tubi tubo perdite acqua idriche

IL MONDO SAREBBE UN POSTO MIGLIORE SE TUTTI AVESSERO ACCESSO ALL’ACQUA – VALE 6.500 MILIARDI DI EURO IL DIVARIO GLOBALE NELLE INFRASTRUTTURE IDRICHE - SECONDO UN REPORT DEL “WORLD ECONOMIC FORUM”, IL GAP DOVRÀ ESSERE COLMATO ENTRO IL 2040 PER EVITARE RICADUTE ECONOMICHE E SOCIALI ENORMI. PER FARLO, GLI STATI NON POSSONO FARE DA SOLI: SERVE UN’AZIONE COORDINATA TRA GOVERNI, INDUSTRIA E FINANZA, CHE COLMI IL SOTTOINVESTIMENTO CRONICO NEL SETTORE. UN’OPPORTUNITÀ ANCHE PER LA CRESCITA ECONOMICA E PER L’OCCUPAZIONE…

Estratto da “Mf – Milano Finanza”

 

perdite rete idrica 5

C’è un numero che sintetizza la portata della sfida: 6.500 miliardi di euro. È il divario globale nelle infrastrutture idriche che, secondo il nuovo Report del World Economic Forum realizzato con Acea e l’Università di Cambridge, dovrà essere colmato entro il 2040 per evitare ricadute economiche e sociali sempre più rilevanti.

 

Ma è anche un numero che racconta un’opportunità. Lo studio, intitolato «Bridging the €6.5 Trillion Water Infrastructure Gap» e pubblicato in vista del prossimo appuntamento di Davos, stima che un’azione coordinata tra governi, industria e finanza potrebbe generare 8.400 miliardi di euro di Pil aggiuntivo e sostenere oltre 206 milioni di posti di lavoro a tempo pieno, equivalenti a circa 14 milioni ogni anno.

 

dispersione idrica 1

Il report […] parte dalla constatazione che il sottoinvestimento cronico nel settore idrico sta diventando un fattore limitante per la crescita economica globale e per la capacità dei Paesi di affrontare gli effetti del cambiamento climatico. Ridurre il gap infrastrutturale avrebbe, secondo le analisi del modello sviluppato per lo studio, impatti socio-economici significativi grazie a un effetto moltiplicatore degli investimenti.

 

Ogni euro investito nel miglioramento delle infrastrutture idriche genera infatti 2,7 euro di attività economica, di cui 1,3 euro contribuiscono direttamente al Pil.

 

perdite rete idrica 4

Sul fronte occupazionale, ogni miliardo di euro investito è associato alla creazione di circa 32mila posti di lavoro a tempo pieno. Questi effetti sono legati alla natura estesa e radicata della catena di fornitura del settore idrico, che coinvolge un ampio indotto e milioni di lavoratori.

 

[…] Nel report il World Economic Forum e Acea sottolineano come le infrastrutture idriche siano centrali non solo per la crescita economica, ma anche per la resilienza climatica. Garantire a tutti sistemi di approvvigionamento idrico e servizi igienico-sanitari equi, resilienti, sostenibili e tecnologicamente avanzati richiederà un raddoppio della spesa globale entro il 2040.

 

perdite rete idrica 2

In Europa, in particolare, il fabbisogno di investimenti supera 1.700 miliardi di euro, con un gap di circa 695 miliardi rispetto agli attuali livelli di spesa. Una distanza attribuita in larga parte alla necessità di modernizzare infrastrutture obsolete e di potenziare e adeguare gli impianti di trattamento delle acque reflue.

 

Il paper propone una roadmap degli investimenti basata su quattro driver strutturali della domanda che, nel loro insieme, definiscono il percorso di trasformazione del settore idrico globale. Il primo riguarda l’accesso equo all’acqua e ai servizi igienico-sanitari: oltre 3 miliardi di persone nel mondo ne sono ancora prive.

 

dispersione idrica 5

Il secondo è la resilienza delle infrastrutture, con un’attenzione all’ammodernamento di asset obsoleti che a livello globale disperdono circa il 30% dell’acqua distribuita e al rafforzamento dei sistemi per proteggere quasi 4 miliardi di persone dagli shock legati al clima.

 

Il terzo driver è la circolarità, che passa attra- verso l’efficienza energetica, il controllo dell’inquinamento e il riuso dell’acqua, oggi limitato al 12% dei prelievi globali di acqua dolce.

 

Il quarto è l’innovazione, che include l’adozione di strumenti digitali, automa- zione e intelligenza artificiale, ma anche l’evoluzione dei meccanismi finanziari, con l’utilizzo di blue bond, finanza mista e partenariati pubblico-privati basati sulle performance.

 

perdite rete idrica 1

A supporto dell’analisi, il report presenta ventisette casi internazionali che mostrano come il progresso nel settore idrico sia possibile e replicabile. Tra questi figura l’esperienza di Acea a Roma, dove Acea Ato2 gestisce una rete di 17mila chilometri caratterizzata da infrastrutture obsolete e da una morfologia complessa. In questo contesto, le perdite avevano raggiunto quasi il 50% della produzione, mentre il cambiamento climatico aveva ridotto la disponibilità d’acqua fino al 20%.

 

[…]  Acea ha avviato un programma da 850 milioni di euro basato sull’implementazione di sensori e valvole intelligenti integrati con un sistema di gestione idrica capace di prevedere le per- dite e ottimizzare la pressione.

 

perdite rete idrica 3

Dal 2017 le perdite idriche sono diminuite del 10%, con un risparmio di 80 milioni di metri cubi di acqua non fatturabile e l’estensione del servizio a 150mila nuovi residenti. Sempre in Italia, il report cita l’impianto di trattamento delle acque reflue di Punta Gradelle, nella Penisola sorrentina.

 

Qui un consorzio pubblico-privato ha investito 46 milioni di euro per realizzare un impianto sotterraneo completamente automatizzato, in grado di garantire risparmi energetici del 15%, un incremento del 20% dell’efficienza dei processi e una capacità flessibile per gestire i picchi stagionali, proteggendo al contempo gli ecosistemi costieri e le attività locali.

 

[…]

 

vecchio condotto idrico

Secondo il report, colmare il divario globale delle infrastrutture idriche è possibile, ma richiede coordinamento e leadership. I governi sono chiamati a posizionare l’acqua come asset strategico nei portafogli nazionali, creando quadri normativi prevedibili, incentivando efficienza e riuso e mobilitando capitale pubblico o garanzie per attrarre investimenti privati.

 

L’industria dovrebbe sviluppare pipeline di progetti solidi e misurabili, in grado di migliorare la bancabilità, mentre la finanza potrebbe ampliare l’uso di strumenti innovativi e considerare l’acqua come una classe di investimento separata. In questo scenario si colloca il ruolo di Acea, che intende porsi come leader della transizione idrica non solo a livello nazionale ma anche europeo.

 

Negli ultimi anni il gruppo ha lavorato per aumentare la consapevolezza sull’importanza e sulla scarsità della risorsa idrica e ha contribuito al dibattito europeo sulla resilienza dell’acqua.

 

Presso il World Economic Forum è stata inoltre istituita la Water Industry, presieduta dal ceo di Acea Fabrizio Palermo, una community settoriale dedicata all’acqua che riunisce imprese e stakeholder con l’obiettivo di definire una strategia comune per la tutela e la valorizzazione della risorsa. […]

EMERGENZA IDRICA - LAGHI CHE SI STANNO PROSCIUGANDO crisi idrica a barcellona - siccita

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