salvini di maio

 DI MAIO E SALVINI, DOPO QUESTE TRATTATIVE INFINITE, SONO ORMAI PRONTI PER ZELIG! - AI GIORNALISTI CHE GLI CHIEDONO SE IL CARROCCIO SI STA AVVIANDO A UN ACCORDO CON IL M5S, GIORGETTI HA RISPOSTO: “SÌ, PER LE ELEZIONI…”. LO STESSO SALVINI HA CAPITO CHE L’AVVENTURA DI GOVERNO DA LUI SOGNATA (MODIFICA DEI TRATTATI EUROPEI E DELLA LEGGE FORNERO, PIGLIO DURO SULL’IMMIGRAZIONE) E’ INATTUABILE PER...

1 - IL FINANCIAL TIMES CI VA GIÙ PESANTE: «A ROMA ARRIVANO I NUOVI BARBARI»

Da “il Giornale”

 

SALVINI DI MAIO

L'Italia torna a preoccupare mercati e stampa internazionale. L' ultimo servizio dedicato al Belpaese viene dal «Financial Times», che ieri ha dedicato un commento alla maggioranza Lega M5S, intitolata «Roma apre le porte ai nuovi barbari» e si punta il dito contro le posizioni «russofile e anti» Unione europea della maggioranza nascente. In un' altra analisi il quotidiano ha previsto che comunque i due partiti non violeranno «le regole di bilancio europee né minacceranno di uscire dall' Euro», Possibile invece che il nuovo governo ingaggi con Bruxelles dei conflitti.

 

Le promesse di Di Maio e Salvini come annullare la riforma Fornero, mini-BoT, flat tax, reddito di cittadinanza «se applicate in pieno, non sono coerenti con lo spirito e le regole Ue»; nel contempo l' Europa li terrà sotto pressione per tagliare il deficit.

 

SALVINI DI MAIO PROVA COSTUME

Dunque il Governo ha due soluzioni: «Annacquare le promesse o attuarle più tardi». Italia in primo piano anche nell' altro principale quotidiano economico, il Wall street journale che ieri in prima pagina titolava: «In Italia inizia una era di incertezza». La stampa internazionale «è sempre più preoccupata», ha commentato l' azzurro Renato Brunetta.

 

2 - «ALTO RISCHIO, BASSA RESA» ORA IL CAPO LEGHISTA CERCA UNA VIA D'USCITA

Marco Cremonesi per il “Corriere della Sera”

 

DI MAIO SALVINI MATTARELLA

«Altissimo rischio politico, bassa resa». Sono le cinque parole attribuite al leader che nelle ultime ore in Lega si diffondono come fossero uno slogan. Ma è uno slogan per la campagna elettorale. Lo dice Giancarlo Giorgetti all' uscita dal Quirinale. Il capogruppo leghista alla Camera, di fronte alle telecamere e ai taccuini spalancati, si lascia andare. Gli chiedono se la Lega si stia avviando verso un accordo con i 5 stelle. E lui risponde: «Per le elezioni... ».

 

luigi di maio salvini

Lo staff leghista si affanna a precisare: solo una battuta. Ma è quella che dà il segno alla giornata. E le parole molto nette di Salvini dopo l' incontro con il capo dello Stato («Gli accordi un tanto al chilo non fanno per me») sono il segno, dicono i suoi sostenitori, di una svolta: «Siamo usciti dal piano inclinato. L' accordo con i 5 stelle non è più inevitabile».

 

Parole simili le avrebbe pronunciate il segretario: «Abbiamo costruito una via d' uscita rispetto al destino obbligato». Perché il tavolo sul programma è servito soprattutto a rimarcare le divisioni con i 5 stelle. Quanto al candidato premier, la verità è sempre la stessa: «Non c'è».

 

murale salvini di maio

E così, la Lega si affida al repertorio antico per risolvere il problema attuale: il prossimo weekend torneranno nelle piazze i gazebo, simbolo rustico della volontà popolare. In cui si chiederà il parere dei cittadini su alcuni punti del «contratto» di governo con i 5 stelle in fase di complicata gestazione.

 

Guarda un po', saranno sottoposti a consultazione proprio gli aspetti che - a dispetto di estenuanti riunioni - nel rapporto con gli stellati sembrano proprio non funzionare: immigrazione, legittima difesa, riformulazione dei trattati europei. Più l' abolizione della Fornero e la Flat tax, cuore del programma leghista. Il faccia a faccia con Mattarella per Salvini è stato una «presa di coscienza». Tanto per cominciare sull' Europa.

 

LA PRIMA PAGINA DI LIBERATION SUI POPULISTI AL POTERE IN ITALIA

Il presidente della Repubblica ha ricordato alla delegazione leghista l'entità dei vincoli europei e internazionali dell' Italia. Non che Salvini li ignorasse, ma l'esposizione di Mattarella deve essere stata efficace. Perché poco più tardi, il leader leghista si apriva con i suoi: «La verità è che per superare quel tipo di vincoli, occorre un piglio di un certo tipo. Un' impresa così richiede una grande convinzione».

 

Sottinteso: piglio e convinzione che con i 5 stelle sarebbero assai difficili da mettere in campo. Il deludere l' elettorato anti euro non è che uno degli aspetti della «bassa resa» dell' accordo con gli stellati. Peggio ancora sarebbe se nessuno vedesse il nuovo in tema di immigrati: «Impensabile mettersi in gioco senza essere certi di avere le mani libere» dice ai suoi Salvini.

 

Sul fronte dell' altissimo rischio politico, c' è il rapporto con il centrodestra. Il segretario leghista in prospettiva non crede alla «benevolenza» degli atteggiamenti di Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni: «Ci marcherebbero stretto e non ce ne lascerebbero passare una. Per giunta, Meloni si muove su terreni vicini a quelli della Lega, e dunque il rischio cresce».

 

MATTARELLA E SALVINI

Il presidente Mattarella, secondo i leghisti, è stato «molto corretto». Però, loro sanno che il presidente deve solo attendere qualche giorno prima che il tentativo di governo pentaleghista si areni da solo. Per dipingere lo spirito in cui si muove il Quirinale, a Giancarlo Giorgetti è attribuita un' immagine presa da Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway. Citata così: «Dagli corda, dagli corda... quando si stancheranno, potrai tirarli su...».

MATTARELLA E LUIGI DI MAIO

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....