tommaso libero riva

L’ATTORE TRANS TOMMASO LIBERO RIVA HA ACCOLTELLATO A MORTE IL VICINO DI CASA DOPO UNA LITE CONDOMINIALE - RIVA, DIPENDENTE DAGLI STUPEFACENTI, VIVEVA SENZA LUCE A CASA, NON PAGAVE LE SPESE DEL PALAZZO, E NELLE SCORSE SETTIMANE ERA TORNATO A CASA TALMENTE UBRIACO DA SFONDARE LA PORTA DELL'APPARTAMENTO - IN PASSATO È STATO PROTAGONISTA NEL FILM “LA CASA DELL'AMORE” DEL REGISTA BERGAMASCO LUCA FERRI PRESENTATO ALLA BERLINALE 2020

Michelangelo Bonessa per “il Giornale”

 

TOMMASO LIBERO RIVA

La dipendenza dagli stupefacenti, ha preso un coltello da cucina, è salito dal vicino al piano di sopra e lo ha accoltellato. Giuseppe Alfredo Villa, 68 anni, è morto poco dopo al Niguarda. Erano le 3,40, un'ora prima in via Trilussa era partita la notte di follia di Tommaso Libero Riva, un transessuale di 46 anni con un passato come protagonista nel film la Casa dell'amore del regista bergamasco Luca Ferri presentato alla Berlinale 2020 e girato a Quarto Oggiaro: secondo i vicini non ci sarebbero motivi particolari per l'aggressione fatale, ma solo l'apice di liti condominiali che si trascinavano da tempo.

 

TOMMASO LIBERO RIVA - OMICIDIO IN VIA TRULUSSA A MILANO

Villa non era l'unico con cui erano avvenute discussioni, tanto che i condomini hanno riferito di aver deciso di non aprire più la porta a Riva per rispondere alle sue provocazioni. L'attore infatti conduceva da tempo una vita al limite ed era soggetto a scatti d'ira proprio come quello dell'altra notte, sebbene non si fossero registrati fatti gravi: in casa sua, come dimostrato dallo stesso lungometraggio di cui era stato protagonista, mancavano servizi essenziali come la luce. Inoltre non pagava le spese condominiali e nelle scorse settimane era tornato a casa talmente ubriaco da sfondare la porta dell'appartamento.

 

TOMMASO LIBERO RIVA

Le immagini del film restituiscono un quadro desolante: Riva interpretando sé stesso si definiva «più comoda di una stazione di servizio» perché era a disposizione 24 ore su 24 e a due passi dall'autostrada. Il regista aveva raccontato a Repubblica di aver trovato Bianca Dolce Miele (il nome di Riva nel film) «su un annuncio internet ed è stata la prima prostituta che ho contattato e l'unica».

 

Ferri ha presentato a Bianca la troupe che è entrata «in una dimensione altra, quella dell'appartamento sempre in penombra perché Bianca non ha l'energia elettrica. Un luogo totalmente astratto, malinconico, denso di attese». Una situazione da cui è emersa una rabbia incontenibile che lo portava a gesti di violenza gratuiti: quello della sua porta d'ingresso, rimasta poi rotta, non era nemmeno l'unico danneggiamento secondo i vicini, perché ormai capitava spesso che si accanisse contro le parti comuni dello stabile. «Era la pecora nera di questo palazzo, primao poi doveva capitare».

 

TOMMASO LIBERO RIVA - OMICIDIO IN VIA TRULUSSA A MILANO

L'ultima follia sono state le sue urla nella notte. L'attore aveva dunque intrapreso da tempo un lungo percorso di caduta, iniziato da quando i famigliari avevano cambiato casa e conclusosi con il suo arresto nel cortile del palazzo con i vestiti sporchi del sangue del vicino. Una strada che chi lo conosceva esclude possa essere legata al processo di transizione sessuale che aveva cominciato. Poco dopo è stato lui stesso ad accompagnare gli agenti del commissariato Quarto Oggiaro nel suo appartamento dove ha consegnato l'arma del delitto.

 

 

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