pamela mastropietro oseghale

L'ALTRA AUTOPSIA SU PAMELA MASTROPIETRO: “COLPITA ALLA TEMPIA PRIMA DELLA MORTE” (MA NON E’ DA ESCLUDERE LA TESI DELL'AGGRESSIONE CON DELLE COLTELLATE AL PETTO) - ORA PRENDE PIEDE L'IPOTESI DI UNA FINE VIOLENTA A CAUSA DI UN CORPO CONTUNDENTE - IL MEDICO LEGALE RACCONTA L’ORRORE DELL’AUTOPSIA DURATA CINQUE ORE: “UN ESAME SCONVOLGENTE. NESSUN TAGLIO E’ STATO FATTO A CASO"

PAMELA MASTROPIETRO

1 - L'ALTRA AUTOPSIA SU PAMELA «COLPITA ALLA TEMPIA PRIMA DELLA SUA MORTE»

Fabrizio Caccia per il Corriere della Sera

 

«Ci metteremo un po' di tempo ma riusciremo a chiarire tutto, questo è sicuro, lo dobbiamo innanzitutto a Pamela». Alla fine di una giornata lunghissima, cinque ore è durata la nuova autopsia, il professor Mariano Cingolani, un curriculum enorme (in passato ha seguito anche i casi di Eluana Englaro, Marco Pantani e Meredith Kercher) è appena rientrato nel suo ufficio all' Istituto di medicina legale dell' Università di Macerata: «Ci stiamo approssimando sempre di più verso la chiarificazione di questa ipotesi», dice. Quale ipotesi, professore? Morte violenta? «Ci sono dati a conforto di questa ipotesi», conferma lui.

INNOCENT OSEGHALE

 

Sul corpo di Pamela Mastropietro - spiega il medico legale - ci sono segni di «applicazione di violenza sicuramente in condizioni di vitalità». Quando la ragazza era ancora viva, cioè, «è stata applicata energia» con «un corpo contundente» alla sua tempia. Colpo mortale, colpo decisivo? Di sicuro, ragiona Cingolani, «non è indifferente» aver trovato quel segno. Davanti a tre cronisti, per quasi mezz' ora, il medico legale racconta la «sconvolgente» autopsia, così la definisce, eseguita ieri mattina all' obitorio dell' ospedale di Santa Lucia.

PAMELA MASTROPIETRO CON LA MADRE ALESSANDRA VERNI

 

Sconvolgente perché «nessun taglio è stato fatto a caso», afferma il professore. E non sarà facile accertare per esempio la violenza sessuale sulla vittima. Oppure capire se anche le due ferite che Pamela presenta all' altezza del fegato siano state inferte quando lei era viva, come pure sembrerebbe, o meno.

 

INNOCENT OSEGHALE

Una cosa è certa: «Il mezzo usato è stato identificato», dice Cingolani. Sarebbe proprio uno dei coltelli ritrovati in via Spalato, nell'appartamento di Innocent Oseghale, il nigeriano accusato di aver fatto tutto questo insieme a un complice. Ieri è stato deciso, in sede autoptica, di fare anche una Tac alla testa della ragazza per verificare se è stata strangolata.

 

Il procuratore capo di Macerata, Giovanni Giorgio, ha dato a lui e al tossicologo Rino Froldi venti giorni di tempo per completare i test. «Ora gli esami continueranno - aggiunge il professor Cingolani -. Può anche essere che in una fase successiva scopriremo che la morte è arrivata per entrambe le cause, anche quella chimica», l' overdose di eroina, cioè, che Pamela Mastropietro aveva comprato la mattina di martedì 30 gennaio allo Stadio dei Pini di Macerata prima di salire nell' appartamento di Oseghale. Il corpo della ragazza è stato poi ritrovato il 31 gennaio in due valigie abbandonate nelle campagne tra Casette Verdini e Pollenza, in provincia di Macerata.

PAMELA MASTROPIETRO E LA MADRE ALESSANDRA VERNI

 

«Di sicuro - conclude - posso dire che l' occhio clinico serve sempre, ma la medicina legale ormai è molto cambiata, si è evoluta tantissimo e grazie alla tecnologia di cui disponiamo arriveremo, perciò, alla verità».

 

2 - ARRIVA LA CONFERMA DELL’ORRORE

Fabio Amendolara per “la Verità”

 

INNOCENT OSEGHALE

La seconda autopsia sui resti della povera Pamela Mastropietro, la ragazza fatta a pezzi e infilata in due trolley dopo aver lasciato la comunità per tossicodipendenti Pars di Corridonia, non ha restituito agli investigatori risultati utili a chiarire le cause della morte, ma ha fornito un dato interessante: la mano che l' ha tagliata ed eviscerata era precisa come quella di un esperto.

 

Il corpo di Pamela, insomma, è stato sezionato in modo scientifico. E così, anche se non viene né confermata né smentita dagli investigatori, a molti è tornata alla mente la pista dell' omicidio rituale. A causa del l' assenza di sangue e altro materiale biologico, però, pare non sia stato possibile accertare altro. Anche questa volta. E così i «dati equivoci», come li aveva definiti con evidente imbarazzo il capo della Procura di Macerata Giovanni Giorgio, si sono riproposti.

 

LA MORTE DI PAMELA MASTROPIETRO

La prima perizia medico legale, che aveva creato confusione sulle cause della morte, non era giunta a una conclusione ben precisa. E divideva le possibilità esattamente in due: 50 per cento overdose, 50 per cento coltellata al torace. «La prima relazione è stata redatta troppo velocemente», aveva ammesso il procuratore Giorgio davanti ai cronisti della trasmissione Rai Chi l' ha visto?.

 

Ma il magistrato non poteva immaginare che anche la seconda autopsia sarebbe finita in un flop. Alle 14 di ieri, dopo quattro ore di attività tecniche, l' anatomopatologo Mariano Cingolani, i suoi assistenti Dora Mirtella e Roberto Scendoni, il tossicologo Rino Froldi e il criminologo Mauro Mazza, sono usciti dall' obitorio.

INNOCENT OSEGHALE - LA MORTE DI PAMELA MASTROPIETRO

 

Due ore dopo è arrivato il comunicato ufficiale della Procura: «I primi esiti degli espletati accertamenti medico legali non hanno consentito di raggiungere risultati altamente significativi sul piano probatorio». Nulla di fatto. Per la seconda volta. L'unico dato, ancora una volta atroce, a dire dei medici legali, resta quello che vede la povera Pamela «sezionata in modo apparentemente scientifico». E si torna al punto di partenza: chi è il macellaio? Con il pool di esperti c' erano gli avvocati difensori dei due indagati nigeriani che si rimpallano le responsabilità: Innocent Oseghale e Desmond Lucky.

 

Il primo, detenuto in carcere per le accuse di vilipendio e occultamento di cadavere, sostiene di essere salito a casa sua insieme alla ragazza e all'amico Lucky e di aver visto Pamela iniettarsi la droga, sentirsi male e stramazzare a terra. A quel punto, stando alla sua versione, spaventato, sarebbe fuggito di casa, scaricando le responsabilità sull'altro nigeriano.

 

pamela mastropietro

«No, non sono stato io, non sono stato a casa di Innocent, io a madame non ho fatto queste cose», ha riferito in un italiano stentato Lucky al Corriere adriatico dalla sala scommesse in cui butta ogni giorno il ricavato dello spaccio di droga. È sospettato di essere stato presente durante le azioni da macelleria a casa di Oseghale. Anche se il gip ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari solo per Oseghale. E solo per i reati di vilipendio e occultamento di cadavere.

 

pamela mastropietro

La piccola quantità di droga ceduta da Lucky (30 euro di eroina) non consente l'emissione di un provvedimento di custodia cautelare. Mentre l'eventuale accusa di morte in conseguenza di altro delitto (ossia l'overdose a seguito della cessione di droga) non sarebbe contestabile perché, valutano gli investigatori, non ci sono elementi per ritenere che il nigeriano fosse a conoscenza di circostanze per cui la vita di Pamela potesse essere messa a rischio dall' assunzione di una piccola dose di eroina. La morte della ragazza, insomma, non era prevedibile.

 

INNOCENT OSEGHALE

Nel frattempo il procuratore Giorgio ritiene che i reati per cui è accusato Oseghale, prevedendo una custodia cautelare di sei mesi, non dovrebbero permettere all' indagato di uscire di prigione. Chiuso in Procura, attende la comparazione di impronte, le analisi dei carabinieri del Ris sul Dna prelevato a entrambi i nigeriani e l' esame delle celle telefoniche agganciate dagli smartphone dei due indagati.

pamela mastropietro

 

 

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