liberta di stampa 2025 rapporto reporters sans frontieres

LA LIBERTÀ DI STAMPA E' IN VISTA D'ESTINZIONE - LE DEMOCRAZIE SONO SOTTO ATTACCO E L’ACCESSO ALL’INFORMAZIONE LIBERA È APPANNAGGIO DI POCHISSIMI: RESTANO 29 LE DEMOCRAZIE NEL MONDO, QUASI 3 PERSONE SU 4, IL 72% DELLA POPOLAZIONE, VIVONO IN AUTOCRAZIE - LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE È DIMINUITA IN 44 PAESI, RISPETTO AI 35 DEL RAPPORTO DEL 2024 - OGGI CI SONO 500 GIORNALISTI IN CARCERE, 67 I REPORTER UCCISI, LA METÀ A GAZA - E IN ITALIA? NELL'ULTIMO RAPPORTO DI “REPORTERS SANS FRONTIERES” SCENDIAMO DALLA POSIZIONE 46ESIMA DEL 2024 ALLA 49ESIMA DEL 2025. LE MINACCE AI GIORNALISTI SONO AUMENTATE DEL 78% E…

Estratto dell’articolo di Niccolò Zancan per "la Stampa"

 

Ci credevamo liberi.

LIBERTA DI STAMPA

Ma lo siamo sempre meno. Le autocrazie avanzano, le democrazie sono sotto attacco. Secondo il rapporto di «V-Dem 2025», la cara vecchia forma di convivenza civile, quella con tutti i diritti e tutti i doveri annessi, quella con la libera stampa a fare il cane da guardia del potere, è ormai un privilegio di pochissimi. Restano 29 democrazie in tutto il mondo. Quasi 3 persone su 4 - il 72% della popolazione globale - vivono in autocrazie. Cioè democrazie imbavagliate, depotenziate, a scartamento ridotto.

 

RAPPORTO 2025 DI REPORTERS SANS FRONTIERES SULLA LIBERTA DI STAMPA

La libertà di espressione è in calo ovunque: 44 Paesi, rispetto ai 35 del rapporto del 2024, ne hanno di meno. Le elezioni non sono state trasparenti in 25 Stati. La libertà di associazione è minacciata pressoché ovunque. Per esempio, in Italia.

 

«Una democrazia ostruita», secondo la definizione del «Monitor tracking civic space». Che spiega: «Il governo italiano ha fatto approvare la sua legge sulla sicurezza, un pacchetto di misure radicali. Ha introdotto decine di nuovi reati, inasprito le pene per la disobbedienza civile non violenta e ampliato i poteri e la sorveglianza della polizia. La legge sulla sicurezza è un grave attacco ai diritti in Italia».

 

LIBERTA DI STAMPA

L'analista Tara Petrovic aggiunge: «L'Italia avrebbe potuto sostenere coloro che rinforzano la sua società, ma invece ha scelto di prenderli di mira. Giornalisti, difensori dei diritti umani e attivisti si svegliano ogni mattina in un Paese che sta diventando sempre meno aperto».

Lo chiamano «declino democratico». È qualcosa che riguarda il mondo intero.

Assimila l'Italia all'Ungheria, al Brasile e al Sudafrica.

 

Ma non è stata declassata solo l'Italia, anche Francia, Germania, Stati Uniti, Israele e Argentina sono diventanti Paesi a libertà limitata.  […]

LIBERTA DI STAMPA

Per conoscere lo stato di salute di un Paese bisogna misurare la libertà di stampa. Tutti gli studi mettono in relazione questi due indicatori: democrazia e libertà di stampa. È stato l'anno dei 67 giornalisti assassinati, di cui quasi la metà nella Striscia di Gaza. È stato l'anno - il secondo consecutivo - in cui è stato vietato l'accesso in Palestina a tutti i giornalisti internazionali.

 

È stato l'anno dei 500 giornalisti imprigionati. L'anno dei giornalisti italiani spiati con «Graphite», uno spyware militare venduto solo ai governi. L'anno della «legge bavaglio», per impedire la pubblicazione degli atti giudiziari non più coperti da segreto. L'anno della bomba sotto casa del conduttore di «Report» Sigfrido Ranucci.

 

STATI UNITI - CLASSIFICA DELLA LIBERTA DI STAMPA PER REPORTER SENZA FRONTIERE

L'Italia è il Paese delle querele temerarie. Cioè: richiesta abnormi di risarcimento danni, sparate a pioggia sui singoli giornalisti o sulle testate. Un modo per intimorire, o per sfiancare. Secondo «Ossigeno per l'informazione» dal 2006 a oggi i casi di querele pretestuose in Italia sono stati 8 mila. […] nel primo semestre del 2025 in Italia il numero dei giornalisti minacciati è aumentato del 78%, per un totale di 361 casi.

[…]

Tanti saluti, cara democrazia. Secondo «Democracy Index», solo l'8% della popolazione mondiale se la gode ancora pienamente: Norvegia, Nuova Zelanda, Svezia e Islanda stanno in paradiso. All'opposto, i regimi autoritari hanno stretto la morsa nel 2025: Russia, Cina, El Salvador, Mali, Burkina Faso, Niger. La leva della repressione è la paura. La disinformazione è lo strumento per soffocare il dissenso.

 

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È stato l'anno della repressione contro i manifestanti: in 67 Paesi c'è stato un uso eccessivo della forza. E il posto da cui si può osservare meglio il deterioramento della democrazia è l'America di Donald Trump. «Il presidente ha emesso ordini esecutivi senza precedenti, tutti volti a smantellare le istituzioni democratiche, la cooperazione globale e la giustizia internazionale. Le autorità hanno adottato una risposta militarizzata alle proteste su larga scala innescate da operazioni federali aggressive e razziste contro le comunità di migranti», così si legge nel rapporto di «Civicus Monitor» 2025.

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[…]

Anche l'Italia se la passa male. Nell'ultimo rapporto pubblicato da «Reporters Sans Frontieres» scende dalla posizione 46 del 2024 alla posizione 49 del 2025, su un campione di 180 Paesi esaminati. Alle querele temerarie, alle intimidazioni, alle minacce e alla leggi nate con lo scopo di limitare la libertà di informazione, si somma un problema che deriva dalla stampa stessa. In Italia la quasi totale mancanza di editori puri segna un confine fra interessi privati e pubblici. Spesso sono casi di autocensura. Da parte di chi si sente deputato a rappresentare il punto di vista dell'editore. Correzioni in extremis per non arrecare dispiacere, copie mandate al macero prima dell'uscita in edicola. Anche questo succede in Italia.

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