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LIBIAMO, LIBIAMO! DOPO LO SCAZZO CON RESPINGIMENTO DELLA DELEGAZIONE UE, IL GENERALE LIBICO HAFTAR È PRONTO A INONDARCI DI MIGRANTI! IL CAPO DEL GOVERNO DELLA CIREANICA, SOSTENUTO DA PUTIN, HA IN MANO LA GESTIONE DELLE ROTTE DI DISPERATI CHE DALL’AFRICA SUBSAHARIANA VOGLIONO ARRIVARE IN EUROPA. PER ALZARE LA TENSIONE, POTREBBE LASCIAR PARTIRE PESCHERECCI ZEPPI DI MIGRANTI, DIRETTI VERSO LA GRECIA O L’ITALIA – IL GOVERNO “UFFICIALE” DI TRIPOLI BATTE CASSA: VUOLE SOLDI PER TENERE BUONI I MIGRANTI (A SUON DI TORTURE PERPETRATE DAGLI SGHERRI COME ALMASRI)

SADDAM HAFTAR CON MATTEO PIANTEDOSI

Estratto dell’articolo di Luca Gambardella per “il Foglio”

 

“Incomprensione protocollare”, l’hanno definita ieri dal Viminale. Versione edulcorata che qualcuno negli ambienti diplomatici ha tradotto come “un trappolone” dietro al quale, azzardano fonti del governo sentite dal Foglio, non potrebbe che esserci lo zampino dei francesi.

 

Di certo, quanto è accaduto ieri in Libia è destinato ad avere ripercussioni serie su svariati dossier, non ultimo quello dei migranti.

 

CENTRO DI DETENZIONE MIGRANTI IN LIBIA

Tutto inizia con il viaggio di una delegazione  che includeva un commissario dell’Ue e il nostro ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

 

Il Team Europe è stato però respinto alla dogana dell’aeroporto di Bengasi in quanto “persona non grata”. […] Quello che si è consumato è stato […] un epilogo dai contorni grotteschi, con il commissario Ue per gli Affari interni e l’Immigrazione, Magnus Brunner, Piantedosi e i colleghi di Grecia e Malta, Makis Voridis e Byron Camilleri, costretti per oltre un’ora nell’aeroporto di Benina tentando una mediazione.

 

naufragio migranti al largo della libia 3

Il nodo  sono le foto dell’incontro, che le autorità di Bengasi, non riconosciute ufficialmente a livello internazionale, vogliono che siano scattate per legittimare l’evento.

 

La delegazione europea invece nega la possibilità di photo opportunity. All’incontro, dicono gli europei, può partecipare chi vuole ma un commissario dell’Ue non può farsi ritrarre mentre stringe la mano di un ministro di un governo non riconosciuto.  Inaccettabile, rispondono le autorità di Bengasi, che costringono tutti a ripartire e a  lasciare la Libia[…]

 

IL TRAFFICO DI MIGRANTI SUDANESI VERSO LA LIBIA

Secondo fonti del Viminale, il disguido sarebbe stato di mera natura burocratica e non riguarderebbe il ministro italiano. […] Ma il tema è invero tutto politico e fonti del Foglio […] lasciano intendere che il  motivo sarebbe  piuttosto la grande questione della legittimazione internazionale che gli Haftar chiedono da tempo.

 

[…] La vicenda rischia ora di avere ripercussioni serie perché difficilmente nel prossimo futuro le delegazioni diplomatiche dell’Unione europea metteranno più piede a Bengasi.  In un solo giorno si è così compromesso un processo diplomatico di avvicinamento durato anni.

 

LA SPARTIZIONE DELLA LIBIA

E poi c’è il tema che doveva essere al cuore dei due vertici organizzati fra Tripoli e Bengasi: i migranti. Con una ritorsione tanto spregiudicata, è lecito attendersi un incremento ulteriore delle partenze dei barconi dall’est della Libia in direzione delle isole greche.

 

Gli sbarchi lungo la rotta Tobruk-Creta sono già aumentati del 350 per cento nei primi sette mesi del 2025 e sono parte integrante della guerra che Bengasi e Atene si combattono da mesi a margine della questione dei confini marittimi.

 

All’Italia la questione interessa molto, perché i flussi in partenza dalla Cirenaica arrivano spesso fino alle coste siciliane.

 

KISS ME LIBIA - MEME BY EMILIANO CARLI - IL GIORNALONE - LA STAMPA

A differenza delle rotte provenienti dalla Tripolitania, da dove partono soprattutto  barche di piccole dimensioni, Haftar e la sua famiglia, direttamente coinvolti nel traffico di esseri umani, lasciano partire dall’ovest pescherecci grandi, carichi di volta in volta di diverse centinaia di migranti.

 

Giusto il mese scorso, il figlio del generale, Saddam, aveva fatto tappa a Roma per incontrare il ministro della Difesa Guido Crosetto oltre che Piantedosi.

 

L’incontro era culminato con un accordo di massima che avrebbe portato l’Italia a contribuire alla sorveglianza della frontiera tra la Cirenaica, il Sudan e l’Egitto.

 

MATTEO PIANTEDOSI CON MUSTAFA TRABELSI A TRIPOLI

In Libia, come al solito, si attende dall’Europa la giusta offerta per ritornare a placare le relazioni turbolente.

 

A Tripoli, ieri mattina, ci aveva provato velatamente il ministro dell’Interno Emad Trabelsi a fare una proposta al commissario Brunner: “Auspichiamo la firma di un trattato ufficiale con l’Unione europea”.

 

Seduto di fronte, l’algido commissario europeo non aveva mosso un muscolo ed era rimasto impassibile pure quando Trabelsi aveva rilanciato, asserendo che “qui in Libia ci sono 4 milioni di immigrati” – una stima già più volte contraddetta dai numeri ufficiali delle Nazioni Unite e che sfiora appena quota 800 mila persone.

 

naufragio migranti al largo della libia 1

Nessuno della delegazione europea ha abboccato. Certo, l’Europa continua a dirsi disponibile a collaborare con Tripoli su programmi specifici, ma da qui a spingersi anche solo a prendere in considerazione un trattato più ampio con la Libia sul modello di quello sottoscritto fra Ue e Turchia, con tanti milioni di euro in ballo, ne corre. Parlando al Foglio, un diplomatico è stato tranchant: “Non accadrà mai, nessuno a Bruxelles  si fida dei libici”. Ancora di meno dopo quello che è successo ieri a Bengasi.

 

INCONTRO AL VIMINALE TRA SADDAM HAFTAR E MATTEO PIANTEDOSInaufragio migranti al largo della libia 2

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