gino sorbillo

"LA MIA PIZZA E’ PER TUTTI, ANCHE PER SALVINI. DIECI ANNI FA AVEVO DETTO CHE I LEGHISTI NON ERANO GRADITI" - GINO SORBILLO: "DA NAPOLETANO RISPONDEVO A PRESE DI POSIZIONE FORTI DELLA LEGA NORD CONTRO IL MERIDIONE" – "SONO UNO SCUGNIZZO DEI VICOLI. ANNI FA A NAPOLI IN VIA DEI TRIBUNALI, DOVE C’E’ IL MIO LOCALE, ALLE 21 C'ERA IL COPRIFUOCO, ERA ZONA DI SPACCIO. MI SONO OPPOSTO A OGNI RICATTO. IO IN POLITICA?  HO AVUTO UNA PICCOLA ESPERIENZA CON LE PRIMARIE DEL 2011 COME SINDACO DI NAPOLI E MI È BASTATA. QUEL MONDO NON FA PER ME…"

PAOLA PELLAI per Libero Quotidiano

 

GINO SORBILLO 13

Per chi arriva a Napoli è d'obbligo andare in via dei Tribunali a mangiare la pizza (la più richiesta è la classica Margherita) da Gino Sorbillo. Il suo storico locale, aperto nel 1995, lo riconosci dalla lunga fila di gente che, a pranzo e a cena, aspetta il turno per entrare ad assaggiare la pizza napoletana "vera, autentica, per tutti". Gino ha 47 anni, ma la fama dei Sorbillo inizia nella stessa via nel 1935 con la pizzeria del nonno, dove è cresciuto anche papà Salvatore.

 

«Mamma - racconta Gino - faceva la sarta e papà, 19° di 21 figli, è stato un pizzaiolo capace di salvaguardare l'antica arte tramandandola ai figli». Coraggio, passione (senza quella non puoi lavorare 15 ore al giorno), creatività hanno fatto di Gino un ambasciatore della pizza nel mondo, ma anche un comunicatore in tv e un guerriero in tante battaglie. «Prima della pandemia - mi spiega - in via dei Tribunali sfornavo oltre 1.500 pizze al giorno. Poi il buio totale e ora, con la fine dell'emergenza, siamo intorno alle 1.000. Ma con la guerra tra Russia e Ucraina la strada è tornata in salita, i prezzi delle materie prime sono lievitati...».

GINO SORBILLO 13

 

Lei ha rivisitato la figura del pizzaiolo.

«Non dimentico il punto di partenza: sono uno scugnizzo dei vicoli di Napoli, lì c'è la mia identità, il mio coraggio, a volte anche la paura. A 22 anni avevo già le idee chiare, ero convinto che si potesse lavorare molto sulla voglia di riscatto di questo mestiere e di questo prodotto. Volevo raccontare la pizza come forma espressiva ed artistica di una città, addirittura di un quartiere. Un tempo fare il pizzaiolo era un mestiere di ripiego, senza riconoscimenti.

 

Nel ristorante-pizzeria contava lo chef, il pizzaiolo era il jolly per far quadrare i conti del locale. Ho voluto restituirgli dignità, eliminando lo stereotipo del pizzaiolo acrobata, Pulcinella o chiuso ed ombroso. Ho innovato la tradizione senza sconvolgerla con sofisticazioni, salse o salsine. La mia soddisfazione? Servire una Marinara da 4 o 5 euro ad un ultraottantenne che ne ha mangiate per una vita e sentirmi dire che nessun'altra era buona come la mia».

 

La pizza è stata uno strumento per far rinascere un territorio.

GINO SORBILLO 13

«Da subito io e la mia pizza siamo stati un simbolo di legalità, opponendoci ad ogni meccanismo di oppressione da parte della criminalità. Un'attività commerciale con la schiena dritta può diventare un faro sul territorio, illuminarlo ed avviare una catena virtuosa. Le minacce non si accettano, si denunciano appena arrivano.

 

Anni fa in via dei Tribunali alle 21 c'era il coprifuoco, era zona di spaccio a cielo aperto. Le persone per bene ci stavano alla larga, non riuscivo a portarci neppure gli amici di scuola."Non ci verremo mai, è uno schifo. È il regno dei delinquenti", mi dicevano. Ioli ho sfidati: "Il mio entusiasmo, la mia onestà, la mia passione e il mio prodotto vi faranno ricredere". Occorreva che qualcuno si muovesse per primo, poi gli altri mi hanno seguito. E la zona buia è diventata piena di luce».

 

Ha avuto l'intuito di credere nel potere della comunicazione.

«Ho sempre cercato il contatto tra me pizzaiolo al banco e chi entrava nel mio locale. Li ho sempre accolti con lo sguardo, facendo capire che li avevo notati e volevo farli stare bene. Quei primi anni sono stati il mio ring, il mio campo d'allenamento che mi ha poi portato ad esportare la pizza anche fuori da Napoli, senza tradirla».

 

S' iniziò a parlare di lei come di un pizzaiolo gentile e risoluto.

«Non c'erano ancora i social ma nel 2000 la mia pizzeria era già inserita nei percorsi turistici come tappa irrinunciabile per chi visitava Napoli. Arrivarono anche le prime interviste, i programmi televisivi, centinaia di documentari sulla pizza che finirono pure in Giappone ed Australia. Tornò in auge persino la pizza fritta, fino ad allora conosciuta solo dai napoletani dei bassi».

GINO SORBILLO 13

 

Ha fatto crescere la sua attività in una zona in pugno alla camorra.

«Ho fatto il militare nell'arma dei Carabinieri. Camminavo in divisa in via dei Tribunali, volevo far capire da subito le mie idee. Ero solo un ragazzino ma lanciavo chiaro il messaggio che non mi facevo intimidire e sarei stato un messaggero di legalità, proprio attraverso il mio lavoro, in un territorio gestito dalla criminalità».

 

Nel 2014 le hanno incendiato il locale, nel 2019 è stata la volta di una bomba carta e poi tante intimidazioni.

«Sì, mi sono capitate cose strane. A volte si è fatta chiarezza, molte altre no. Nella guerra notturna delle baby gang arrivano segnali precisi alle attività commerciali. Non ho mai abbassato la guardia: in caso di problemi, io denuncio. Do fastidio perché faccio capire quotidianamente che ognuno deve pretendere, e sottolineo pretendere, di vivere il proprio territorio, il proprio spazio senza che gli vengano rotte le scatole. Se non cedi alla debolezza o alla paura, ma sei incorruttibile puoi fare impresa in ogni parte d'Italia: puoi diventare uno chef stellato o un artista anche a Secondigliano».

FEDERICA PELLEGRINI GINO SORBILLO

 

Opporsi ai clan può mettere a rischio la sua famiglia.

«Sono dell'idea che lo Stato c'è. Se lo vuoi, lo Stato c'è. E questa certezza mi dà fiducia e forza, so che non sono solo. Se al primo posto metti la paura, hai perso in partenza».

 

Le piacerebbe che uno dei suoi tre figli raccogliesse il suo testimone?

«Giorgia ha 18 anni e si diploma al liceo linguistico, Ludovica ne ha 14 e frequenta il classico e poi c'è Salvatore, 8 annidi vivacità. Non impongo nulla, voglio che siano liberi nelle scelte della vita. Ludovica mostra interesse, potrebbe continuare la tradizione di zia Esterina, che trascorse 63 anni in pizzeria. Amava il popolo, teneva i prezzi bassi per tutti, soprattutto per i giovani universitari».

 

Il suo consiglio ai giovani pizzaioli?

«Devono mettere nel piatto la loro storia ed identità. La pizza è un racconto personale, non un copia e incolla. Se abiti nel Cilento, devi raccontare la pizza con i profumi, i colori e le sensazioni di quella terra. Solo così quella pizza sarà tua e avrà un valore aggiunto che io, nel ventre di Napoli, non posso avere perché sono invece contaminato da San Gregorio Armeno, dal Cristo Velato, da San Gennaro, dal mare. Si è unici quando sappiamo trasmettere emozioni».

 

GINO SORBILLO 11

Tra il 2010 e il 2013 ha detto più volte che da lei i leghisti non erano graditi...

«All'epoca quelle provocazioni ci stavano, da napoletano rispondevo a prese di posizione forti della Lega Nord contro il Meridione. Non me la sono presa solo con loro, le mie pizze parlanti hanno spesso attaccato la casta politica che chiacchiera tanto e ci spreme troppo. Per parlamentari e senatori la mia pizza costava 100 euro. Ero giovane, sanguigno, istintivo, un po' primitivo. Negli anni ho moderato i toni e nei miei locali sono ben accette tutte le persone per bene, al di là dello schieramento politico».

 

Oggi ha più pizzerie a Milano che a Napoli...

«Credo in una pizza democratica e senza confini, per questo mi sono spinto fino a Miami, Tokyo, Ibiza e New York. La mia 20a apertura è di poche settimane fa, a Torino. Mi piace molto il Nord, a Milano ho 4 locali e la considero la mia seconda città».

 

Cosa le piace dei milanesi?

gino sorbillo

«Sono persone operative, organizzate, rispettose, veloci e attente ai cambiamenti. Milano è il trampolino per l'Europa e per il mondo. Se qualcosa funziona lì, funziona ovunque. Lì ho messo le radici nel 2014 e non l'ho più lasciata. Mi piace da morire, le ho anche dedicato la pizza cotoletta, con l'impasto immerso nel bianco e rosso d'uovo, passato nel pan grattato e fritto in olio caldo a 190°».

 

Le sue battaglie sono universali, ma c'è chi dice che le fa solo per i suoi interessi..

«Le mie battaglie sono un modo di comunicare quello che faccio e vivo, ma a Napoli è facile avere pregiudizi e diventare branchi contro qualcuno che cerca di adoperarsi in una strategia comune.

 

gino sorbillo serve la pizza a di maio e masset

Durante la prima fase della pandemia mi sono confrontato in continuazione con oltre 200 ristoratori in tutta Italia, utilizzando i gruppi whatsapp per capire di cosa avevamo bisogno. Sono stato contattato spesso da tv e giornali e mi sono sempre fatto portavoce di ognuno di loro chiedendo il blocco dei fitti e delle utenze, un regime fiscale agevolato, lo sblocco del delivery...».

 

Perché è così difficile fare squadra?

«Ogni volta che mi espongo, c'è sempre qualcuno che interpreta la cosa al contrario. E mi attacca sottovalutando che in pandemia il problema più grande lo tenevano le strutture più grandi. Quelle con due persone che facevano asporto e magari avevano un fitto irrisorio subivano un impatto minore rispetto a chi, come me, non ha mai fatto delivery, ha affitti esorbitanti e 20-25 dipendenti per ognuno dei 20 locali disseminati tra Italia e mondo. Ho rischiato la chiusura di 4 locali, non ce l'ho fatta a salvare quello di New York».

GINO SORBILLO A TOKYO

 

Ha mai pensato di entrare in politica?

«Ho avuto una piccola esperienza con le primarie del 2011 come sindaco di Napoli e mi è bastata. Mi ha tolto ogni dubbio: quel mondo non fa per me. Preferisco vivere di pizze, mozzarelle, pomodori, bollicine, abbinamenti e fare godere la gente a tavola».

 

Una pizza per far fare pace a Putin e Zelenski?

SALVINI

«Non me la sento di risolvere un conflitto così disumano con una pizza. La guerra Russia-Ucraina sta massacrando vite umane e mettendo in ginocchio ognuno di noi. Temo il peggio, soprattutto per il futuro dei nostri figli».

luigi di maio christian masset da sorbilloluigi di maio da sorbillo con l'ambasciatore francese masset 5giuseppe conte pizzaiolo da gino sorbillo 9giuseppe conte pizzaiolo da gino sorbillo 10giuseppe conte pizzaiolo da gino sorbillo 1giuseppe conte pizzaiolo da gino sorbillo 4sorbillolo staff di sorbillo a roma

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO