MARÒ, CHE PASTICCIO - UNA MAIL SCAGIONA LATORRE E GIRONE - LA NAVE CON BORDO I FUCLIERI COMUNICÒ ALLE 19 ORA E LUOGO DELL’INCIDENTE - MA L’ARMATORE DELLA BARCA SU CUI MORIRONO I DUE PESCATORI LO COLLOCA ALLE 21: IMPOSSIBILE

L'articolo di "Oggi"

http://www.oggi.it/attualita/notizie/2015/01/21/caso-maro-ecco-il-documento-inedito-che-potrebbe-scagionare-massimiliano-latorre-e-salvatore-girone-esclusivo/

 

 

Chiara Giannini per “Libero Quotidiano”

 

 salvatore girone Massimiliano Latorre  salvatore girone Massimiliano Latorre

Nessuno lo ha mai detto ufficialmente, ma stando a un documento riportato sul settimanale Oggi, in uscita questa mattina, i marò sono innocenti. Si tratta della mail che il comandante della Enrica Lexie, Umberto Vitelli, inviò alle 13.46 UTC (ora di Greenwich), ovvero le 19.16 indiane, all’armatore, la Fratelli D’Amato, per riportare dell’incidente con un barchino di pirati, ma soprattutto della successiva comunicazione che l’armatore inviò alla centrale operativa delle Capitanerie di porto.

 

Mail che dimostra che la Marina Militare fu subito a conoscenza del fatto che si fosse trattato di un tentativo di abbordaggio da parte di un barchino di pirati. E che anche l’India ne era venuta a conoscenza, quindi non poteva non sapere che quel barchino non era quello su cui si trovavano i due pescatori uccisi, ovvero il St Antony.

 

I CADAVERI DEI PESCATORI INDIANI I CADAVERI DEI PESCATORI INDIANI

Ciò che balza subito all’occhio dalla comunicazione -inviata anche ad altri enti, tra cui il Maritime security centre Horn of Africa e l’United Kindom Marine Trade operations, che rileva e segnala eventi in mare, e alla nave Grecale della Marina Militare - è che Vitelli raccontò che il fatto era avvenuto «a 20miglianautiche fuori da Alleppey Town». Secondo quanto dichiarato invece in una intervista che proprio il settimanale Oggi fece il 21marzo 2012 a Freddy Bosco, armatore del St Antony, l’incidente tra la Lexie e la barca di pescatori sarebbe avvenuto al largo di Kollam, ovvero a 27miglia nautiche di distanza dalla posizione indicata da Vitelli.

Salvatore Girone Massimiliano LatorreSalvatore Girone Massimiliano Latorre

 

Lo stesso Freddy Bosco il 3marzo aveva detto al quotidiano indiano Deccan Chronicle che l’incidente era avvenuto al largo di Chertala,ovvero 24miglianautiche a Nord rispetto a quanto scritto da Vitelli. Due versioni diverse, insomma, a distanza di pochi giorni.Ma soprattutto diverse da quelle indicate dal comandante della Lexie nella sua mail, come se si trattasse di due incidenti diversi. Nel documento si legge che i radar della nave italiana rilevarono un barchino col transponder spento che si stava avvicinando a tutta velocità verso la Lexie.

DANIELE MANCINI TRA SALVATORE GIRONE E MASSIMILIANO LATORRE jpegDANIELE MANCINI TRA SALVATORE GIRONE E MASSIMILIANO LATORRE jpeg

 

Fu subito allertato il team di sicurezza di bordo, composto da sei uomini del San Marco, di cui era a capo Massimiliano Latorre, mentre l’equipaggio fu ricoverato in quella che nella mail fu definita «la cittadella», in realtà una stanza ad isolamento da cui non si poteva comunicare con l’esterno. La petroliera, infatti, non è dotata di una vera e propria «cittadella», come scritto nel documento inedito che riporta la comunicazione tra l’armatore D’Amato e la centrale operativa delle Capitanerie di porto, che parla semmai di «Stering Gear». Da lì il personale non poteva quindi sapere cosa stesse accadendo fuori. Furono dati segnali di avvertimento con luci apposite, ma l’imbarcazione non arrestò la sua corsa. Così, intorno alle 16 locali, quando fu a cento metri dalla nave, il team di sicurezza poté scorgere sei uomini armati a bordo.

 

SALVATORE GIRONE E MASSIMO LATORRESALVATORE GIRONE E MASSIMO LATORRE

Secondo le procedure, furono sparati colpi di avvertimento (Vitelli non riportò se in acqua o in aria) e il barchino con i pirati a bordo si dette alla fuga. Poco dopo il personale uscì dalla stanza isolata. Secondo quanto riportato dalla mail, che l’armatore poi inviò agli organi competenti (compresa la Marina Militare), il natante avvistato dai marò a bordo della Lexie non era altro che un’imbarcazione di pirati, incontrata su una rotta totalmente diversa da quella segnalata da Freddy Bosco. Difficile comprendere, quindi, come l’India abbia potuto accusare i due fucilieri del San Marco, Latorre e Girone, di essere colpevoli dell’uccisione di due pescatori se subito dopo l’incidente il comandante della petroliera seppe fornire dettagli precisi e indicare sì la presenza di un natante, ma non certo di un peschereccio.

I DUE MARO LATORRE E GIRONE I DUE MARO LATORRE E GIRONE

 

Peraltro esiste un’analisi fatta da Luigi Di Stefano, perito giudiziario che si occupò anche del caso di Ustica, successivamente aiutato da Stefano Tronconi e Toni Capuozzo, nella quale si specifica che tanti altri dettagli non tornano. A partire dall’orario dell’incidente, che Freddy Bosco da subito disse alle tv locali essere avvenuto alle 21.30. «L’India» spiega Di Stefano «in tre anni non è stata in grado di formulare un capo d’accusa, ma questo perché non hanno le prove».

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