pedro sanchez colpo di stato in spagna golpe antonio tejero 1981

CHE MI PRENDA UN GOLPE! – IL PREMIER SPAGNOLO PEDRO SANCHEZ HA ANNUNCIATO LA DECLASSIFICAZIONE DA MERCOLEDÌ, DEI DOCUMENTI ANCORA COPERTI DA SEGRETO DEL FALLITO COLPO DI STATO DEL 23 FEBBRAIO 1981 GUIDATO DAL TENENTE COLONNELLO ANTONIO TEJERO: “LA MEMORIA NON PUÒ ESSERE SOTTO CHIAVE” – IN QUELLA NOTTE, TEJERO E I MILITARI DELLA GUARDIA CIVILE ASSALTARONO IL PARLAMENTO SPAGNOLO E PRESERO IN OSTAGGIO I DEPUTATI DURANTE LA SEDUTA DI INVESTITURA DI LEOPOLDO CALVO SOTELO A CAPO DEL NUOVO GOVERNO, MENTRE A VALENCIA I CARRI ARMATI SCESERO IN STRADA – IL PUTSCH FALLÌ DOPO CHE… - VIDEO

Paola Del Vecchio per l'ANSA

 

PEDRO SANCHEZ

"La memoria non può essere sotto chiave". Con questo messaggio il premier Pedro Sanchez ha annunciato la declassificazione, effettiva da mercoledì, dei documenti ancora coperti da segreto del fallito colpo di Stato del 23 febbraio 1981, per saldare "un debito storico" con gli spagnoli. La svolta è arrivata nel 45esimo anniversario del fallito putsch guidato dal tenente colonnello Antonio Tejero, che, alla testa di militari della Guardia Civile e pistola in pugno, fra raffiche di mitra, assaltò il Parlamento spagnolo.   

 

In quella notte che fece tremare la giovane democrazia, Tejero prese in ostaggio i deputati durante la seduta di investitura di Leopoldo Calvo Sotelo a capo del nuovo governo, mentre a Valencia i carri armati scesero in strada. Dopo 18 ore sospese l'allora re Juan Carlo I, in uniforme delle forze armate, respinse il tentativo di sovvertire l'ordine costituzionale, isolò i golpisti e segnò il fallimento del colpo di mano.  

 

Antonio Tejero

La desecretazione riguarderà atti classificati "alto segreto": una novantina di tomi dei fascicoli processuali custoditi al Tribunale Supremo, trascrizioni di intercettazioni, comunicazioni tra la Casa Reale e la Moncloa, rapporti sulle mobilitazioni delle regioni militari e dossier dei servizi segreti dell'epoca (Cesid, oggi Cni). Materiali rimasti finora coperti dalla legge sui segreti ufficiali del 1968, varata sotto la dittatura di Francisco Franco, solo parzialmente modificata nel 1978, e che non prevede scadenze automatiche alla segretazione dei documenti governativi e militari.   

 

La scelta di Sanchez anticipa la riforma, avviata dal governo nel 2025 ma ferma in Parlamento, che introduce termini certi (45 anni per l'"alto segreto", 35 per il "segreto"), segnando una cesura con l'impianto franchista.

 

il tentato colpo di stato in spagna del 1981 3

Per gli storici come il cattedratico di Storia contemporanea, Julian Casanova l'apertura degli archivi precedenti il 1981 è "un'eccellente notizia". Secondo molti, porterà chiarimenti su eventuali complicità negli apparati militari e istituzionali e sulle reali ambizioni politiche del golpe. Compreso il nodo mai del tutto sciolto dell'"elefante bianco", che avrebbe dovuto guidare l'operazione, di grado superiore allo stesso Tejero, condannato a 30 anni di carcere (dei quali ne scontò 15), così come al generale Alfonso Armada, vicino al re, accusato di aver progettato il golpe per "riportare" la democrazia sotto guida militare in una "prospettiva costituzionale".  

intervento tv di Juan Carlos contro Tejero

 

Nella sua biografia 'Reconciliacion' (2024) Juan Carlos I afferma che "non ci fu un golpe, ma tre golpe": quello di Tejero, quello di Armada e quello dei politici vicini al franchismo, assicurando che il generale lo tradì, convincendo gli altri vertici militari che parlava in suo nome.    Lo scrittore Javier Cercas, nel suo celebre libro 'Anatomia di un istante' su quelle ore in cui la Spagna rimase col fiato sospeso, suggerisce che il re simpatizzava con i 'ribelli'.

 

Tuttavia oggi invita alla cautela: "Non aspettatevi il grande segreto sul colpo di Stato del 23 febbraio, perché non esiste". Secondo l'autore di 'Soldati di Salamina', sia il monarca che "tutta la classe politica" commisero "errori che favorirono il putsch". E Juan Carlos lo fermò "perché come capo delle forze armate era l'unico che poteva farlo". Per lo scrittore, la verità storica è già nota e l'apertura degli archivi servirà soprattutto a "farla finita con le bufale" e le teorie cospirative su quell''intento militar', che segnò lo spartiacque con il franchismo e la transizione, divenendo "il mito fondante della democrazia".   

Tejero in Parlamento

 

Quella notte però continua a proiettare ombre simboliche sulla Spagna contemporanea. Nel 2019, alla traslazione della salma di Franco dalla Valle de los Caidos, la cerimonia funebre fu officiata da Ramon Tejero, figlio del golpista, oggi 93enne, che non volle mancare al saluto dei tanti nostalgici al 'caudillo', quando fu interrato nel cimitato di Mingorrubio-El Pardo, a Madrid.

Tejero in ParlamentoAntonio Tejeroil tentato colpo di stato in spagna del 1981 1il tentato colpo di stato in spagna del 1981 2Antonio Tejero

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...