accesso banche dati leonardo del vecchio matteo arpe

LA VITA DEGLI ALTRI, LA MERCE PIU’ PREZIOSA – CI SONO ANCHE LEONARDO MARIA DEL VECCHIO E IL FINANZIERE MATTEO ARPE TRA GLI INDAGATI NELL’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SULLA RACCOLTA ABUSIVA DI INFORMAZIONI SACCHEGGIATE DA BANCHE DATI PUBBLICHE. DEVONO RISPONDERE DI ACCESSO ABUSIVO A SISTEMA INFORMATICO IN CONCORSO CON L’AGENZIA DI INVESTIGAZIONE PRIVATA “EQUALIZE”, CONTROLLATA DA ENRICO PAZZALI, PRESIDENTE DI FONDAZIONE FIERA MILANO (IN QUOTA LA RUSSA) – DEL VECCHIO JR, IL FIGLIO DEL FONDATORE DI LUXOTTICA, AVREBBE COMMISSIONATO RICERCHE SUI FRATELLI DURANTE LA COMPLICATA VICENDA EREDITARIA DELLA DINASTIA INDUSTRIALE – IL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA GIOVANNI MELILLO: “EMERGE UN GIGANTESCO E ALLARMANTE MERCATO DELLE INFORMAZIONI RISERVATE”

1. INCHIESTA SUI DATI RUBATI, FRA GLI INDAGATI ANCHE LEONARDO MARIA DEL VECCHIO E MATTEO ARPE

Estratto dell’articolo di Luigi Ferrarella per www.corriere.it

 

LEONARDO MARIA DEL VECCHIO

Tra le decine di perquisizioni eseguite la notte scorsa nell’inchiesta della procura di Milano sulla raccolta abusiva di informazioni saccheggiate da banche dati di rilevanza strategica pubblica ci sono anche quelle a carico di figure di rilievo dell’economia italiana, che i decreti ipotizzano essersi avvalse dei dati procurati dall’agenzia Equalize Srl, operativamente guidata dall’ex super poliziotto milanese Carmine Gallo (agli arresti domiciliari) e controllata come proprietà dal presidente di fondazione Fiera Milano Enrico Pazzali (indagato).

 

MATTEO ARPE

Sullo sfondo di guerre economiche o vicissitudini ereditarie - dove persone che ritengono di essere bersagli di iniziative scorrette si rivolgono a loro volta agli investigatori di Gallo per acquisire contronotizie sui rivali - sono così stati indagati tra gli altri anche Leonardo Maria Del Vecchio, uno dei sei figli dello scomparso patron Leonardo del gruppo Luxottica, e il suo braccio destro che guida gli investimenti nella banca d’investimenti Lmdv Capital di Del Vecchio jr., Marco Talarico.

 

Mentre sul versante di Banca Profilo è indagato l'amministratore delegato Fabio Candeli. Non riguarda invece l'istituto, ma interessi personali di Matteo Arpe [...] la perquisizione che ha pure riguardato i due imprenditori. […]

 

FURTI NELLE BANCHE DATI, INDAGATI ANCHE ARPE E DEL VECCHIO JUNIOR. I PM: “ACCESSI INCALCOLABILI, GIGANTESCO MERCATO DELLE INFORMAZIONI RISERVATE”

Estratto dell’articolo di www.ilfattoquotidiano.it

 

LEONARDO MARIA DEL VECCHIO

Ci sono anche Leonardo Maria Del Vecchio, figlio del fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio, e il banchiere-finanziere Matteo Arpe tra gli indagati nell’inchiesta sullo spionaggio nelle banche dati pubbliche, condotta dalla Procura di Milano e dalla Direzione nazionale antimafia, che ha portato a sei misure cautelari. Entrambi devono rispondere di accesso abusivo a un sistema informatico in concorso.

 

In particolare, sostengono i pm, il figlio di Del Vecchio ha commissionato ricerche di informazioni durante la complicata vicenda legata all’eredità della dinastia industriale che – attraverso la società lussemburghese Delfin – possiede azioni di Mediobanca, Generali, Luxottica e altre.

 

Giovanni Melillo

Secondo le indagini sono migliaia le informazioni “sensibili e segrete” che sono state “esfiltrate” dalle banche dati colpite, come lo Sdi delle forze dell’ordine, Serpico (utilizzata dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di finanza), il database Inps, l’anagrafe nazionale e il sistema valutario Siva, legato alle cosiddette Sos (segnalazioni di operazioni sospette) di Bankitalia.

 

In base a quanto ricostruito dall’inchiesta, le informazioni state rubate anche su commissione dei clienti degli hacker, tra cui media, importanti imprese e studi legali, e pagate a peso d’oro. Tra gli obiettivi della raccolta, secondo quanto si è appreso finora, ci sono anche alcuni politici. “Su richiesta dei clienti”, ha spiegato in conferenza stampa il procuratore di Milano Marcello Viola, una serie di agenzie di intelligence privata fornivano “report e dossier con informazioni illegalmente raccolte” che venivano “camuffate come provenienti da fonti giornalistiche” o altre fonti aperte.

 

[...]

 

marcello viola si insedia come procuratore di milano 5

Ai domiciliari sono finite quattro persone, tra cui l’ex superpoliziotto antimafia della squadra Mobile, Carmine Gallo; due persone invece sono state raggiunte da misure interdittive, ossia sono state sospese dal servizio. Tre società sono state poste sotto sequestro e sono state effettuate perquisizioni in tutta Italia.

 

L’indagine permette di “unire qualche puntino e comprendere meglio questo gigantesco mercato delle informazioni riservate”, ha detto ai cronisti il procuratore nazionale Antimafia Giovanni Melillo. L’inchiesta, ha aggiunto, “richiederà ancora molto tempo e fatica per delineare esattamente i contorni di questa vicenda. Che appare allarmante per la dimensione imprenditoriale dell’attività di acquisizione di dati riservati”.

 

CARMINE GALLO

Il procuratore Viola insiste sul “numero incalcolabile di accessi” realizzati dagli indagati, precisando che “il fronte di maggior rilevanza sembra essere il mondo dell’economia e dell’imprenditoria“, mentre “al momento non vi sono emergenze di rilievo che portano al mondo della politica”. Sulla vicenda interviene anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervistato al festival CasaCorriere del Corriere della Sera: “I malintenzionati sono sempre più avanti rispetto agli stessi Stati, sono riusciti ad hackerare persino il Cremlino, dobbiamo attivare gli sforzi per allineare la normativa vigente ma anche lavorare di fantasia perchè dobbiamo prevedere quello che i malintenzionati potranno fare”.

 

Tra gli indagati ci sono appartenenti ed ex appartenenti alle forze dell’ordine, consulenti informatici e hacker, nonché il presidente della Fondazione Fiera di Milano Enrico Pazzali (l’ente è estraneo alle indagini). Pazzali è socio di maggioranza della Equalize srl, società di investigazioni e analisi del rischio sottoposta a sequestro preventivo: la società è stata fondata da Gallo, per decenni collaboratore di magistrati come l’ex capo dell’Antiterrorismo milanese Alberto Nobili, di cui è stato testimone di nozze.

 

Enrico Pazzali

L’ex poliziotto 66enne oggi è amministratore delegato della società con il 5% delle quote. Il resto delle azioni è in mano al presidente Pazzali, 60 anni, già manager nel settore pubblico e privato in EUR, Vodafone, Fiera Milano, Sogei. Al centro dell’inchiesta c’è anche un’altra società di investigazione di Milano, la Skp, che annovera tra i fondatori Luca Antonio Tartagalia, ex guardia del corpo di Berlusconi, l’ex poliziotto Roberto Lombardi (32 anni nelle forze dell’ordine prima di darsi al privato) e Daniele Rovini: nata nel 2004 per occuparsi di vigilanza, investigazioni, ronde e security nei locali di Milano, ha poi virato il proprio business verso un profilo industriale di alto livello.

 

ACCESSO BANCHE DATI

Secondo l’ipotesi d’accusa, la presunta associazione per delinquere ha prelevato dalle banche dati strategiche nazionali informazioni su conti correnti, precedenti penali, dati fiscali, sanitari e altro, evadendo, su commissione e dietro compenso, la richiesta dei “clienti”, tra cui soprattutto grandi imprese, studi professionali e legali, interessati a condizionare le attività di loro “concorrenti” con questo “dossieraggio”.

 

Tra i “servizi” offerti dall’organizzazione c’erano anche l’acquisizione di tabulati telefonici, la localizzazione di cellulari grazie al lavoro di un esperto informatico in Svizzera, riprese audio e video di colloqui di persone e l’intercettazione abusiva di chat, posta elettronica e messaggistica Whatsapp.

 

LEONARDO MARIA DEL VECCHIO

Il tema degli accessi illeciti alle banche dati pubbliche, deflagrato a marzo con l’inchiesta sui dossieraggi a carico del finanziere Pasquale Striano e del pm Antonio Laudati, è stato al centro di una riunione tenuta appena giovedì pomeriggio a palazzo Chigi, coordinata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano (autorità delegata per i servizi segreti) a cui hanno preso parte i vertici delle forze di Polizia, dell’intelligence, dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e del comparto della Difesa. Il procuratore milanese Viola ha precisato che non esistono “collegamenti diretti con altre indagini” su dossieraggi, in particolare con quella su Striano e Laudati.

Enrico PazzaliCARMINE GALLO

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