gioielliere uccide ladro casa rodano

LADRI E GIUSTIZIA – IL GIOIELLERE DI MILANO CHE HA UCCISO UN LADRO: “UN EROE? MI SENTO UN PIRLA. NON VOLEVO AMMAZZARLO. MINACCIAVANO DI MUTILARE MIA FIGLIA” – “PRIMA HO SPARATO CONTRO IL MURO PER CONVINCERLI AD ANDARSENE”

1. IL GIOIELLIERE«HO CHIESTO DI NON LEGARMI URLAVANO: MUTILIAMO TUA FIGLIA»

Andrea Galli e Cesare Giuzzi per il “Corriere della Sera

rodolfo corazzo il gioielliere che ha ucciso il ladro in casa rodolfo corazzo il gioielliere che ha ucciso il ladro in casa

 

Rodolfo Corazzo porta un nuovo orologio, appena recuperato nel negozio di corso Venezia poiché tutti gli altri gli sono stati rubati nell’assalto alla sua villa di due piani; ai piedi, ha le prime scarpe che ha trovato; ha voglia di parlare, di ripetere, di difendersi; ha dormito un paio d’ore scarse. Come prima cosa, gli riportiamo il commento che passa di voce in voce: ha fatto bene; di più, è un eroe.

 
Corazzo, si sente un eroe? 
«Io mi sento un p..., io non volevo. Non volevo. Ma eravamo arrivati a un punto... Avevo quattromila euro in tasca, l’incasso di giornata, e glieli ho dati. Hanno preso gli anelli e i gioielli di mia moglie. Ho aperto la cassaforte e il caveau. Hanno trovato le pistole che colleziono: prese. Non bastava. Minacciavano mia figlia, undici anni». 

rodolfo corazzo il gioielliere che ha ucciso il ladro in casa  rodolfo corazzo il gioielliere che ha ucciso il ladro in casa


Che cosa le hanno detto? 
«Che se suo padre non avesse tirato fuori i soldi, le avrebbero tagliato le dita e poi ci avrebbero aperto a tutti quanti».

 
Come ha reagito sua figlia? 
«Ha già una grande forza. Le ho detto: rimani tranquilla». 

rodolfo corazzo il gioielliere che ha ucciso il ladro in casa    rodolfo corazzo il gioielliere che ha ucciso il ladro in casa


E poi ha sparato? 
«Credo sia meglio cominciare dall’inizio. I banditi sono stati in casa un’ora e venti. Io sono tornato dal lavoro in scooter, ho aperto il cancello elettrico, non ho guardato dietro per vedere se si chiudeva. Un errore: mi sarei accolto della presenza dei banditi. Mi seguivano. Ho percorso la rampa in discesa e parcheggiato nel garage il motorino. Erano lì. Volevano legarmi le mani. Gli ho consigliato di non farlo, avrei obbedito lo stesso agli ordini». 


Ci dica dei banditi. 
«All’inizio calmi. In particolare la persona morta, il capo». 


Ha sentito che Frrokaj era un assassino ergastolano? 
«Lo so adesso da voi». 


Questa notizia cambia il suo stato d’animo? 
«Ribadisco: non volevo ucciderlo». 

gioielliere uccide ladro in casagioielliere uccide ladro in casa


Con quale pistola ha sparato? 
«La mia Glock». 


Non l’hanno «perquisita»? 
«Con il lavoro che faccio, giro armato. Ho porto e detenzione, tutto regolare. Uno mi ha tastato sotto la giacca, alla ricerca di armi, con le mani che hanno percorso i fianchi. Ma io, girando in scooter e facendo molto freddo, indosso un giaccone pesante, voluminoso. L’arma stava lì, in alto a sinistra, leggermente all’interno». 


Quand’è nata la sparatoria? 
«Insistevano nel pretendere altro denaro, che ribadisco non c’era. Ci hanno spinti in soggiorno con l’invito a parlare tra di noi, e deciderci a confessare l’inesistente nascondiglio dei soldi. Quando hanno chiuso la porta, ho estratto la pistola, ho nascosto moglie e bimba dietro il divano. Un bandito ha aperto la porta e mi ha trovato che gli puntavo l’arma addosso. Alle spalle aveva un complice. Sono corsi giù per le scale, verso il garage. Ho sparato contro il muro, per convincerli ad andarsene». 

gioielliere uccide ladro in casa    gioielliere uccide ladro in casa


Non ci è riuscito. 
«Dall’angolo della scala, in due hanno messo fuori le armi e hanno fatto fuoco. Sentivo i proiettili che mi sibilavano intorno. Mi sono sporto a mia volta. Ho esploso un colpo. I banditi non riuscivano ad aprire il basculante del garage. Hanno pensato di risalire in casa. Me li sono visti venire addosso, ho sparato ancora. Un bandito è stato colpito. Gli altri hanno preso la nostra 500 Abarth, hanno abbattuto il basculante e sono scappati a piedi». 


Corazzo, probabilmente la indagheranno. 
«Spero di no». 


Lei è appassionato di arti marziali, si esercita in palestra con lunghe sedute. 
«Provo solo a tenermi in forma e recentemente non ci riesco neanche. Di sicuro non mi alleno nell’attesa di un attacco dei malviventi, ecco». 

gioielliere uccide ladro in casa      gioielliere uccide ladro in casa


Aveva già subito furti? 
«Anni fa, in negozio». 


Chi ha avvisato il 118? 
«Io. Sono uscito, una vicina di casa mi ha indicato quell’uomo... Gemeva, all’esterno del garage. È arrivato anche un amico che abita nei dintorni». 


Qualcuno ha pensato di soccorrere il bandito? 
«Stava già morendo, non c’era più nulla da fare, i dottori hanno constatato il decesso. L’amico aveva una mazza da baseball, voleva lanciarsi nel garage, casomai ci fossero altri banditi. L’ho fermato». 


Perché? 
«Perché era pericoloso. Perché rischiava la vita». 

 

gioielliere uccide ladro in casa        gioielliere uccide ladro in casa

 

2. L’AMACA

Michele Serra per “la Repubblica

 

A cadavere caldo, anche se il cadavere è quello di un ladro, bisognerebbe portare rispetto, parlare a bassa voce e non twittare frasi di giubilo, come capita a qualche politico da saloon. Ammazzare un ladro per eccesso di legittima difesa non è un atto di giustizia, è un’atroce disgrazia. Su questo punto si dovrebbe essere tutti d’accordo, a meno che si sia favorevoli alla privatizzazione della pena di morte

 

Di conseguenza, gli ammazzaladri non si ergano a giustizieri, abbassino lo sguardo e stiano alla larga dai talk-show compiacenti.

 

Quanto alla tifoseria opposta, meno rumorosa ma altrettanto tenace nei suoi pregiudizi, urge una riflessione. Un rapinatore in casa non attenta solo alla “roba”. Attenta alla persona, alla sua sicurezza, alla sua integrità fisica e psicologica. La violazione di una casa è la violazione delle persone che ci abitano. Chi reagisce fuori misura non può essere trattato come un assassino o come un esaltato. Deve essere trattato come una persona che per rimediare a un reato ne ha commesso un altro.

valentin frrokajvalentin frrokaj

 

Possibile che non si riesca a trattare questi casi con pietà e misura? Possibile che ci si debba dividere, con ridicola foga, in “amici del ladro” e “amici del giustiziere”? Ci sono storie, ci sono spaventi, ci sono dolori che non sono riassumibili in un’alzata di spalle o in uno sciocco anatema. Non si sbandiera un morto come un cencio, né per farne una vittima innocente né per farne un parassita da eliminare. Esiste il grigio, in mezzo al bianco e al nero. Abbiamo il dovere di testimoniare anche il grigio.

 

 

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