“È ARRIVATO IL MOMENTO, È MIO DOVERE STARE AL FIANCO DEL MIO POPOLO” – MARIA CORINA MACHADO, LEADER DELL'OPPOSIZIONE VENEZUELANA IN “ESILIO” DAL DICEMBRE 2025, ANNUNCIA DI VOLER RIENTRARE IN VENEZUELA PER STARE ACCANTO ALLA POPOLAZIONE COLPITA DAL TERREMOTO – GLI STATI UNITI LE HANNO CHIESTO PRUDENZA, PREFERENDO RINVIARE IL RITORNO PER EVITARE NUOVE TENSIONI – INTANTO CRESCE LA PRESSIONE SULLA PRESIDENTE AD INTERIM DELCY RODRÍGUEZ, CONTESTATA DALLA POPOLAZIONE PER LA GESTIONE DELL'EMERGENZA…
Estratto dell’articolo di Virginia Nesi per il “Corriere della Sera”
La sua terra trema. Lei la vede tremare dall’esilio. Può parlare solo dal suo nascondiglio María Corina Machado. La leader dell’opposizione venezuelana continua ad ascoltare le notizie strazianti su morti e desaparecidos sepolti dal terremoto.
[…] eri in un’intervista a Fox News ha fatto un annuncio: «È arrivato il momento, è mio dovere stare al fianco del mio popolo. Abbiamo bisogno di stare insieme, abbracciarci, piangere la perdita di una persona cara, ma anche darci forza a vicenda. Tornerò presto in Venezuela. Ora la priorità assoluta è salvare vite».
Sono mesi che María Corina Machado vuole tornare in Venezuela. Avrebbe chiesto aiuto più volte agli Stati Uniti di agevolare gli spostamenti. Scrive il New York Times che secondo due funzionari della Casa Bianca, le autorità americane provano frustrazione nei confronti della leader a causa delle ripetute sollecitazioni. […]
María Corina Machado, invece, insiste. I funzionari americani le hanno sconsigliato di tornare subito in patria. Appoggeranno il suo ritorno, ma non adesso, in un futuro prossimo, per evitare tensioni con l’attuale governo venezuelano. La premio Nobel esplicita il bisogno e l’urgenza di stare vicino al pueblo.
[…] Punta su quella leadership che alle elezioni di luglio 2024 ha consentito il trionfo di Edmundo González Urrutia, candidato dell’opposizione, oggi esiliato a Madrid. María Corina Machado non tocca il suolo venezuelano dallo scorso dicembre. Se n’era andata travestita, con una parrucca, attraversando una schiera di check-point militari e rischiando il tutto e per tutto nella missione segreta «Dinamita dorada», per raggiungere Oslo e ritirare il Premio Nobel per la Pace.
Poi, a gennaio, la stessa leader ha consegnato la prestigiosa medaglia a Donald Trump come «riconoscimento per il suo impegno straordinario a favore della nostra libertà», dopo la cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro.
In questo momento, la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodríguez vive una situazione complessa. La gente reclama più aiuti. I fischi, nella sua prima apparizione pubblica dopo le scosse, agitano i consensi della «tigre» del petrolio. […]
Maria Corina Machado a oslo
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Maria Corina Machado a oslo
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maria corina machado consegna il suo nobel a trump


