palamara di matteo davigo

IN NINO VERITAS - IL PM ANTIMAFIA E MEMBRO DEL CSM NINO DI MATTEO: "LA VICENDA CHE COINVOLGE DAVIGO NON È MENO GRAVE IN TERMINI DI INTRALCIO AL REGOLARE FUNZIONAMENTO DEL CSM, DELLA RIUNIONE DELL'HOTEL CHAMPAGNE CON PALAMARA, FERRI, LOTTI E I CINQUE MEMBRI DEL CSM - LA MAGISTRATURA È UN PUGILE ALLE CORDE. IL SORTEGGIO DEI MEMBRI DEL CSM POTREBBE ESSERE IL VACCINO CONTRO IL VIRUS DELLE CORRENTI”

GIUSEPPE SALVAGGIULO per la Stampa

 

Nino Di Matteo, da due anni lei è al Csm, eletto dopo il caso Palamara. Le correnti sono più forti o più deboli?

NINO DI MATTEO

«Il Csm si dibatte tra spinte al cambiamento e controspinte conservatrici, come la difficoltà di liberarsi delle vecchie logiche, dure a morire, e nella tentazione di sopire, ridimensionare».

 

Se l'aspettava?

«Avevo sempre diffidato del Csm: isolava e delegittimava, anziché difendere, i magistrati liberi e coraggiosi, non intruppati. Quelli che, come dicevano di me, non "coltivano" le domande per gli incarichi direttivi».

 

Ora parla di spinte al cambiamento: quali?

«Il voto spesso non unanime dei membri delle correnti, che scalfisce la ferrea logica di appartenenza».

 

 I segnali di conservazione?

«La valutazione di intercettazioni e chat con Palamara, con magistrati che chiedevano il sostegno di correnti ed esponenti politici. Talvolta emergono logica di minimizzazione, prudenza sospetta e perfino riflesso di protezione per chi nei rispettivi gruppi aveva incarichi importanti».

 

LUCA PALAMARA

Che spiegazione dà?

«Si pensa che destituito Palamara e puniti i suoi accoliti dell'hotel Champagne, il problema sia risolto».

 

Non è così?

«Palamara da solo non decideva nulla. Grave errore demonizzarlo come organizzatore o perno fondamentale. Era una pedina importante, non di più, di un sistema alimentato da una base di consenso e dalla spinta dal basso di magistrati che chiedevano aiuto a fini di carriera».

 

Il libro di Palamara le è piaciuto?

«È un libro utile, perché la verità è sempre necessaria». Nel libro "I nemici della giustizia" elogia e difende il suo collega Ardita.

 

luca palamara picconato da cossiga nel 2008 1

Che idea si è fatto dei verbali sulla loggia Ungheria in cui è citato, e che furono portati al Csm da Davigo?

«Senza scendere in dettagli perché ci sono inchieste giudiziarie e pratiche al Csm, non voglio essere ipocrita. La vicenda è di una gravità non minore, in termini di intralcio al regolare funzionamento del Csm, della riunione dell'hotel Champagne con Palamara, Ferri, Lotti e i cinque membri del Csm».

 

In cosa consiste la gravità?

«Nella circolazione, dentro e fuori il Csm, di verbali giudiziari coperti da segreto, senza che nessuno dei consiglieri informati ne ufficializzasse la ricezione o trasmissione né prendesse iniziative formali. Al di là di singole posizioni, un grave danno al tentativo di recupero di credibilità e autorevolezza del Csm».

luca palamara picconato da cossiga nel 2008 3

 

Secondo lei di quella vicenda sappiamo tutto?

«Spero che nelle sedi giudiziarie si possa chiarire il dubbio angoscioso che ho dall'inizio e con il tempo, anziché svanire, si è rafforzato». Ovvero? «Che questa circolazione impropria dei verbali sia stata in qualche modo strumentalizzata per interferire sul Csm, condizionando un organo di rilievo costituzionale».

 

nino di matteo 1

Con le regole differenziate per i processi di mafia il suo giudizio sulla riforma Cartabia è migliorato?

«Continuo a ritenerla dannosa e pericolosa. Sono perplesso per la prevalenza delle esigenze legate ai fondi del Pnrr su quelle di giustizia, in una visione della società dominata dall'economia e non dal diritto.

 

Contesto la soluzione tecnica dell'improcedibilità, estranea alla nostra cultura giuridica, che manderà in fumo i processi anziché velocizzarli. E sono allarmato dall'attribuzione al Parlamento del potere di stabilire criteri di priorità nell'esercizio dell'azione penale».

 

Diffida del Parlamento?

«No, del vulnus ai principi di separazione dei poteri e obbligatorietà dell'azione penale, un'arma formidabile per condizionare l'attività giudiziaria in mano alle mutevoli maggioranze politiche. Il Parlamento potrà dire ai pm di perseguire prioritariamente gli scippi e solo se avanza tempo la corruzione».

 

Però avete evitato l'improcedibilità per i reati di mafia.

«Ancora una volta c'è stato bisogno della denuncia dei soliti quattro o cinque magistrati antimafia. Gli stessi periodicamente accusati di invadere il campo di una politica che, al di là dei proclami, mai ha davvero posto in cima all'agenda politica un serio contrasto alle mafie».

nino di matteo 2

 

Come mai solo pochi e non tutti i magistrati come ai tempi di Berlusconi?

«Ho notato anch' io una reazione blanda e limitata. Per diversi fattori. Primo: le iniziative di quei governi compattavano tutte le componenti della magistratura. Secondo: nel governo attuale ci sono quasi tutte le parti politiche. Terzo: la magistratura è in questo momento un pugile alle corde, che si limita a schivare i colpi per limitare i danni senza reagire, avendo il ripiegamento su sé stessa come unica prospettiva».

 

Non c'è anche una ventata culturale antigiustizialista?

Palamara Lotti Ferri

«A me questa rappresentazione mediatica giustizialisti-garantisti pare una semplificazione fuorviante. Io difendo la massima espansione delle garanzie di indagati e imputati, ma vorrei che la certezza della pena non fosse sistematicamente vanificata da benefici e scappatoie. Se vuol dire essere giustizialisti, allora sono il primo dei giustizialisti».

 

piercamillo davigo

Vale anche per il decreto sulla presunzione di innocenza?

«Si usa un principio giusto per imbavagliare le autorità pubbliche. I processi mediatici proseguiranno, ma solo con imputati e avvocati. Si silenzia chi indaga sul potere impedendo ai cittadini di sapere. Per me è una questione di democrazia e libertà».

 

Alle elezioni Anm di Palermo ha vinto il gruppo 101, che chiede il sorteggio del Csm.

«Segnale da non sottovalutare: tanti magistrati chiedono una cura forte per un organismo malato. Il sorteggio temperato, magari per un tempo limitato, è il vaccino per il virus del correntismo».

piercamillo davigo 1nino di matteo a piazzapulita 2

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