"L’ANGELO DELLA MORTE" IN CORSIA - VINCENZO CAMPANILE, ANESTESISTA CONDANNATO A 17 ANNI E 3 MESI PER L’OMICIDIO VOLONTARIO DI SETTE PAZIENTI A TRIESTE FRA IL 2014 E IL 2018, ERA TORNATO IN SERVIZIO ALL’OSPEDALE DI MERATE, IN PROVINCIA DI LECCO, ALL’INSAPUTA DI TUTTI – L’UOMO AVEVA “PRATICATO L’EUTANASIA” SU 7 PAZIENTI, TUTTI ANZIANI, SOMMINISTRANDOGLI INIEZIONI DI UN POTENTE SEDATIVO – NONOSTANTE LA CONDANNA, IL MEDICO ERA STATO ASSUNTO DA UNA COOPERATIVA PRIVATA CHE FORNISCE PERSONALE ALLA SANITÀ PUBBLICA LOMBARDA: È STATO SCOPERTO DA UN COLLEGA CHE…
Estratto dell’articolo di Zita Dazzi per “la Repubblica”
Aveva ricominciato a lavorare, come se niente fosse, in pronto soccorso all'ospedale di Merate, in provincia di Lecco. Ma tre anni fa era stato condannato in primo e in secondo grado per omicidio volontario dopo la morte di sette pazienti a Trieste fra il 2014 e il 2018.
Tutti anziani ai quali aveva dato potenti anestetici accelerando il decesso, praticando in sostanza l'eutanasia. Ora la Regione Lombardia ha sospeso l'anestesista, che era stato messo a disposizione da una cooperativa privata all'ospedale pubblico nel lecchese. Il provvedimento regionale è stato preso in via cautelativa appena si è saputo chi fosse quel medico entrato in servizio da poco a Merate.
Vincenzo Campanile — questo il nome del medico condannato dalla corte d'Assise d'appello di Trieste a 17 anni e 3 mesi — aveva fatto due turni, prima di esser scoperto da qualche collega che evidentemente ha fatto una ricerca in rete e poi ha segnalato la notizia all'azienda sanitaria Asst di Lecco.
«Dopo aver appreso la notizia della condanna, comunico che è stata prontamente disposta nei suoi confronti la sospensione immediata dai turni, a tutela dei pazienti e del personale sanitario», si è affrettato a comunicare l'assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, appena è giunta la notizia che quel Campanile, ex medico anestesista del 118 di Trieste, era andato a processo per la morte addirittura di nove anziani ai quali erano state somministrate iniezioni di un potente sedativo durante interventi di soccorso domiciliare. In primo grado era stato condannato a 15 anni e 7 mesi per omicidio volontario.
E in appello la condanna era stata confermata per sette dei nove casi contestati. […] Lui si era difeso dicendo che la scelta di praticare sostanzialmente l'eutanasia era stata presa per alleviare le sofferenze dei pazienti in fin di vita. Ma poi i giudici avevano negato l'attenuante di «aver agito per motivi di particolare valore morale o sociale».
In attesa della Cassazione, la condanna non è ancora definitiva, ma la Regione vuole evitare il rischio di far lavorare in corsia un pregiudicato per un reato così grave per fatti avvenuti nell'esercizio della professione. L'anestesista era dipendente di una cooperativa privata, che fornisce personale alla sanità pubblica lombarda, come succede spesso, vista la carenza di personale che spinge gli ospedali ad arrangiarsi con gli appalti. […]


