MORTO UN KHAMENEI, SE NE FA UN ALTRO - L’ASSEMBLEA DEGLI ESPERTI HA SCELTO MOJTABA KHAMENEI, FIGLIO DEL DEFUNTO AYATOLLAH COME NUOVA GUIDA SUPREMA DEL PAESE - L’EREDE PREDILETTO DI ALI, 57 ANNI, E’ SOSTENUTO DALL’ALA DURA DEI PASDARAN – NEL 2005, SI SCHIERÒ CON AHMADINEJAD, ALLORA IL CANDIDATO PIÙ CONSERVATORE, E FU TRA I REGISTI DELLA REPRESSIONE DELL’ONDA VERDE, IL MOVIMENTO RIFORMISTA CHE SI OPPONEVA ALLA SUA RIELEZIONE DENUNCIANDO I BROGLI - SECONDO UNA INCHIESTA DI BLOOMBERG, A LUI FAREBBE CAPO UN PICCOLO IMPERO IMMOBILIARE TRA LONDRA E ALTRE CAPITALI OCCIDENTALI. LA SUA NOMINA, CHE DA’ ALLA TEOCRAZIA UNA IMPRONTA DINASTICA, SI PONE IN PROSECUZIONE CON LA LINEA DURA DEL PADRE, E ANCHE DI PIU' (INSOMMA, DALLA PADELLA ALLA BRACE)…
Gabriella Colarusso per repubblica.it - Estratti
Secondo i media monarchici l’assemblea degli esperti avrebbe scelto il figlio del defunto Ali come nuova Guida suprema del Paese
Farnaz Sabet, analista iraniano, prova a stemperare la cupezza con una battuta: «Se la notizia fosse confermata, questa sarebbe un’interessante ironia per l’Iran: sia la Repubblica Islamica che la sua principale opposizione avrebbero uno spirito monarchico».
IL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO CHE HA DISTRUTTO IL QUARTIER GENERALE DI ALI KHAMENEI
La nomina di Mojtaba Khamenei, figlio del defunto Ali, come nuova guida suprema dell’Iran darebbe in effetti alla teocrazia una virata dinastica, assimilandola al sistema contro cui è nata e ha sempre detto di volersi battere, quello dello Scià. Una trasmissione del potere familiare e clanica, simile a quella che Hezbollah tentò dopo la morte di Nasrallah nominando nuovo leader suo cugino Safi al Din, anche lui poi ucciso dagli israeliani.
La vita e la carriera di Mojtaba Khamenei, 57 anni, secondogenito e figlio prediletto di Ali Khamenei, si sono fatte nell’ombra, nel deep state iraniano legato all’ala più dura dei pasdaran e degli apparati di sicurezza e repressione. La sua ascesa al rango di rahbar segnerebbe la vittoria di una nuova generazione ultraradicale sulle macerie della guerra.
Mojtaba è cresciuto uscendo pochissimo dall’Iran, quasi non si hanno notizie di suoi viaggi all’estero. A 17 anni entrò nel corpo dei Guardiani della rivoluzione combattendo nella guerra Iran-Iraq in un’unità molto ideologica fondata da un comandante, Ahmad Motevaselian, noto per il suo antisemitismo, e poi in un battaglione i cui membri diventeranno parte della destra radicale della Repubblica islamica.
(...) Da quella posizione ha costruito la sua rete di influenza tra le Guardie della rivoluzione e di affari all’estero: secondo una recente inchiesta di Bloomberg, a lui farebbe capo un piccolo impero immobiliare tra Londra e altri capitali occidentali.
Nel 2005, si schierò con Ahmadinejad, allora il candidato più conservatore, e fu tra i registi della repressione dell’Onda verde, il movimento riformista che si opponeva alla sua rielezione denunciando i brogli. Un ruolo che ha assunto anche in altre ondate di manifestazioni, come nel 2019, durante la rivolta per il caro carburanti, indirizzando la repressione.
Della sua cerchia ristretta fanno parte religiosi fondamentalisti come Alireza Panahian e Mohammad Qomi che si oppongono ad aperture sociali e culturali che intacchino i capisaldi ideologici della rivoluzione islamica e vedono il liberalismo occidentale come come nemico. L’opinione di molti osservatori iraniani è che, se venisse davvero eletto leader, non sarebbe un autocrate pragmatico desideroso di avviare il Paese verso un nuovo corso, ma un fedele prosecutore della linea dura di suo padre, e anche di più.
mojtaba khamenei
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