“MOUSSA SANGARE HA UCCISO PER PROVARE UN’EMOZIONE FORTE” – È STATO CONDANNATO ALL’ERGASTOLO IL 31ENNE ORIGINARIO DEL MALI CHE NELL’ESTATE DEL 2024 UCCISE SHARON VERZENI, 33ENNE DI TERNO D’ISOLA CHE STAVA FACENDO JOGGING DI NOTTE: I DUE NON SI CONOSCEVANO E LUI SCELSE LA SUA VITTIMA VEDENDOLA PASSARE IN STRADA – E I PM LO DESCRIVONO COME “UN NARCISO IMPENITENTE, CHE HA SACRIFICATO UNA VITA UMANA PER IL SUO EGO. NON È MALATO, È UNA PERSONA INTELLIGENTE, MA CHE SE NE FREGA DI TUTTO E DI TUTTI...”
Estratto dell’articolo di Giuliana Ubbiali e Maddalena Berbenni per il “Corriere della Sera”
Alla parola «ergastolo» la madre di Sharon Verzeni si scioglie in un pianto liberatorio. [...]
Si chiude con un verdetto che ricalca in ogni aggravante riconosciuta le richieste dell’accusa, il processo per l’omicidio della 33enne di Terno d’Isola, accoltellata la notte del 30 luglio 2024, in strada. Il suo assassino non l’aveva mai vista prima, la scelse perché la notò mentre camminava ascoltando musica.
Anche per la Corte d’assise della presidente Patrizia Ingrascì è Moussa Sangare, 31 anni, di Suisio, stranamente poco loquace nell’udienza finale e rimasto di pietra alla lettura del verdetto. L’unico gesto che si concede, lui che ha abituato giudici e pubblico a plateali esternazioni, come il colpo di scena del legale revocato dopo l’arringa, è una borbottata e un gesto di stizza quando il pm lo descrive come «un narciso impenitente, che ha sacrificato una vita umana per il suo ego, per provare un’emozione forte».
Marchisio, con accanto il procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, ricorda la perizia che ha certificato la piena capacità d’intendere e di volere dell’imputato: «Non è malato, è una persona intelligente, ma che se ne frega di tutto e di tutti».
Per il pm, «non si è mai scorta nessuna forma di pentimento, si scorge solo strafottenza».
Fermato un mese dopo il delitto, Sangare rese tre confessioni traboccanti dettagli, tutti riscontrati, «e scusate se ci siamo accontentati», dice, sarcastico, il pm durante le repliche.
Con il cambio, all’ultimo, della linea difensiva sono simili a una requisitoria, che ribatte ai dubbi sollevati dall’avvocata Tiziana Bacicca. Sì, per il pm Sangare uccise in un minuto, dopo avere raggiunto Sharon in bicicletta e averla aggredita di spalle, con quattro pugnalate, per poi fuggire.
SERGIO RUOCCO - SHARON VERZENI
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una traccia mista è stata individuata sul telaio della bici, «una prova schiacciante, ma questo processo avremmo potuto farlo anche senza il Dna», è sempre il pm, che definisce «oltraggiosa» la tesi di un amante, che a detta della difesa sarebbe stata trascurata dagli investigatori: «Noi siamo sacrificabili, la memoria di Sharon no».
Moussa Sangare
moussa sangare in bicicletta dopo aver ucciso sharon verzeni
moussa sangare in bicicletta dopo aver ucciso sharon verzeni
SERGIO RUOCCO SHARON VERZENI
SERGIO RUOCCO SHARON VERZENI
Moussa Sangare
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