BENGALESI A ROMA, SI VANTAVA SUI SOCIAL DEL SUO IMPEGNO POLITICO IN FAVORE DEL PARTITO NAZIONALISTA DEL BANGLADESH. IL KILLER ESIBIVA LA SUA VICINANZA CON ESPONENTI VICINI AL PREMIER BENGALESE TARIQUE RAHMAN - L’UOMO AVEVA UN’OSSESSIONE PER KAMALA, LA DONNA CHE HA AMMAZZATO INSIEME AL MARITO E ALLA FIGLIA DI 8 ANNI - LA POLIZIA LO STA CERCANDO DAPPERTUTTO E AUMENTANO I SOSPETTI CHE POSSA AVER RICEVUTO AIUTI PER VIA DELLA SUA MILITANZA POLITICA…
Estratto dall’articolo di Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera”
Amir Hossain Uddin Babul è cosciente e vigile, al Policlinico Gemelli. Sa cosa è successo alla sua famiglia ma non può incontrare ancora nessuno.
A informarsi sulle sue condizioni ci sono anche i poliziotti che indagano sulla strage di via Montiglio, a Casalotti, dove venerdì sera Shahadat Hossain, 43enne aspirante sindacalista e politico, tuttora ricercato, gli ha ucciso a colpi di mannaia la sorellina Islam Arowa, di otto anni, la madre Jahan Hosne Momotay e il padre Kamal, di 38 e 39, originari del Bangladesh. [...]
Gli agenti presidiano l’ingresso del reparto: una precauzione nel caso, comunque remoto, che Hossain si presenti. Un personaggio discusso nel quartiere, non solo perché assiduo frequentatore della casa di Kamal per cercare un approccio con la moglie, che lo ha più volte respinto, e descritto sui social come «uno cattivo e violento con le donne» da un suo ex collega in una frutteria, ma anche per il suo pseudo impegno politico, in favore del Partito nazionalista del Bangladesh ora al governo, del quale scrive spesso su Facebook.
Pubblicando foto insieme con esponenti di spicco del partito e con i rappresentanti del Pnb in Italia, nonché con quelli appena nominati dal premier Tarique Rahman nel suo Paese d’origine. «Sono responsabile dell’organizzazione del partito», raccontava il 12 maggio scorso. Da capire se fosse vero o oppure no.
Negli ultimi tre mesi Hossain ha postato numerosi commenti anche sulle questioni italiane, accusando il 29 maggio i medici e gli infermieri del Gemelli di Roma di «dormire dentro mentre i pazienti aspettano fuori seduti. Il mio Paese è migliore nelle cure. Ho aspettato quattro ore prima di vedere un medico, questi sono i Paesi umanitari». Una settimana prima, sulla tragedia di Ramisa — la studentessa modello di otto anni, come Arowa, torturata, violentata e uccisa da un vicino di casa alla periferia di Dacca, in Bangladesh — aveva scritto: «Questi animali dovrebbero essere massacrati».
E tre giorni dopo aveva pubblicato il video del primo condannato a morte, nel suo Paese, per stupro.
La Squadra mobile cerca Hossain dappertutto. [...] Ma il sospetto è anche che possa aver ottenuto aiuto da qualcuno che conosce, messo in soggezione dall’influenza millantata sui social da Hossain. [...]
famiglia del bangladesh uccisa a roma - tracce di sangue - quartiere casalotti
famiglia del bangladesh uccisa a roma - quartiere casalotti
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