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LA SECONDA MANO TI DÀ UNA MANO – IL LOCKDOWN HA ACCESO LA PASSIONE DEGLI ITALIANI PER IL VINTAGE: NON SOLO UN MODO PER SVUOTARE GLI ARMADI, MA ANCHE LA POSSIBILITÀ DI FARE QUALCHE SOLDO VENDENDO OGGETTI CHE NON SI USANO PIÙ – GLI SCAMBI SONO AUMENTATI DEL 25% E MOLTI PREFERISCONO ACQUISTARE CAPI VINTAGE DELLE GRANDI FIRME PIUTTOSTO CHE RIVOLGERSI ALLA FAST FASHION…

Luigi Gaetani per “la Repubblica”

 

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La pandemia ha acceso la passione degli italiani per l'usato. Una tendenza iniziata negli anni passati, ma esplosa dopo la fine delle restrizioni. Nei lunghi mesi di lockdown in molti hanno trascorso il tempo a svuotare armadi e cantine, tirando fuori un tesoretto di vestiti e oggetti che poi sono finiti sulle bancarelle e nei negozi specializzati nella second hand in tutto il Paese.

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Un mercato in continua crescita, complice l'incertezza economica, ma anche una nuova sensibilità ambientale e un vero cambio di atteggiamento collettivo verso i beni di seconda mano. Il 2021 è stato l'anno del boom: abiti, scarpe, borse e accessori, ma anche mobili e arredamento, possibilmente anni Cinquanta o Sessanta (in gergo, mid-century ).

 

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E poi opere d'arte e utensili di ogni tipo. La principale associazione del settore è la Rete Onu, che rappresenta circa 15mila addetti, dai mercatini di strada fino ai franchising e alle grandi cooperative. Secondo il presidente, Alessandro Stillo, «quando hanno riaperto le attività abbiamo notato in tutta Italia un aumento sensibile del gradimento dei consumatori rispetto al riuso.

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E come sempre le ragioni di fondo sono molteplici ». Che si tratti di arredamento o di vestiario, quello che gli italiani anelano è il vintage, l'usato di qualità. Che ormai spesso è preferito al nuovo. «Il fast fashion , la moda spazzatura, non piace più», dice Sebastiano Marinaccio, presidente di Mercatino srl, azienda veneta che conta quasi 200 negozi in franchising di vendita per conto terzi. «Per noi il 2021 è stato da record, +6,7% rispetto al 2019. E il 2022 non sarà da meno: stimiamo un volume d'affari oltre i 90 milioni di euro. Un risultato dato da una combinazione positiva di fattori: c'è di certo l'accresciuta sensibilità per i problemi ambientali».

(…)

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Gli italiani tendono a comprare vestiti e mobili vintage, usati ma magari di grandi firme, convinti che la qualità di una volta non esista più. I dati di Mercatopoli lo testimoniano: una crescita del 25% nel 2021 sull'anno precedente. Mentre Baby Bazar - specializzato in vestiti, giochi e accessori per bambini - l'anno scorso è cresciuto del 27%. A dare la spinta ai mercatini dell'usato ci sono state le nuove piattaforme - come Vinted o Subito - dedicate al commercio online: «Anche se non hanno a che fare con i nostri negozi, hanno una ricaduta positiva su tutto il settore - dice ancora Giuliani - perché aiutano a cambiare la percezione generale sull'usato ».

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