metro a roma zingari

“LA METROPOLITANA DI ROMA? UN LUOGO IPOTETICO DELLO SPAZIOTEMPO” - MATTIA FELTRI SPIEGA L’AGONIA QUOTIDIANA DEL ROMANO ALLE PRESE COL METRÒ: “DOVE VANNO A FINIRE I TRENI DIRETTI DI LÀ, SE POI NON VENGONO DI QUA? SE UN TRENO VA VERSO REBIBBIA, UN ALTRO DEVE ANDARE VERSO LAURENTINA. E INVECE SIAMO GIÀ TRE A ZERO. DOVE SI SONO CACCIATI I TRE TRENI DI CUI NOI, DALLA PARTE SBAGLIATA DELLA STAZIONE, SIAMO CREDITORI? SE LA METRO DI ROMA FOSSE UN BUCO NERO..."

Estratto dell'articolo di Mattia Feltri per "La Stampa"

 

roma, dopo 246 giorni riapre la fermata metro repubblica 1

Da qualche tempo mio figlio e io alla mattina prendiamo la metropolitana alla stessa fermata. Lui va in una direzione e io nell’altra, così ci salutiamo per strada e poi ci piace salutarci di nuovo, lui da una banchina, io da quella di fronte. In genere dopo quaranta secondi, cinquanta al massimo, il suo treno arriva e di colpo non lo vedo più. Poi cerco di scorgerlo salire sul vagone per un ultimo cenno di arrivederci, e spesso ci riesco perché il suo treno ha due proprietà: arriva dopo quaranta secondi, cinquanta al massimo, ed è semivuoto.

 

METRO B ROMA

Poi il treno parte e io resto lì, sulla mia banchina. In una mattina normale, il tabellone luminoso indica in sei minuti l’attesa del primo treno e in otto l’attesa del secondo. Se va bene i minuti sono cinque e sette, ma mi è capitato otto e dodici. Soltanto la teoria di Murphy può spiegare perché il treno di mio figlio arrivi in quaranta secondi, cinquanta al massimo e il mio dopo sei minuti, ma nessuna teoria è in grado di penetrare le oscurità profonde delle ragioni per cui si debbano aspettare prima sei minuti e poi due e non quattro e quattro.

 

METRO ROMA

Ma noi romani, di nascita e d’adozione, abbiamo smesso di porci determinate domande dai tempi di Caligola. Quindi mi appoggio a un muro, estraggo il telefono e leggo una rassegna stampa. Sono le 7.31. Mi assorbo nella lettura finché non vengo ridestato dall’altoparlante: «Treno per Laurentina in arrivo fra sei minuti!». Sei minuti? Guardo l’orologio e sono le 7.33.

Guardo il tabellone luminoso che indica in sei minuti l’attesa del primo treno, e non più in otto ma in nove l’attesa del secondo.

 

METRO B ROMA

In due minuti – dalle 7.31 alle 7.33 – il primo treno è dunque rimasto fermo e il secondo ha fatto un minuto di retro. Ricomincio a leggere e poco dopo di nuovo l’altoparlante. «Treno per Laurentina in arrivo fra quattro minuti!». Il secondo treno ha rimontato come Vincenzo Nibali in discesa dal Poggio: è a cinque minuti. Adesso l’orologio segna le 7.36.

METRO B ROMA 9

 

Dalle 7.31 alle 7.36, cinque minuti nei quali per il primo treno ne sono trascorsi due e per il secondo tre, nell’altra direzione ne sono già passati un altro paio. E io non posso non immergermi in vaste speculazioni filosofiche: dove vanno a finire i treni diretti di là, se poi non vengono di qua? In fondo il funzionamento della metropolitana è semplice: un treno parte da un capolinea, arriva all’altro capolinea, e poi riparte verso il primo capolinea, e avanti così, in un moto determinato ed eterno come quello dei pianeti.

 

Quindi se un treno – diciamo nel mio caso – va verso Rebibbia, un altro deve andare verso Laurentina. Non proprio contemporaneamente. Però più o meno. E invece siamo già tre a zero. Dove si sono cacciati i tre treni di cui noi, dalla parte sbagliata della stazione, siamo creditori?

si ferma la metropolitana di roma 8

 

[...] passati nove minuti, ma per lui, per il treno, ne sono passati solo quattro. Ed è in quel preciso istante che ho l’illuminazione: la teoria della relatività! Grazie ad Albert Einstein abbiamo scoperto che il tempo è un concetto relativo. In riva al mare il tempo è più lento che in cima all’Everest. Quindi se fossi in cima all’Everest la metro sarebbe già arrivata.

si ferma la metropolitana di roma 6

 

O forse no: la differenza è infinitesimale. Ma abbiamo scoperto che il tempo scorre in modo diverso in base alla velocità e alla forza di gravità. Avrete visto Interstellar, il film di Christopher Nolan con Matthew McConaughey. Matthew parte per una missione spaziale perché deve salvare l’umanità ma siccome finisce vicino a un buco nero, dove la gravità è fortissima, mentre per lui è passato un anno, sulla Terra ne sono passati venti o trenta, ora non ricordo. Ma il concetto è quello. Forse sta succedendo anche a noi.

 

si ferma la metropolitana di roma 5

[...]  Altro che Murphy, sono Einstein e i suoi epigoni a spiegare la metropolitana di Roma, e infatti riesco a risolvere il mistero dei treni diretti di là e che non tornano di qua: la teoria delle stringhe. Cioè la teoria secondo la quale esistono altre dimensioni, soltanto noi non siamo capaci di coglierle. Vi spiego. Le dimensioni sono tre: altezza, lunghezza, profondità. Più la quarta dimensione: lo spaziotempo, fuori dalla portata dei nostri sensi. [...] i treni Non li vediamo ma ci sono! Però in un’altra dimensione. E Roma, amici miei, lo è.

 

METRO ROMA

Riecco l’altoparlante, ormai in stato confusionale. «Treno per Laurentina in arrivo, allontanarsi dalla linea gialla! ... Treno per Laurentina in arrivo fra due minuti! ... Treno per Laurentina in arrivo fra tre minuti!». Sono le 7.42. Infine il treno arriva alle 7.43: lo abbiamo aspettato dodici minuti. Ed è strano perché, secondo la teoria della relatività, quando un corpo si avvicina alla velocità della luce la sua massa aumenta. E invece nel nostro caso è diminuita. Infatti dai vagoni cominciano a sgusciare i viaggiatori [...] Non riesco a entrarci. [...] Anche la storia del buco nero, ci ho ripensato, non sta in piedi. Se la metro di Roma fosse un buco nero, il treno annunciato in sei minuti sarebbe dovuto arrivare in due. Così funzionava in Interstellar. Invece in Metrostellar è arrivato in dodici.

 

ROMA - LA METROPOLITANA VIAGGIA CON LE PORTE APERTE

E se fosse un buco bianco? Inebriante! L’esistenza del buco nero è stata dimostrata, quella del buco bianco, il suo opposto, no. Forse siamo in buco bianco: sopra, in superficie, il tempo procede come sempre e qui sotto è accelerato. Un buco bianco: un luogo ipotetico dello spaziotempo. Esiste una definizione migliore per la metropolitana di Roma?

 

metropolitana roma

Un luogo ipotetico dello spaziotempo. E in quel luogo ipotetico cominciano ad arrivare treni con cadenza leggermente più umana, io riesco infine a salire sul quarto, allo scoccare del venticinquesimo minuto, alle 7.56, sempre pienissimo, ma soltanto perché, grazie a un esperimento di interferometria quantistica, mi faccio antimateria. E finalmente, lungo la via Lattea, sfreccio verso il lavoro come il capitano Kirk sull’Enterprise.

ROMA - SCIOPERO DELLA METROPOLITANAROMA - SCIOPERO DELLA METROPOLITANA

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