papa leone al concistoro

LEONE NON È FRANCESCO, MA FA INCAZZARE LO STESSO I CONSERVATORI – PIÙ DI UN MALUMORE È SERPEGGIATO DURANTE IL CONCISTORO STRAORDINARIO VOLUTO DAL PAPA CHE HA ANNUNCIATO UNA NUOVA ASSEMBLEA DEI PORPORATI A FINE GIUGNO: A IRRITARE I PIÙ TRADIZIONALISTI, L’USCITA DALL’AGENDA DELLA REINTRODUZIONE DELLA “MESSA IN LATINO”. A INFASTIDIRE E' LA SCELTA DI AFFIDARE LA MEDITAZIONE DI APERTURA A TIMOTHY RADCLIFFE, PORPORATO DOMENICANO CHE HA CALDEGGIATO IL DIACONATO FEMMINILE – LEONE VUOLE COLLEGIALITÀ (“NON SONO UN CONDOTTIERO SOLITARIO”), MA DEVE PREPARARSI A INDOSSARE L’ELMETTO…

Estratto dell’articolo di Iacopo Scaramuzzi per “la Repubblica”

 

papa leone al concistoro 2

Leone XIV introduce la consultazione periodica dei cardinali. Al termine del Concistoro straordinario che si è svolto ieri e l'altroieri in Vaticano, il Papa ha preannunciato una nuova assemblea di porporati il 27 e 28 giugno prossimo, in prossimità della solennità dei santi Pietro e Paolo.

 

[…] un più diretto coinvolgimento del "Senato" del Papa nel governo della Chiesa era una delle richieste emerse trasversalmente nel corso delle riunioni che hanno preceduto il Conclave di maggio.

 

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Francesco aveva allargato le maglie del ministero pontificio affiancandosi un consiglio di nove cardinali provenienti da tutto il mondo, il cosiddetto C9, e spingendo sull'acceleratore delle assemblee sinodali, ma aveva anche uno stile di governo solitario.

 

Leone, che fin dall'inizio ha detto di non essere un «condottiero solitario» […] Oltre a preannunciare un nuovo Concistoro di due giorni, il Pontefice nato a Chicago ha anche prospettato che nel lungo termine convocherà non già due Concistori di un paio di giorni ogni sei mesi ma un singolo Concistoro di tre o quattro giorni all'anno.

 

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[…]

Al centro delle discussioni ci sono stati due capisaldi dell'eredità di papa Francesco, la sinodalità (molti porporati hanno chiesto di rafforzarla e chiarirne la natura) e la missionarietà.

 

Non sono mancati riferimenti al Venezuela e alla situazione internazionale così come a nodi irrisolti quali abusi del clero e ruolo delle donne.

 

Pur dissimulato dai toni cordiali, qualche malumore è serpeggiato tra i cardinali più conservatori. Perplessi sulla scelta di affidare la meditazione di apertura a Timothy Radcliffe, porporato domenicano che solo pochi giorni fa ha caldeggiato in un'intervista il diaconato femminile.

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Innervositi dalla compartimentazione dei partecipanti in tavoli di lavoro analoghi a quelli dei Sinodi volute da Francesco, troppo democratiche per i suoi detrattori, e dal contingentamento dei tempi in plenaria, escogitato per evitare che qualche anziano cardinale monopolizzasse la discussione.

 

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Irritati, infine, dal voto che, nella prima sessione, ha fatto uscire dall'agenda dei lavori il tema della "messa in latino" che i settori cattolici tradizionalisti speravano il Concistoro aiutasse a reintrodurre.

 

Consapevole delle grandi differenze che albergano nella Chiesa, il Papa, nella messa che ha celebrato a San Pietro ieri mattina, ha esortato i cardinali a non promuovere «agende», «personali o di gruppo», ma «lavorare insieme» per il bene della Chiesa […]

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