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“L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA E’ UNA GRAVE VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, UNA FORMA DI AGGRESSIONE A UNO STATO SOVRANO” - MARINA CASTELLANETA, ORDINARIA DI DIRITTO INTERNAZIONALE ALL’UNIVERSITÀ DI BARI, SMONTA LE FANDONIE DI TRUMP: “LA LOTTA AL NARCOTRAFFICO NON È UNA MOTIVAZIONE VALIDA. CI SONO CONVENZIONI AD HOC DELLE NAZIONI UNITE. IN NESSUN MODO È CONSENTITO L’UTILIZZO DELLA FORZA E L’ATTACCO A UNO STATO SOVRANO. TRA L’ALTRO UN CAPO DI STATO GODE DI IMMUNITÀ, UN ELEMENTO PIÙ VOLTE INVOCATO DAGLI USA NEI CONFRONTI DI NETANYAHU – TRUMP AVEVA BISOGNO DELL’AUTORIZZAZIONE DEL CONGRESSO, SECONDO QUANTO PREVISTO DALL’’AUTHORIZATIONS FOR THE USE OF MILITARY FORCE’ - SI TRATTA DI UNA VIOLAZIONE GRAVE COMMESSA DA UN MEMBRO PERMANENTE DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU. E LE REAZIONI NON COSÌ NETTE DELLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE FANNO PENSARE CHE SI POSSA COMPROMETTERE ANCHE LA TENUTA DI UNA NORMA COSÌ CENTRALE NEL DIRITTO INTERNAZIONALE"

Estratto dell’articolo di Valentina Santarpia per il “Corriere della Sera”

 

MARINA CASTELLANETA

Una «grave violazione del diritto internazionale, una forma di aggressione a uno Stato sovrano»: così la professoressa Marina Castellaneta, ordinaria di Diritto internazionale all’università di Bari, definisce l’attacco di Trump nei confronti del Venezuela.

 

Perché?

«Perché l’articolo 2, paragrafo 4, della Carta delle Nazioni Unite stabilisce il divieto di uso della forza, è […] inderogabile, se non nel caso di legittima difesa, a seguito di un attacco armato già sferrato».

 

Trump ha parlato di un’operazione contro il narcotraffico internazionale.

«Non è una motivazione valida. Riguardo al narcotraffico […] ci sono convenzioni ad hoc delle Nazioni Unite, e gli strumenti utilizzati sono quelli del diritto: la cooperazione tra le autorità di indagine, la raccolta di prove, lo svolgimento del processo. In nessun modo è consentito l’utilizzo della forza e l’attacco a uno Stato sovrano per ingerenze nella lotta al narcotraffico […]».

DONALD TRUMP SEGUE IN DIRETTA LA CATTURA DI NICOLAS MADURO

 

Il fatto che Maduro sia accusato di crimini efferati non consente una deroga?

«C’è un fascicolo aperto presso la Corte penale internazionale, e in quella sede tutto si svolge secondo lo Stato di diritto e con un equo processo. Tra l’altro il Venezuela ha ratificato lo Statuto della Corte. Invece questo uso di potere sfrenato, senza limiti, non si può considerare un mandato d’arresto, ma un sequestro di persona. Tra l’altro un capo di Stato gode di immunità, un elemento più volte invocato dagli Usa nei confronti di Netanyahu».

 

DONALD TRUMP SEGUE IN DIRETTA LA CATTURA DI NICOLAS MADURO

Il segretario generale dell’Onu ha parlato di «pericoloso precedente».

«Certo, perché si tratta di una violazione grave e flagrante commessa da un membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu. E le reazioni non così nette della comunità internazionale fanno pensare che si possa compromettere anche la tenuta di una norma così centrale nel diritto internazionale: sembra che abbiano paura di esporsi».

 

Quali potrebbero essere le reazioni?

«Il Consiglio di sicurezza è paralizzato perché, come nel caso Russia-Ucraina, gli Usa hanno diritto di veto. Quello che sarebbe possibile è che l’Assemblea voti una risoluzione, e a quel punto sarebbe interessante vedere quale sarebbe l’entità dei voti nel condannare Trump. Secondo me, così come condanniamo l’aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina, allo stesso modo dovremmo condannare quella degli Usa in Venezuela».

 

DONALD TRUMP SEGUE IN DIRETTA LA CATTURA DI NICOLAS MADURO

Il governo italiano parla di intervento legittimo pur condannando l’uso della forza.

«Sono formule dove ci si mette un po’ di tutto, come quella di von der Leyen per l’Ue che assicura che seguiranno da vicino la vicenda. Ma nessuno dice su cosa si baserebbe la legittimità dell’intervento. […]».

 

Potrebbe essere un appiglio il fatto che l’elezione di Maduro sia considerata non regolare?

«No, questi problemi di legittimità sono molto frequenti nel mondo ma ci sono organismi di monitoraggio internazionali che possono prendere provvedimenti, sanzioni, ma non uno Stato che si sente superiore e prende una decisione unilaterale. Sembra che Trump incarni il bene superiore che decide per gli altri. Del resto anche leggendo il documento della National security strategy si capisce che gli Usa intendono riprendere un’attività imperialista nei confronti del Sud America».

DONALD TRUMP SEGUE IN DIRETTA LA CATTURA DI NICOLAS MADURO

 

Il 16 dicembre Trump aveva qualificato il regime di Maduro come «Foreign Terrorist Organization» (Fto), una mossa presentata dall’Amministrazione Usa come base giuridica per un’azione militare diretta e per l’applicazione della legislazione federale contro i vertici del regime.

«[…] L’uso della forza non è in alcun modo giustificabile e la designazione Usa non è una base giuridica accettabile».

 

Trump, dal punto di vista del diritto Usa, ha fatto una forzatura? Avrebbe dovuto chiedere un’autorizzazione?

DONALD TRUMP E IL VENEZUELA - MEME BY VUKIC

«Sì, ci sarebbe bisogno dell’autorizzazione del Congresso, salvo in casi in cui ci sia un rischio imminente per gli Stati Uniti, secondo quanto previsto dall’“Authorizations for the Use of Military Force”. In realtà però già in passato altri presidenti hanno agito senza passare dal Congresso e presentando poi un rapporto».

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