uber londra

UBER RAUS - VITTORIA DEI TAXI: LONDRA NEGA IL RINNOVO DELLA LICENZA PER MANCANZA DI “RESPONSABILITÀ IN RELAZIONE ALLA SICUREZZA PUBBLICA” - LA SOCIETA’ ATTACCA: “UNA CITTA’ CHE SI CHIUDE ALL’INNOVAZIONE” - NELLA CAPITALE INGLESE CI SONO OLTRE 40.000 AUTISTI E TRE MILIONI E MEZZO DI UTILIZZATORI

Biagio Simonetta per Il Sole24ore.com

 

UBER BLACKUBER BLACK

Il 2017 da incubo di Uber prosegue. Anche Londra, una delle città dove il business dell'azienda californiana riscuote da sempre maggior successo, le ha chiuso le porte in faccia. Con una decisione abbastanza inaspettata, Transport for London (TfL), l'ente che gestisce il trasporto pubblico a Londra, ha negato il rinnovo della licenza che permette ad Uber di operare nella City, ritenendo che «l'approccio e il comportamento di Uber dimostrano una mancanza di responsabilità aziendale in relazione a una serie di temi che hanno implicazioni di sicurezza pubblica e ordine».

 

Una decisione che mette a forte rischio il lavoro di Uber nella capitale inglese e che potrebbe avere effetti molto pesanti sui 3,5 milioni di potenziali utilizzatori e i circa 40mila “autisti” presenti a Londra. Le avvisaglie, in realtà, c'erano già state quando il rinnovo della licenza era stato concesso per pochi mesi e non per 5 anni come da prassi. L'azienda con sede a San Francisco, intanto, ha deciso di impugnare il provvedimento presentando ricorso in appello.

UBER BLACKUBER BLACK

 

In una nota ufficiale il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha affermato che «tutte le compagnie operanti a Londra devono rispettare le regole e rispondere ai più alti standard, in particolare per quanto riguarda la sicurezza dei clienti», anche quando si offre un «servizio innovativo». Da qui il mancato rinnovo della licenza (che scade il prossimo 30 settembre). Secondo le norme vigenti, però, Uber potrà operare sul territorio londinese finché non arriverà la decisione del tribunale. La decisione odierna, comunque, è una chiara vittoria per i “black cab” londinesi, i taxi tradizionali che hanno sofferto per la concorrenza di Uber dichiarandole guerra sin dal primo giorno.

 

uberuber

La replica di Uber alla decisione della TfL londinese è arrivata tramite le parole di Tom Elvidge, General Manager di Uber a Londra. «3.5 milioni di londinesi che utilizzando la nostra app e più di 40,000 driver partner che lavorano principalmente grazie a Uber – ha detto Elvidge - rimarranno senza parole quando verranno a sapere di questa decisione. Revocando la nostra licenza di operare nella capitale, l'autorità dei trasporti di Londra (TfL) e il sindaco hanno assecondato un ridotto numero di persone che vogliono limitare le scelte dei cittadini.

 

Se questa decisione dovesse essere confermata, oltre 40,000 autisti partner di Uber rimarranno senza lavoro e Londra verrà privata di un modo di spostarsi conveniente e affidabile». Da qui la decisione di fare appello: «Intendiamo fare appello subito per difendere il lavoro di tutti questi driver e il diritto di scelta di milioni di londinesi che utilizzano la nostra app. Gli autisti che utilizzano Uber operano con una licenza emessa dal Tfl e sono sottoposti agli stessi scrupolosi controlli dei conducenti di black cab.

uber uber

 

Per garantire un'ulteriore sicurezza la nostra tecnologia innovativa è andata oltre, tracciando e registrando ciascuna corsa con sistemi Gps. Abbiamo sempre seguito le regole del Tfl segnalando incidenti seri e attraverso un apposito team che lavora a stretto contatto con la Polizia Locale».

«Come abbiamo già detto al TfL, - ha aggiunto Elvidge - un'indagine indipendente ha dimostrato che “greyball” non è mai stato utilizzato o considerato come un'opzione nel Regno Unito così come citata dal TfL.

 

l app di uberl app di uber

Uber è attivo in oltre 600 città nel mondo, più di 40 solo nel Regno Unito. Questo divieto darebbe al mondo l'immagine che Londra, lontana dall'essere aperta, è una città che chiude le porte a società innovative che portano scelta ai consumatori». Nonostante le parole di Elvidge, però, la storia giudiziaria di Uber racconta altro. Londra è solo l'ultima tappa di un percorso tremendo. Il business di Uber è fortemente compromesso dalle sentenze dei tribunali di mezzo mondo.

 

In Italia il servizio UberPop (quello dove in sostanza qualsiasi cittadino può diventare autista grazie a una App) è caduto sotto i colpi di una sentenza del tribunale di Milano il 26 maggio 2015. Da allora è inutilizzabile. Anche Uber Black, il servizio relativo alle auto con conducente professionista, ha avuto i suoi problemi: il 7 aprile 2017 era stato sospeso dal tribunale di Roma, che aveva concesso 10 giorni alla società di San Francisco per disattivare la piattaforma.

uber contro taxiuber contro taxi

 

Una sentenza d'appello arrivata il 26 maggio successivo ha dato però ragione a Uber, sconfessando il giudizio di primo grado. La storia – che vede coinvolti (come controparte) i tassisti italiani – è comunque tutt'altro che chiusa. Le controversie legali di Uber riguardano moltissimi Paesi. E nella maggior parte dei casi, il servizio UberPop è bloccato. È illegale a Bruxelles come in Canada, Romania, Spagna e Francia, è fuori dai giochi in Bulgaria e Germania (dove però funziona UberX, ndr), opera in condizioni poco chiare (giuridicamente) in Paesi come l'Olanda e NuovaZelanda e in alcuni Stati americani.

 

UBER PER IPHONE UBER PER IPHONE

La vicenda di Londra è solo l'ultima di una lunga serie di vicissitudini che hanno riguardato l'azienda di San Francisco nell'ultimo periodo. Scandali sessuali e accuse di maschilismo hanno rovinato una reputazione che già in precedenza non era delle migliori. Il caso più spinoso riguarda sicuramente Travis Kalanick, fondatore di Uber che a causa delle pressioni di un gruppo di investitori è stato costretto alle dimissioni.

 

Qualche settimana fa, infine, la decisione di Google (che è stata fra le prime big company a sostenere finanziariamente Uber) di investire in Lyft, principale competitor sul mercato americano. Un periodaccio, insomma. Toccherà al nuovo Ceo, Dara Khosrowshahi (ex Expedia), ritrovare la strada giusta.

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