matteo renzi marco mancini

“LA PROCURA DI ROMA HA UNA SOLA VIA DI USCITA DALL’IMBARAZZANTE SITUAZIONE IN CUI SI È CACCIATA: CHIEDERE L’ARCHIVIAZIONE DELLA PROF CHE HA FOTOGRAFATO RENZI E MANCINI” - MARCO LILLO: “SE ESISTESSE UNA NORMA CHE VIETA DI FOTOGRAFARE RENZI IN UNA PIAZZOLA E INVIARE UNA MAIL A REPORT, L’ITALIA SAREBBE UN PAESE DELLE BANANE. PER FORTUNA QUELLA NORMA NON ESISTE. NON C’È FRAUDOLENZA NÉ DOLO DI DIFFAMARE NÉ DIFFUSIONE. E IL DIRITTO DI CRONACA RIGUARDA ANCHE LE FONTI. L’ARCHIVIAZIONE SAREBBE UNA TOPPA SU UN’INCHIESTA DAI MODI DISCUTIBILI. LA TUTELA DAI COMPLOTTI IPOTETICI E DALLE FOTO SCOMODE VALE SOLO PER GLI EX PREMIER?”

Marco Lillo per il “Fatto quotidiano”

 

MATTEO RENZI E MARCO MANCINI

La Procura di Roma ha una sola via di uscita dall’imbarazzante situazione in cui si è cacciata: chiedere l’archiviazione della professoressa che ha fotografato Renzi e Mancini all’autogrill. L’avviso di chiusura indagine per 617 septies (diffusione di riprese fraudolente) è stato un errore rimediabile. Se esistesse una norma che vieta di fotografare Renzi in una piazzola e inviare una mail a Report, l’Italia sarebbe un paese delle banane. Per fortuna quella norma non esiste: il 617 septies prevede il carcere fino a 4 anni ma non per quel che la prof ha fatto. Se non lo scriveranno i pm lo scriverà prima o poi un giudice.

report incontro mancini renzi 1

 

Non c’è fraudolenza né dolo di diffamare né diffusione. E il diritto di cronaca riguarda anche le fonti. L’archiviazione sarebbe una toppa su un’inchiesta dai modi discutibili. I pm hanno acquisito i tabulati della fonte e dei giornalisti e li hanno depositati. Ora Renzi e Mancini sanno i nomi delle fonti oscurate da Report. La giustificazione potrebbe essere quella di aver fatto tutto ciò per smontare le tesi complottiste di Renzi.

 

la professoressa che ha filmato l incontro renzi mancini all autogrill di fiano romano 4

Però se una simile tesi complottistica fosse stata formulata da un giornalista del Fatto che si sentiva ripreso dai servizi per una foto pubblicata, i pm di Roma avrebbero lavorato così? O la tutela dai complotti ipotetici e dalle foto scomode vale solo per gli ex premier? Non solo. Dopo aver accertato che Renzi sbagliava (cioè che la prof è solo una prof e il complotto non c’è) i pm non hanno archiviato.

 

Hanno escluso solo il reato denunciato da Renzi (lo spionaggio di pubblici ufficiali) ma poi hanno ipotizzato le riprese fraudolente che Renzi mai aveva denunciato. Così hanno rafforzato il senatore. Al punto che nell’ultima memoria Renzi arriva a chiedere ai pm di indagare pure sui tabulati telefonici della seconda fonte di Report per individuare i suoi rapporti con i servizi segreti.

massimo giletti e la foto della professoressa del caso renzi mancini

 

Se dai un dito a Renzi ti ritrovi senza braccio. Anche per questo i pm con un sussulto di orgoglio dovrebbero scrivere una richiesta di archiviazione con un implicito messaggio a Renzi di questo tipo: “Caro senatore, per garbo istituzionale abbiamo verificato il complotto che non c’è. Ora, visto che invece di prendere atto della verità sulla prof presenti memorie che tengono alta la grancassa, ti diciamo basta. Le tue tesi sono sballate. La prof non ha fatto nessun reato e le fonti in un Paese serio si tutelano. Non si indagano e svelano su richiesta dei senatori. Specialmente se non hanno fatto reati, come in questo caso. Perché non sono patrimonio dei giornalisti ma dei cittadini”.

la professoressa che ha filmato l incontro renzi mancini all autogrill di fiano romano 2

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