andrea camilleri

L’ULTIMO MONTALBANO – A UN ANNO DI DISTANZA DALLA MORTE DI ANDREA CAMILLERI, IL 16 LUGLIO ESCE “RICCARDINO”, LA PUNTATA FINALE DELLA SERIE DEL COMMISSARIO MONTALBANO: LO SCRITTORE, CHE L’AVEVA GIÀ SCRITTO NEL 2005, AVEVA AFFIDATO IL ROMANZO POSTUMO A ELVIRA SELLERIO CHE PER ANNI HA TENUTO IL SEGRETO SUL GRAN FINALE – ARRIVA IN LIBRERIA NON PRIMA DI ESSERE PASSATO, NEL 2016, ATTRAVERSO UN’ATTENTA REVISIONE LINGUISTICA CHE…

Salvatore Silvano Nigro per "il Sole 24 Ore"

 

camilleri

Per anni sono stato una nota a piè di pagina nei romanzi che Camilleri andava pubblicando per Sellerio. Ho infatti scritto io tutti i risvolti di copertina di questi romanzi. Ho così intrattenuto un colloquio «intimo» con l' autore, fatto di telefonate frequentissime e di incontri sporadici.

 

La mia collaborazione con Camilleri passava soprattutto attraverso il telefono. E aveva un cerimoniale fisso. Preamboli festosi e sintetici, annotazioni sul risvolto di turno. Scrivo «annotazioni», ed è una forzatura. In effetti Camilleri improvvisava un racconto. Con la sua voce roca mi raccontava il risvolto, facendone in breve un romanzo sul romanzo: un commentario narrativo. Mi affascinava. E mi disorientava. Mi aspettavo delle osservazioni, qualche proposta di correzione.

ANDREA CAMILLERI RICCARDINO

 

Niente. Era generoso e discreto. Non mi ha mai corretto. Mai mi ha chiesto di aggiungere o di togliere un aggettivo; e neppure di esplicitare un apprezzamento. Gli piaceva più che altro raccontare a se stesso il risvolto. Era il suo modo nobilissimo di dirmi grazie, e di lasciarmi totale libertà di «critica». Un vero signore. Il risvolto che ho scritto per il Montalbano postumo, Riccardino, è l' unico cui è venuta a mancare l' accondiscendenza narrativa di Camilleri.

ANDREA CAMILLERI

 

Nei nostri incontri è capitato spesso che si parlasse di Riccardino.

Ero io ad aprire il discorso. Ero curioso di sapere come pensava di chiudere la serie dei Montalbano.

Non riuscivo a prevedere gli addii, il congedo dal suo personaggio.

 

MONTALBANO

Tanto più che nel frattempo il commissario continuava felicemente le sue indagini, e mieteva successi dietro successi. Perché la serie dei Montalbano restava attiva, nonostante Camilleri avesse già scritto, tra il 2004 e il 2005, l' ultima puntata della serie destinata a essere pubblicata dopo la sua morte. Sull' argomento Camilleri era molto reticente. C' era tra l' autore e il commissario Montalbano un rapporto geloso come tra padre e figlio. Le indiscrezioni non erano ammesse, sarebbero risultate inopportune.

andrea camilleri (3)

 

Tanto più che Montalbano, ormai inquietato dal confronto con il suo doppio televisivo, andava rivendicando una sua autonomia anche dal «padre». Era, la sua, una sorta di ribellione. Camilleri, come autore, era comprensivo e preoccupato insieme. La convivenza dei personaggi sulle pagine e i loro rapporti con il «regista» erano improntati a una intimità familiare.

 

montalbano luca zingaretti.

L' unica persona ammessa al «segreto» della fine è stata Elvira Sellerio, la grande «signora dei libri» che aveva convinto Camilleri ad aprire e continuare la sequenza dei Montalbano. A lei venne affidato dall' autore il dattiloscritto dell' ultimo Montalbano perché lo conservasse in un cassetto della sua casa editrice.

 

Il libro è stato ereditato da Antonio Sellerio che ora lo pubblica a un anno di distanza dalla morte dell' autore avvenuta il 17 luglio del 2019. Tutti gli altri lettori potranno appagare la loro curiosità il 16 luglio, quando Riccardino raggiungerà le librerie.

andrea camilleri conversazione su tiresia 3

Anch' io, per conoscere il finale della vicenda, ho aspettato di avere tra le mani le bozze di stampa del libro perché ne potessi scrivere il risvolto.

 

Antonio Sellerio ha eseguito fedelmente tutte le disposizioni di Camilleri. Riccardino esce postumo, dopo essere passato attraverso una meticolosa revisione linguistica avvenuta nel 2016. La redazione definitiva viene pubblicata, come sempre, nella collana «La memoria». In una collana diversa, inaugurata dalla seconda edizione accresciuta del volume Leonardo Sciascia scrittore editore, ovvero la felicità di far libri, escono insieme le due diverse redazioni del romanzo.

COMMISSARIO MONTALBANO

 

Camilleri ci teneva a rendere evidente come la sua lingua, confortata dal successo ottenuto presso i lettori, si fosse evoluta e arricchita nel tempo in quanto lingua viva. E contemporaneamente gli premeva ottenere che il libro approdasse in libreria nella veste linguistica alla quale i lettori si erano abituati leggendo i Montalbano che nel frattempo avevano continuato a procedere nella «storia» al di là dello spartiacque segnato dall' anno 2005.

 

La realtà di Vigàta, la provincia d' invenzione nella quale sono ambientate le inchieste di Montalbano, è tutta nella lingua. La abita. Il vigatese è una lingua viva e fantastica, a Vigàta. Una lingua parlata e vissuta in uno dei tanti luoghi fantasticamente sognati e resi reali che la letteratura ha regalato all' umanità.

andrea camilleri conversazione su tiresia 1

 

Non è un dialetto. È una lingua, lo ribadisco, nata nell' officina miracolosa di Camilleri.

Agli inizi delle sua lunga carriera di scrittore, Camilleri aveva preso le mosse da «un linguaggio d' uso privato»: dal «"parlato" quotidiano di casa mia» ha scritto; da «un misto di dialetto e lingua».

 

Poco per volta questa commistione si è mossa verso un «ibrido» (dice il linguista Luigi Matt nel saggio Lingua e stile della narrativa camilleriana: «Quaderni camilleriani», 12, 2020), un ibrido centauresco: verso un sistema unitario siculoitaliano, passando dallo «stadio della lingua bastarda» (come viene chiamata nella prima redazione di Riccardino) alla «lingua 'nvintata» alla quale ha aggiornato e adeguato la redazione definitiva del romanzo.

IL COMMISSARIO MONTALBANO

 

Camilleri non c' è più. Rimane la sua opera sterminata, da rileggere finalmente tutta di seguito, seguendo la traccia che lo scrittore ci ha ora additato con la rivelazione del laboratorio linguistico-antropologico delle due redazioni del Riccardino.

andrea camilleri conversazione su tiresia 2

il commissario montalbano il commissario montalbano

 

montalbano commissario montalbano 6commissario montalbano 5commissario montalbano 3montalbano

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?