zuckerberg soldi facebook

MULTA DA 110 MILIONI DI EURO PER FACEBOOK (BRICIOLE) - PER LA UE LA CONDIVISIONE DI DATI E MESSAGGI CON WHATSAPP (COMPRATO NEL 2014) PERMETTE DI STUDIARE GLI UTENTI AL FINE DI PROPORGLI SERVIZI “SU MISURA" - LA SANZIONE E’ PARI AL RICAVO DI 7 ORE DI ATTIVITÀ DEL SOCIAL NETWORK: ZUCKERBERG SAPEVA CHE GLI CONVENIVA TRASGREDIRE

Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

mark zuckerberg harvardmark zuckerberg harvard

Quando nel febbraio 2014 Facebook annuncia l' acquisizione di WhatsApp, Mark Zuckerberg prende un impegno che avrebbe ripetuto fino all' autunno scorso: l' azienda comprata, dice il fondatore del più vasto social network al mondo, «continuerà ad operare con indipendenza» dentro il nuovo conglomerato.

 

Tre anni dopo, la Commissione europea ha affibbiato a Facebook una multa da 110 milioni di euro per aver fatto esattamente l' opposto. Nel 2016, violando gli impegni presi e contraddicendo le spiegazioni tecniche offerte fin lì, Zuckerberg ha avviato un' inversione di rotta nella politica sulla privacy riguardo a WhatsApp. I dati personali degli utilizzatori della rete di messaggi da allora iniziano a essere condivisi con quelli di Facebook.

 

È da agosto del 2016 che WhatsApp lancia aggiornamenti sui termini di servizio e le politiche di privacy che includono la possibilità di collegare i numeri di telefono dei clienti del servizio ai loro profili sul social network.

 

mark zuckerberg 3mark zuckerberg 3

Può apparire un dettaglio insignificante, un «accetto» di più da cliccare sullo smartphone pur di liberarsi al più presto di una maschera dallo schermo e procedere con l' uso di un servizio. È invece una vicenda dai molti risvolti. Essa rivela come i dati di miliardi di persone comuni - decine di milioni di italiani - sono ormai così essenziali per il modello di business degli oligopolisti della rete che in loro nome accade l' imprevedibile.

 

Solo fino a pochi anni fa, sembrava che Facebook o Google dessero valore a queste informazioni sugli utilizzatori solo per mirare meglio e rendere più efficaci le inserzioni pubblicitarie. Oggi il progresso nell' intelligenza artificiale permette anche altri usi in grado di generare nuove fonti di ricavo: fra questi, l' analisi dei testi dei messaggi attraverso algoritmi per valutare la personalità di un utilizzatore e fargli balenare servizi potenzialmente interessanti per lui.

 

Facebook ha scelto di fuorviare Bruxelles nell' affare WhatsApp, molto probabilmente, proprio perché i dati su numeri enormi di persone normali sono diventati tanto preziosi.

GOOGLE GMAIL 1GOOGLE GMAIL 1

Questa vicenda rivela così lo squilibrio di poteri fra i giganti digitali e gli uffici che (in teoria) dovrebbero vigilare sui loro eventuali abusi. Essa mette a nudo le asimmetrie nel controllo delle informazioni e nella comprensione dei risvolti tecnologici fra regolati e regolatori.

 

Non è un caso se Facebook si è dimostrata disposta a mentire alla Commissione Ue in un modo che il governo italiano, presidente del Gruppo dei Sette, non potrebbe mai permettersi nei negoziati sulle crisi bancarie.

 

Nell' annunciare la multa, pochi giorni fa, Bruxelles ha sottolineato come i tecnici di Zuckerberg abbiano deliberatamente ingannato i controllori dell' Antitrust: «Facebook - notano gli uffici di Bruxelles - era consapevole della rilevanza della combinazione delle piattaforme sugli utilizzatori per la valutazione della Commissione», che doveva autorizzare o bloccare la fusione fra i due gruppi.

 

Se dunque Facebook ha agito così con la più grande autorità di controllo Antitrust al mondo, è perché aveva correttamente calcolato che poteva permetterselo. La penalità sarebbe stata così insignificante che il gruppo di Zuckerberg ha rinunciato ai diritti di difesa - così guadagnando uno sconto sulla pena - non appena gli sono arrivate le contestazioni.

il palazzo della commissione europea a bruxelles il palazzo della commissione europea a bruxelles

 

Risultato: i 110 milioni di euro che ora Facebook pagherà all' Unione Europea sono pari allo 0,56% del prezzo di acquisto di WhatsApp; per la precisione, sono uguali ai ricavi che Facebook registra in sette ore di normale attività di un giorno feriale. Per parte propria, la Commissione Ue avrebbe potuto portare la multa fino quasi al doppio di quella cifra, ma ha rinunciato. Non ha insistito perché avrebbe dato disco verde alla fusione fra i primi due protagonisti mondiali della messaggeria istantanea comunque, anche se Zuckerberg le avesse detto tutta la verità.

 

Dal resto, dalle stesse parole con cui Bruxelles autorizza l' operazione nel 2014, risulta chiaro i suoi tecnici come non avessero capito tutta la posta in gioco. «Facebook Messenger e WhatsApp non sono concorrenti stretti», si legge. Quanto ai dati sugli utilizzatori, la Commissione spiega che non è competente per la tutela della privacy e non sembrano esserci «questioni di concentrazione» industriale nel mercato pubblicitario. Zuckerberg naturalmente già allora era molto più avanti.

dollari Google dollari Google

 

Non può essere un caso se accetta di pagare per WhatsApp 22 miliardi di dollari, una cifra pari a 55 volte i ricavi di un' azienda i cui profitti netti nel 2014 erano ancora trascurabili. Così Facebook ha inglobato un potenziale concorrente prima che potesse diventare temibile e guadagna un nuovo punto d' osservazione e fruizione dei dati degli 1,2 miliardi di utilizzatori attuali del servizio.

 

whatsapp whatsapp

Ora le autorità Antitrust dovranno ripensare ai loro strumenti di vigilanza del mercato e a come usarli. Nota Monique Goyens, direttore generale dell' Organizzazione dei consumatori europei: «È inaccettabile che le persone comuni siano esposte all' abuso dei loro dati da parte di Facebook. Le autorità Antitrust devono collaborare di più con quelle per la tutela della privacy».

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…